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CALCIO: Il Bologna gioca sulle nuvole, il Benevento affonda sul 3-0 | VIDEO

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Premesso che si possa anche catalogare nel contesto della normalità che una squadra batta il Benevento (cosa già riuscita in precedenza ad altre 17 squadre su 20 partite), la vittoria del Bologna contro il fanalino di coda del campionato va accolta con fiducia ed entusiasmo per più ragioni. A due mesi di digiuno dall'ultimo hurrah, il Dall'Ara ha potuto nuovamente gioire. Destro, De Maio e Dzemaili: 3-0 senza storia, anche se nel primo tempo il Bologna aveva faticato (come spesso gli accade) per costruire una manovra degna di tal nome creare e creare gioco. Tolto il colpo di testa iniziale di Verdi, i rossoblù in trenta minuti non erano, infatti, mai riusciti a tirare in porta. Bravo Destro, fino a lì poco servito e poco incisivo, a segnare di rapina la rete che ha aperto le danze di una sinfonia divenuta (da quel momento) solo a tinte rossoblù. Bellissima la parabola di Verdi (che la squadra ha voluto designare come capitano), esattamente come il raddoppio, anch’esso arrivato da palla ferma. Solo la terza rete, quando ormai la partita era decisa, è arrivata su ripartenza, lo spartito migliore per il team di Donadoni. In apertura, anche il palo di Guillherme che ha fatto trepidare gli oltre 20mila del Dall’Ara. Poco o null'altro da segnalare, per il resto. Sicuramente le note positive ci sono, la marcatura di Destro, i due assist di Verdi, la rete di De Maio e quella di Dzemaili, subito buttato nella mischia da Donadoni e subito a segno. Nessuno ha demeritato ma occorre tarare tutto con il livello dell’avversario, ben preparato tatticamente ma molto povero tecnicamente. Ora arriveranno le prove vere, partendo da Napoli, passando per Fiorentina e Inter, partite che diranno se il Bologna sarà in grado di restare attaccato al treno di metà classifica o se resterà nel limbo della parte destra pur non rischiando la retrocessione. E la sensazione è che servirà qualcosa in più per fare punti contro squadre più forti. Per il momento, può bastare tenersi questa vittoria, una sorta di minimo sindacale che però, dopo la sosta, era fondamentale ottenere per classifica e morale del gruppo.