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EMILIA-ROMAGNA: 19 nuovi casi di Covid-19 di cui 13 sintomatici, 2 decessi Attualità

EMILIA-ROMAGNA: 19 nuovi casi di Covid-19 di cui 13 sintomatici, 2 decessi

19 in più rispetto a ieri, di cui 13 sintomatici, questi sono i dati aggiornati riguardo i nuovi casi di coronavirus in Emilia-Romagna. Dei 19 nuovi casi, più della metà (10) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, poiché individuati nell’ambito di focolai già noti. I 7 asintomatici sono stati individuati grazie al tracciamento dei contatti (3 casi), ai test sulle categorie lavorative più a rischio (2) e ai controlli regionali di screening (1 caso). Nel complesso, sono in totale 7 i positivi collegati a vacanze o rientri dall’estero. Purtroppo si registrano due nuovi decessi: uno a Ravenna e uno a Rimini. In Romagna sono stati registrati due nuovi casi uno a Cesena e uno a Rimini.  


EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Grecia e Malta Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Grecia e Malta

Un tampone per tutti coloro che rientrano in Emilia-Romagna da Spagna, Grecia e Malta: avranno l’obbligo di segnalarsi immediatamente ai Dipartimenti di Sanità Pubblica delle rispettive Ausl di residenza. Il tampone andrà fatto entro le 24 ore dal rientro; se l’esito sarà negativo, non scatteranno provvedimenti di quarantena. È, in sintesi, quanto prevede un’ordinanza che verrà firmata domani dal presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini. Per quanto riguarda invece i rientri dalla Croazia, vale quanto stabilito dall’ordinanza 144 per i Paesi extra Schengen:l’obbligo di autodichiararsi, ai fini dell’autoisolamento di 14 giorni, al Dipartimento di Sanità Pubblica competente che provvederà ad organizzare l’esecuzione dei due tamponi previsti. All’interno dell’ordinanza, ci sarà anche il protocollo sulle badanti, su cui la Regione si è confrontata con i sindacati. I dettagli verranno resi noti domani, contestualmente alla firma dell’atto.


RIMINI: 19enne collassato dopo alcol e droga, chiusa per 30 giorni la discoteca Cronaca

RIMINI: 19enne collassato dopo alcol e droga, chiusa per 30 giorni la discoteca

E’ stata disposta stamattina la chiusura per 30 giorni della discoteca 'Classic Club' di Rimini, con provvedimento della Questura, in base all'articolo 100 del Tulps dopo il malore da mix di alcol e metanfetamine di un 19enne di Reggio Emilia. Il giovane si trova in coma farmacologico da domenica pomeriggio, quando è stato trovato riverso in un parcheggio a pochi metri dal locale famoso per le sue feste che, dalla sera, si protraggono fino anche al pomeriggio del giorno dopo. L’episodio è infatti accaduto intorno alle 16, mentre nel locale ancora si ballava. A dare l’allarme sono stati i buttafuori del club. Il giovane è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato d’urgenza all’ospedale Infermi dove si trova tutt’ora in stato di incoscienza. Dalle prime analisi pare abbia assunto ingenti quantitativi di alcol assieme a Mdma. Inizialmente le sue condizioni apparivano disperate ma ora, dopo due giorni di ricovero, sono in miglioramento. Ora si indaga su chi abbia fornito la droga al giovane, che si trovava in riviera assieme ad alcuni amici.


RIMINI: Lascia i figli piccoli sul balcone, madre 42enne denunciata Cronaca

RIMINI: Lascia i figli piccoli sul balcone, madre 42enne denunciata

Ha lasciato tre figli piccoli - di 2, 3 e 5 anni - chiusi fuori sul terrazzo sotto il sole, mentre un altro piccolo, di 2 anni, riposava in casa sul suo letto. Protagonista della vicenda - riportata dalla stampa locale riminese - una 42enne italiana di origine egiziana, denunciata dalla Polizia con l'accusa di abbandono di minori. A far intervenire gli agenti, ieri mattina poco dopo le 13 in via dell'Acquario, a Rimini, alcuni residenti della zona allarmati dal pianto dei bambini aggrappati alla balaustra del terrazzo con la serranda di casa abbassata alle loro spalle, cui hanno lanciato delle bottigliette d'acqua per potersi dissetare. Oltre ai poliziotti, sono intervenuti i Vigili del Fuoco che, con un'autoscala, hanno raggiunto i tre bambini, - portati a terra - e poi, entrati in casa, hanno trovato anche il quarto fratellino, addormentato nel suo letto. Sul posto anche un''ambulanza del 118: i sanitari hanno vistato precauzionalmente i bimbi, spaventati da quanto accaduto. La madre si è giustificata dicendo di essere uscita di casa per fare la spesa e di avere affidato suoi figli a un'amica. Che però, riporta la stampa locale, non era in possesso delle chiavi dell'abitazione. Così è scattata la denuncia.


RIMINI: Assembramenti in spiaggia, musica spenta in tre chiringuito | VIDEO Cronaca

RIMINI: Assembramenti in spiaggia, musica spenta in tre chiringuito | VIDEO

Una situazione ingestibile per stessa ammissione dei titolari. Dopo alcune discoteche della Riviera, questa volta ad essere finiti oggetto di controlli anti-assembramento sono i chiringuito di Rimini. Il copione è lo stesso. Personale in regola con le norme anti-contagio, dj che chiedono ai giovani di distanziarsi e di indossare la mascherina. Ma poco si può contro la massa che vuole divertirsi. E così domenica sera la musica è stata spenta in tre bar sulla riva in corrispondenza dei bagni 42, 44 e 46 dopo le ispezioni della polizia che ha riscontrato troppa gente attorno ai locali riminesi. Sorti pochi anni fa sulle spiagge della Romagna, i chiringuito sono presto divenuti di tendenza con i loro drink bevuti a piedi nudi sulla sabbia dal tramonto a notte. Un aperitivo amaro quello di domenica scorsa per i tre locali in questione, dove le casse sono state spente attorno alle 21 tra le proteste di molti avventori che non accettavano la brusca interruzione della serata. Nessuna sanzione per ora è stata elevata ai gestori. L’attenzione è adesso rivolta al weekend di Ferragosto. Si riuscirà a fare rispettare le regole? “Serve un patto per il divertimento. Un patto tra gestori e frequentatori dei locali da ballo”, ha detto il rappresentante delle discoteche Gianni Indino, presidente del Silb Emilia-Romagna. “Piccoli sacrifici da parte di tutti per poter continuare a divertirci in piena sicurezza”, è quello che chiede. Appelli per ora caduti nel vuoto, visto che dai locali in collina a quelli sulla battigia, la difficoltà della movida post-Covid rimane sempre quella: la difficile accettazione delle regole da parte dei giovani. Intanto ai locali si chiede di fare ancora più attenzione nel rispettare le regole.


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