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CALCIO: Rimini, la discesa dal calcio che conta incominciò proprio con l’Ancona

Era il 13 giugno 2009: al "Neri" si disputava la gara di ritorno dei play-out di serie B, quella tra Rimini e Ancona. In ballo, la permanenza in cadetteria e, col senno di poi, la sopravvivenza nel calcio che conta. Non era stata la migliore delle stagioni per i biancorossi romagnoli, questo è certo: la squadra che aveva sfiorato il sogno Serie A si era pian piano sgretolata, complice l'addio ad inizio stagione di Leonardo Acori e il progressivo disimpegno della Cocif. Un Rimini che era passato dalle cure di Elvio Selighini a quelle di Guido Carboni e che pagò a carissimo prezzo un girone di ritorno alquanto balordo: il doppio spareggio con l'Ancona venne vissuto con grande apprensione dai riminesi, che pure andarono ad impattare allo stadio Del Conero per 1-1, grazie al gol di Biagio Pagano al 16' del primo tempo a cui però rispose Sasà Mastronunzio a cinque dalla fine. Una doccia fredda per la squadra di Carboni che affrontò il match di ritorno con paura, la paura di non perdere. Tanto bastò per mantenere uno 0-0 comunque utile alla causa romagnola, almeno fino al 79', quando Mastronunzio (ancora lui) sfruttava un preciso traversone di Soddimo per infilare di testa il portiere Agliardi. Da allora sono trascorsi sei anni: anni di purgatorio per il Rimini, prima costretto a ripartire dalla Prima Divisione, poi, dopo la mancata iscrizione del 2010, a fare l'elastico tra la serie D e i campionati di Lega Pro. Non che le cose siano andate meglio per l'Ancona, anzi: la parabola dei dorici è stata addirittura peggiore, con la radiazione della squadra nel 2010 (sì, proprio un anno dopo l'impresa del "Neri"), la ripartenza in Eccellenza Marche e la promozione in Lega Pro del 2014, appena un anno prima che il Rimini ottenesse il medesimo risultato. Morale della favola: quello di domani sarà il primo rendez-vous tra le due rivali di sempre dopo quel celeberrimo pomeriggio di giugno di sei anni fa. Nuove sliding doors in arrivo?

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