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PUGILATO: Il ‘giaguaro’ Matteo Signani dovrà restituire i premi vinti

Avrebbe combattuto sui ring di mezzo mondo da ‘professionista’, attività incompatibile con il suo ruolo di dipendente pubblico alla Capitaneria di Porto di Rimini e non autorizzata dal Ministero della Difesa. Con questa motivazione per il ‘giaguaro’ Matteo Signani, il noto pugile di Savignano sul Rubicone vincitore l’anno scorso del titolo intercontinentale Wba, è arrivata una clamorosa condanna a restituire buona parte dei premi vinti nel corso della sua carriera, 21.780 euro da pagare con rate da 329 euro al mese. La richiesta è arrivata direttamente dal Ministero della Difesa, a nulla è valso il ricorso al Tar del campione. Secondo la legge, i dipendenti pubblici possono far parte di società dilettantistiche, fuori dall’orario di lavoro e a titolo gratuito. Il pugile sarebbe intenzionato a impugnare la sentenza. 

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