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RICCIONE: Invasione del cantiere Trc, condannata sindaca Tosi Cronaca

RICCIONE: Invasione del cantiere Trc, condannata sindaca Tosi

La sindaca di Riccione, Renata Tosi, è stata condannata in primo grado dal Tribunale di Rimini a 20 giorni di reclusione, pena sospesa, tramutati in una multa da 5mila euro, per il reato di interruzione di pubblico servizio. La prima cittadina era finita a processo per le proteste che avevano visto nel giugno del 2014 un gruppo di cittadini scendere in strada e interrompere il cantiere del Trc, il Trasporto rapido costiero, chiamato oggi Metromare, per evitare l'abbattimento di alcuni pini che si trovavano lungo il tracciato. C'erano stati momenti di tensione, alimentati anche dal lancio di uova contro i mezzi che stavano lavorando nel cantiere. La sindaca Tosi era stata eletta pochi giorni prima. Il processo che si è chiuso oggi riguardava 13 persone, e le pene inflitte ai condannati sono state tutte sospese e tramutate in multe che vanno dai 5mila agli 11.500 euro. "Fin dall'inizio del mio impegno in politica e ancora di più la prima volta in cui sono stata eletta sindaco di Riccione, ho pensato che i cittadini debbano essere ascoltati. Pensavo questoanche quel giorno di 7 anni fa, quando da neo sindaco di Riccione - ha detto Tosi - mi chiamarono sul cantiere del Trc. Le sentenze dei giudici non si commentano, si accettano. Oggi accetto con serietà ciò che ha deciso il giudice di primo grado del Tribunale di Rimini che mi ha assolto per 5 capi diimputazione su 6. Le questioni di diritto vanno lasciate aigiuristi, ma la questione Trc è anche altro. Per Riccione il Trc - sottolinea ancora Tosi - così come lo si è fatto, non è un'opera adeguata, è un tracciato che deturpa la città e non risolve la maggior parte dei problemi legati alla mobilità, in estate come in inverno". (nella foto d'archivio i lavori in corso durante la costruzione)


RAVENNA: Omicidio Fabbri, disposto il sequestro di tutti i beni dell'ex marito Cronaca

RAVENNA: Omicidio Fabbri, disposto il sequestro di tutti i beni dell'ex marito

La Corte di assise di Ravenna ha accolto la richiesta di sequestro conservativo avanzata dalla figlia di Ilenia Fabbri, la 46enne uccisa nella sua casa di Faenza il 6 febbraio, nei confronti dei due imputati per l'omicidio: l'ex marito e padre della ragazza, Claudio Nanni, 54 anni e il 53enne Pierluigi Barbieri alias lo Zingaro, considerati dalla Procura mandante e esecutore materiale. Nella seconda udienza del processo i giudici hanno dunque incaricato la Guardia di Finanza di identificare i beni da sottoporre a vincolo: Arianna, la figlia della vittima costituita parte civile, aveva lamentato un danno da due milioni di euro. Sull'istanza di perizia psichiatrica da parte della difesa di Barbieri, reo confesso, si deciderà invece alla fine dell'istruttoria. Come testimoni sono stati sentiti il dirigente della squadra mobile di Ravenna Claudio Cagnini, i poliziotti delle volanti intervenuti sul luogo del delitto e due vicini di casa di Ilenia. Il 29 ottobre, nella prossima udienza, verranno sentite la figlia di Ilenia e l'amica che era in casa, al momento dell'omicidio


EMILIA-ROMAGNA: Bollettino covid, 294 nuovi positivi con 4 decessi Cronaca

EMILIA-ROMAGNA: Bollettino covid, 294 nuovi positivi con 4 decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 428.776 casi di positività, 294 in più rispetto a ieri, su un totale di 30.310 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1%. La situazione dei contagi nelle province vede Ravenna con 67 nuovi casi, seguita da Bologna (56) e Rimini (27); poi Reggio Emilia (26), Parma (22), Cesena (19). Quindi, Modena e Forlì (entrambe con 18 nuovi casi), Piacenza (17), il Circondario Imolese (14), e infine Ferrara (10). Purtroppo, si registrano quattro decessi: uno in provincia di Modena (una donna di 83 anni), uno nella provincia di Ravenna (un uomo di 74 anni), e due nel riminese (entrambi uomini, rispettivamente di 83 e 94 anni). In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.546. Invariato, rispetto a ieri, il numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva (31); 283 quelli negli altri reparti Covid (-13).


TRENTO: Ginecologa scomparsa, indagati il primario e la vice | VIDEO Cronaca

TRENTO: Ginecologa scomparsa, indagati il primario e la vice | VIDEO

La Procura di Trento ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di maltrattamenti, l'ex primario Saverio Tateo e la vice Liliana Mereu del reparto di ostetricia dell'ospedale Santa Chiara di Trento, dove lavorava Sara Pedri, la ginecologa 31enne di Forlì scomparsa lo scorso 4 marzo. L'auto della donna è stata trovata in Valle di Non, nei pressi del ponte sul torrente Noce, ma le ricerche non hanno dato esito. Il giorno prima della scomparsa la giovane si era dimessa dall'ospedale. "Era da un po' che aveva questo peso, un forte stress dovuto al lavoro", aveva spiegato il fidanzato Guglielmo. Lo scorso agosto i carabinieri del Nas avevano ipotizzato il reato di maltrattamenti e avevano chiesto di iscrivere nel registro degli indagati l'ex primario e la vice. Sarebbero inoltre 14 le persone, tra medici e infermieri, compresa Sara Pedri, che avrebbero subito demansionamenti e maltrattamenti sul lavoro. Nel reparto, secondo quanto riferito da alcune professioniste, il clima sarebbe stato pesante, con presunte pressioni, vessazioni e umiliazioni. Un clima - secondo la famiglia Pedri - forse all'origine della scomparsa, o del suicidio, di Sara. Lo scorso luglio l'Azienda sanitaria trentina per "tutelare la serenità delle pazienti, di tutti gli operatori coinvolti e a salvaguardia del buon funzionamento del reparto", aveva trasferito sia il primario che la vice. A settembre la commissione disciplinare dell'Azienda sanitaria aveva poi chiesto il licenziamento di Saverio Tateo, che dopo la sospensione è tornato in servizio a Trento, alle Cure palliative. Liliana Mereu è invece all'ospedale Canizzaro di Catania.


BOLOGNA:  Infortunio in un magazzino all'Interporto di Bentivoglio, operaio 22enne muore schiacciato Cronaca

BOLOGNA: Infortunio in un magazzino all'Interporto di Bentivoglio, operaio 22enne muore schiacciato

Un operaio di 22 anni originario della Guinea Bissau è morto in un incidente sul lavoro avvenuto intorno all'una della scorsa notte all'Interporto di Bologna, il polo logistico che ha sede a Santa Maria in Duno di Bentivoglio. Da una prima ricostruzione, il giovane stava lavorando in un magazzino del corriere Sda Express Courier nel blocco 13.4 quando, per cause in corso di accertamento, è rimasto incastrato tra una ribalta del magazzino - il punto di carico/scarico merci - e il mezzo pesante parcheggiato a ridosso per il carico merce. Il 22enne è rimasto schiacciato fra il camion e la paratia. Il giovane operaio, a quanto risulta, era dipendente della cooperativa di trasporti Metra. Sul posto, oltre al 118, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Molinella e il personale della medicina del Lavoro."Addolorato e rattristato" per quanto è accaduto, ora "dobbiamo capire come è successo" e lasciar spazio alle indagini. Così all'ANSA Sergio Crespi, direttore generale dell'Interporto di Bologna. Il magazzino della Sda, dove è avvenuto l'incidente, è al momento chiuso. Le operazioni logistiche di Sda continuano negli altri magazzini del complesso. La vittima, a quanto risulta, era un facchino, addetto alla movimentazione interna delle merci.


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