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CALCIO: Santarcangelo, Melini non ci sta: “Il ko di Arezzo pesantemente condizionato dall’arbitro”

La settimana più dura forse della storia del Santarcangelo si era conclusa domenica sera col ko nel posticipo di Arezzo, pesante nelle dimensioni ma reso ancora di più indigesto da alcune decisioni arbitrali prese dal direttore di gara, il signor Miele di Torino. Per Oberdan Melini non è il caso di condannare la prestazione dei ragazzi di Zauli: “In realtà – spiega il ds dei gialloblu – a fine partita sono stato negli spogliaoti per portare il plauso della società per quelli che sono stati l’impegno e la prestazione dei ragazzi. Dispiace però che ad una prova sicuramente positiva faccia da contraltare il fatto di non aver portato a casa neanche un punto. Il che significa che a livello di attenzione e cura dei particolari dobbiamo ancora migliorare. Se da un lato c’è del rammarico, dall’altro c’è la consapevolezza che da gare come queste si può ripartire per fare risultato. Naturalmente già a partire dalla sfida casalinga di sabato (calcio d’inizio ore 14, ndr) con la Carrarese, sfida impegnativa in cui però possiamo fare bene”.
La partita di domenica, specie nella ripresa, è stata condizionata dagli episodi.
“Noi siamo abituati ad accettare sempre i verdetti scaturiti sul campo. Però in questa circostanza non possiamo non far notare, e di questo ne siamo dispiaciuti, alcune circostanze in cui siamo stati sfortunati protagonisti di alcune decisioni arbitrali che non ci sono piaciute e che hanno influenzato la gara. In primis la mancata espulsione per un fallo molto grave di Sabatino su un Guidone lanciato in campo aperto dopo aver recuperato palla nella nostra area. Il difensore dell’Arezzo è intervenuto senza alcuna possibilità di prendere il pallone, rischiando oltretutto di fare davvero male al nostro attaccante. In questo episodio l’arbitro  ha concesso giustamente il vantaggio, salvo poi essere andato soltanto ad ammonire ad azione terminata il giocatore amaranto. Penso si tratti di un’ingiustizia, in quanto il fallo non poteva non essere da cartellino rosso. La seconda annotazione riguarda la punizione da cui è scaturito il gol del 2-1: una punizione molto dubbia, decretata da una decisione dell’arbitro a 50 metri di distanza, nonostante il collaboratore dell’arbitro, posizionato a pochi metri, non avesse segnalato nulla. In più, dopo il vantaggio dei padroni di casa si è smesso di giocare. Sono stati impiegati addirittura 5 minuti per battere una punizione senza che poi l’arbitro abbia recuperato il tempo perso, visto che ha concesso solo 4 minuti di recupero. Tenuto conto delle 6 sostituzioni e delle sistematiche perdite di tempo, credo dovesse essere molto più corposo. Detto questo, il calcio è fatto anche di episodi: bravo e fortunato l’Arezzo ad averli dalla propria parte”.
Contro la Carrarese, oltre al ko di domenica, l’obiettivo sarà riscattare pure il pareggio beffardo maturato all’andata.
“Nonostante qualche problema societario, la Carrarese sta disputando un campionato brillante e la classifica lo testimonia. Brucia ancora il risultato dell’andata, quando venimmo recuperati da una punizione battuta astutamente dai giocatori toscani. Questa dev’essere una motivazione ulteriore al fine di raggiungere una buona prestazione e i 3 punti”.
Un commento sul mercato, dove il Santarcangelo ha già compiuto diverse operazioni.
“Sono arrivati dei giocatori come Castellana, Valentini, Gerli e Bardelloni che sono andati a sostituire i partenti Venturini, Zamagni, Quintavalla e De Vena. Siamo vigili sul mercato, non posso escludere ulteriori operazioni in questa finestra”.
Per quanto concerne il processo relativo al calcio scommesse, quali sono le sensazioni?
“Abbiamo la massima fiducia nel nostro avvocato Chiacchio, che già in sede dibattimentale ha esposto quelle che sono le ragioni della nostra società, vittima e parte lesa di questa vicenda. Ci auguriamo da parte del tribunale che avvenga il riconoscimento delle nostre buone ragioni nonché l’assoluta estraneità ai fatti. E che quindi siano concessi, qualora vengano confermati tali fatti, le attenuanti, non certo le aggravanti notificate dalla procura. Ad ogni modo dobbiamo farci forza, visto che è una situazione in cui non possiamo fare nulla. Ripeto, siamo parte lesa di questa vicenda. Siamo in serena attesa e confidiamo nel buon lavoro dell’avvocato. In ogni caso ricorreremo a tutti i gradi di giudizio per far sì che siano riconosciute le nostre buone ragioni”.

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