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RAVENNA: Bancarotta fraudolenta, Musca condannato a 10 anni e 6 mesi | FOTO Cronaca

RAVENNA: Bancarotta fraudolenta, Musca condannato a 10 anni e 6 mesi | FOTO

Dieci anni e sei mesi per l’imprenditore Giuseppe Musca, 8 anni per la moglie Susy Ghiselli, assolto il figlio Nicola. Questo è quanto deciso in primo grado dal Tribunale di Ravenna lunedì pomeriggio nel processo che vede l’ex vicesindaco della città e i famigliari accusati di bancarotta fraudolenta. Rispettivamente 15, 13 e 7 gli anni di carcere che erano stati chiesti della Procura per i tre imputati nell’ambito dell’inchiesta Holiday out condotta dalla Finanza e coordinata da Alessandro Mancini. Nel 2016 l’indagine ha portato al sequestro del Grand Hotel Mattei, amministrato dal figlio di Musca, e di otto appartamenti a Bagnacavallo della società “Gruppo Gestione Immobili srl”. Secondo la Finanza la famiglia avrebbe gestito una serie di fusioni, scissioni, cessioni ed aveva fatto fallire diverse società con una distrazione di denaro arrivata a 32 milioni di euro.


RIMINI: Ex dipendenti aeroporto non reintegrati, UIL “Airiminum ci riceva” | VIDEO Attualità

RIMINI: Ex dipendenti aeroporto non reintegrati, UIL “Airiminum ci riceva” | VIDEO

Dura stoccata da parte della UIL nei confronti dell’aeroporto di Rimini e delle istituzioni locali. Secondo il sindacato “Nessuno ha a cuore le sorti degli ex dipendenti dello scalo”. Alcuni di questi dall’anno prossimo non avranno più ammortizzatori sociali né lavoro. Spiega il segretario generale Giuseppina Morolli: "Sebbene la nuova società assegnataria della gestione AIRIMINUM anteriormente alla riapertura dello scalo avesse lasciato intendere il mantenimento dei livelli occupazionali pre fallimento, a fronte di un traffico contenuto (inferiori anche a quello registrato in fase di esercizio provvisorio), ha optato per una politica di assunzioni selettiva, a loro discrezione". E ancora: "Chiediamo a tutte le autorità del nostro territorio che i tanti protocolli sottoscritti dalla politica vengano mantenuti, chiediamo l’intervento urgente e l’apertura di un tavolo da parte della Regione, della Provincia per definire un piano di ricognizione dei lavoratori circa 40 persone, ex lavoratori di Aeradria S.p.A., ad oggi sono ancora in cerca di una ricollocazione, quand’anche esista una legislazione di tutela, che se applicata avrebbe conseguito il duplice vantaggio di reimmettere personale formato in ambito produttivo, sopperendo nel contempo a carenze dove presenti, che sono stati  esclusi dalla nuova società e visto che la regione si è spesa per investimenti pubblici sull’aeroporto prima pensi alla ricollocazione degli  ex dipendenti. È amaro constatare ancora una volta, seppur frequente in questo Paese, che, a pagare il conto più salato sono sempre i soliti noti. In questo caso gli ex dipendenti di Aeradria".  


IMOLA: Bufera nel basket, blitz GdF contro sponsorizzazioni fasulle | VIDEO Cronaca

IMOLA: Bufera nel basket, blitz GdF contro sponsorizzazioni fasulle | VIDEO

Bufera nel mondo del basket emiliano-romagnolo. La Guardia di Finanza di Bologna ha scoperto un'organizzazione internazionale che, secondo le accuse, forniva sponsorizzazioni fasulle a favore di una nota società di pallacanestro di Imola di livello nazionale e a un'altra femminile con sede a Parma. Secondo quanto emerso, tramite una arguta triangolazione con stati esteri, veniva permesso a diverse aziende di comprare spazi pubblicitari usufruendo di deduzioni fiscali per poi in realtà vedersi restituiti i soldi in contanti tramite la Repubblica di San Marino. Nei guai ora finiscono i presidenti delle squadre che vengono accusati di aver avuto un ruolo determinante nel procacciare gli sponsor. A questa società viene inoltre contestata l'esterovestizione delle loro attività, la quale, sebbene avesse sede fiscale a Londra, in realtà operava su Bologna. In totale il giro d'affari del sodalizio internazionale è stato pari a 75 milioni di euro. A sequestro beni mobili e immobili per circa 25 milioni.


CESENA: La procura sulla morte di Orlandi "Errore umano, niente guasto all'aereo" | VIDEO Cronaca

CESENA: La procura sulla morte di Orlandi "Errore umano, niente guasto all'aereo" | VIDEO

“Errore umano”. Si chiude così l’indagine della procura sulla morte di Gabriele Orlandi, il pilota cesenate deceduto a Terracina a seguito di un incidente mentre si trovava alla guida del suo aereo durante uno show acrobatico. I fatti risalgono ad esattamente un anno fa, era infatti il 24 settembre del 2017. Il pilota cesenate di trovava in volo con il proprio caccia Eurofighter per un’esibizione dell’aeronautica militare quando, durante una delle manovre più complicate, ha perso il controllo del velivolo finendo in picchiata contro un muro d’acqua davanti allo sguardo dei tanti presenti accorsi per ammirare le sue evoluzioni in aria. L’impatto, terribile, non gli ha lasciato scampo. Subito sono partite le indagini per stabilire le cause della tragedia, con la procura che ha analizzato i dati della scatola nera e controllato ogni dettaglio delle immagini dell’esibizione, fino ad arrivare alla conclusione: non c’è stato nessun guasto tecnico, l’incidente è avvenuto per un errore umano. Un’ipotesi rafforzata anche dal fatto che Orlandi non abbia comunicato via radio nessun tipo di problema prima dell’incidente. L’inchiesta, che fin dall’inizio è stata rivolta contro ignoti, era relativa all’accusa di disastro aviario colposo e ora, a 12 mesi di distanza, si avvia verso l’archiviazione. Quello che non si può archiviare è il dolore per la scomparsa di un uomo di 36 anni cresciuto a Cesena e che, dopo anni di lavoro, era diventato un dei top gun dell’aeronautica italiana  a cui la città di Terracina ha deciso di dedicare la cittadinanza onoraria proprio nell’anniversario della morte, avvenuta, come ha stabilito l’inchiesta, per “Errore umano”.


RAVENNA: Torna il rapinatore seriale in scooter, ma durante lo scippo cade e si ferisce Cronaca

RAVENNA: Torna il rapinatore seriale in scooter, ma durante lo scippo cade e si ferisce

Continua a colpire in centro storico, a Ravenna, il rapinatore in scooter che dallo scorso mercoledì ha messo a punto tre colpi a danni di donne. L'ultimo verso le 19.30 di domenica, all'altezza della loggetta lombardesca, in via di Roma. Questa volta, però, l'uomo è caduto dallo scooter, che è risultato rubato, fuggendo a piedi verso i giardini Speyer. La vittima, una badante di circa 60 anni di origine moldava residente nel ravennate, era a bordo della sua bicicletta, quando è stata raggiunta dall'uomo che ha però perso l'equilibrio cadendo e ferendosi. Dietro di lui si sono lanciati all'inseguimento vigili urbani e carabinieri. Gli altri scippi erano avvenuti sempre in zone centrali, il primo in via Ponte Marino, il secondo, il giorno successivo, in via Falier.


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