San Zaccaria Amanda Tampieri

CALCIO FEMMINILE: Tampieri positiva al Clestebol Metabolita, la difesa del San Zaccaria

Amanda Tampieri come Nicola Dalmonte? Il caso che ha coinvolto nelle ultime ore la 19enne portiere del San Zaccaria ricorda molto da vicino quanto accaduto all’attaccante del Cesena qualche settimana fa, col giovane bianconero sospeso in via cautelare dall’Ufficio di Procura Antidoping e ancora in attesa di una sentenza definitiva da parte del Tribunale Antidoping del Coni per avere assunto una sostanza, il Clostebol Metabolita, inserita tra quelle vietate dall’Ufficio di Procura Antidoping. La stessa sostanza che ha portato alla positività di Amanda Tampieri, riscontrata al termine della partita Mozzanica-San Zaccaria dello scorso 30 aprile: il portiere biancorosso l’avrebbe assunta attraverso un farmaco, il Trofodermin, usato per curare una semplice abrasione al ginocchio e solo per una negligenza della società ravennate tale evenienza non è stata comunicata nei tempi corretti ai funzionari del TNA. Un San Zaccaria che poi avrebbe affidato la difesa del proprio operato ad un comunicato, che di seguito riportiamo:

“La società USD San Zaccaria, da sempre impegnata nella difesa dei valori dello sport, desidera precisare quanto segue.
Nelle scorse ore, il Tribunale Nazionale Antidoping ha sospeso l’atleta della nostra società Amanda Tampieri dopo che quest’ultima è stata trovata positiva al Colestebol Metabolita ad un controllo dello scorso 30 aprile 2016, in occasione del match di Serie A tra Mozzanica e San Zaccaria disputatosi a Bergamo.
Al fine di tutelare l’immagine della società e della stessa atleta, viene tuttavia chiarito che:
1. La sostanza proibita è stata assunta attraverso il Trofodermin, un farmaco generico utilizzato dall’atleta per una semplice e banale abrasione al ginocchio nei giorni precedenti al match. Un farmaco assumibile senza ricetta medica e liberamente vendibile in una qualunque farmacia.
2. Tale medicinale, presente anche come spray, è un semplice cicatrizzante, che dunque non può alterare le prestazioni sportive.
3. L’atleta, pur utilizzando autonomamente il farmaco, aveva avvisato la società in data 29 aprile 2016, ovvero il giorno precedente la suddetta partita. Nella stessa data, il medico sociale dott. Socci aveva redatto una lettera che sarebbe dovuta servire in caso di controlli anti-doping predisposti in occasione della partita, prevista per il giorno successivo.
4. Il 30 aprile, in occasione del match Mozzanica-San Zaccaria, l’atleta veniva sorteggiata e sottoposta a controllo anti-doping, ma la lettera redatta dal dott. Socci non veniva consegnata ai funzionari del TNA in quanto chi era predisposto all’uopo, ovvero il presidente della società Rinaldo Macori, era stato impossibilitato a partecipare alla trasferta in quanto colpito da un grave lutto, i.e. la scomparsa della madre.
5. La negligenza del caso, pertanto, si riduce a quanto detto. La società e l’atleta si impegnano dunque a rispettare la sospensione indetta dal TNA ed ad operarsi per fare al più presto chiarezza sull’accaduto, fiduciosi nell’operato del CONI.
La società dunque invita gli organi di stampa a sottolineare con chiarezza l’esatta dinamica dei fatti, evitando facili strumentalizzazioni che nulla hanno a che vedere con “scandali” relativi a vicende di doping che hanno caratterizzato altri sport, anche in tempi recenti.
La società si riserva il diritto di intervenire con ogni mezzo giudiziario per preservare l’immagine e la dignità propria e della suddetta atleta.”

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