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RIMINI: Uccide la moglie, problemi economici alle spalle, lei aveva 61 anni Cronaca

RIMINI: Uccide la moglie, problemi economici alle spalle, lei aveva 61 anni

La vittima, Vera Mudra, aveva 61 anni. Il marito, Giuseppe Laguardia, che domenica notte a Rimini ha chiamato la polizia dicendo di averla uccisa, ha fatto riferimento a motivi economici.   Vera Mudra aveva 61 anni, era una badante di origini ucraine e da 18 anni era sposata con un italiano di 69, Giuseppe Laguardia, ex idraulico pensionato originario della provincia di Matera. I due vivevano insieme a Rimini. Vera Mudra è stata uccisa nel sonno domenica notte nel loro appartamento di via Pola. Quest’ultimo alle tre di notte vagava da solo nella zona del porto e alle 3.50 ha chiamato il 112 con l’intenzione di costituirsi: “Venite, ho ucciso mia moglie”. Salite le scale dell’abitazione, gli agenti della polizia di Stato si sono recati nella camera da letto dove hanno trovato il corpo senza vita della donna. Dai primi accertamenti la 61enne sarebbe morta per un trauma cranico dovuto ai colpi inferti da un corpo contundente. In base ai primi riscontri, l’omicida l’avrebbe colpita più volte con un martello. Secondo quanto riporta la stampa locale, l’uomo avrebbe accennato ai poliziotti di problemi economici, di continue richieste di denaro da parte della donna per mantenere i figli all’estero. I vicini sostengono che i due coniugi erano molto riservati, avevano pochi amici e non davano l’idea di essere litigiosi. Un silenzio esploso tutto domenica notte, nel loro modesto appartamento a due passi dal mare. Interrogato in questura dal pubblico ministero, Laguardia si è avvalso della facoltà di non rispondere ed è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario premeditato. Incensurato, è stato poi condotto in carcere. Ora si attendono gli esiti dell’autopsia per fare ulteriore luce sulla dinamica del delitto. (Immagini Migliorini / Adriapress)


ROMAGNA: Piazze piene per protestare contro il nuovo decreto del Governo | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Piazze piene per protestare contro il nuovo decreto del Governo | VIDEO

Manifestazioni ieri in tante piazze della Romagna per chiedere al governo di rivedere le scelte attuate nell’ultimo decreto. Nel mirino dei contestatori le chiusure di ristoranti, bar, palestre e luoghi della cultura. Urlano “libertà” i gestori di bar e ristoranti, costretti alla chiusura anticipata alle 18. Urlano “libertà” i gestori delle palestre, obbligati ad abbassare di nuovo le serrande, e urlano "libertà" i lavoratori della cultura che, dopo essersi impegnati tutta l’estate per mettere cinema e teatri a norma ora devono di nuovo alzare bandiera bianca. Erano in tanti lunedì sera, in tante piazze della Romagna, a protestare contro il nuovo decreto del governo. Le piazze del centro di Forlì, di Cesenatico e di Ravenna si sono riempite di gente di gente. L’orario è stato lo stesso per tutti: le 18. Ora in cui scattava per la prima volta il coprifuoco per bar e ristoranti. “Siamo alla canna del gas” dicono in tanti.


ROMA: Dpcm, Bonaccini “Governo valuti correzioni” Attualità

ROMA: Dpcm, Bonaccini “Governo valuti correzioni”

"Il Governo ascolti la protesta civile, mentre non è tollerabile quella che strumentalizza rabbia e disperazione per creare rabbia sociale, e provi a valutare se qualche correzione ci potrà essere”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, parlando del nuovo dpcm in un'intervista al Tg3. “Secondo noi era meglio chiudere i centri commerciali il sabato e la domenica dove si affolla tanta gente  - ha continuato - che ristoranti, teatri, cinema e palestre che rispettavano le regole". Sul fronte ristori il governatore ha aggiunto: "Il governo ha proposto robusti indennizzi, lo devono fare subito e concordando con le associazioni di riferimento il quantum già nelle prossime settimane".


ROMAGNA: Parco eolico in mare, Confindustria “Possibilità di sviluppo” Attualità

ROMAGNA: Parco eolico in mare, Confindustria “Possibilità di sviluppo”

Il parco eolico nel mare della Romagna rappresenterebbe una “possibilità di sviluppo per il territorio in un momento di grande crisi”. È la convinzione di Confindustria Romagna che ritorna sul tema dopo le polemiche dei giorni scorsi.   “Riteniamo che la realizzazione del parco eolico in Romagna rappresenti una possibilità di sviluppo per portare, soprattutto in questo momento di grande crisi, ossigeno a numerose aziende in difficoltà, generando e salvando, tra forma diretta ed indiretta, molti posti di lavoro”. È quanto afferma in una nota Confindustria Romagna. Nei giorni scorsi si è tornati a parlare del progetto dell’impianto al largo di Rimini dopo il ‘no’ secco del sindaco della città, Andrea Gnassi, che l’ha definito un “ecomostro”. L’associazione degli industriali ha voluto ribadire la propria posizione. “In questo momento particolarmente difficile dovuto alla pandemia di Covid-19, ci sono questioni che impongono ancora di più la ricerca di un modello strategico condiviso, caratterizzato da scelte studiate pensando alla crescita e allo sviluppo della Romagna nel suo complesso – spiega Giovanni Giannini, vicepresidente di Confindustria Romagna con delega all’energia -. Riteniamo che il progetto del parco eolico, in particolare in questa situazione di crisi economica ed economico-sociale che stiamo vivendo, possa favorire questo percorso e che rappresenti un’occasione di crescita e sviluppo per tutto il territorio”.


EMILIA-ROMAGNA: Scuola, la Regione ha deciso, didattica a distanza da giovedì Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Scuola, la Regione ha deciso, didattica a distanza da giovedì

"Dovrà essere garantito il diritto alla didattica in presenza agli alunni con disabilità, mentre per il resto la prioirtà andrò data alle classi prime e alle quinte, alle prese con l'inserimento a scuola e con l'esame di maturità" Sono le disposizioni contenute nell'ordinanza dell'Emilia-Romagna che ha fissato la didattica a distanza al 75%, limite minimo imposto dal dpcm, per le scuole superiori. Secondo questi principi, le scuole hanno due giorni di tempo per definire in autonomia le modalità d'attuazione. L'orario di ingresso alle lezioni, invece, verrà definito in seguito a un incontro del Coordinamento regionale e locale sulla scuola. Inoltre, nell'ordinanza è "fortemente raccomandato" l'utilizzo della mascherina in aula all'interno di tutte le classi, comprese elementari e medie. Proseguono in presenza anche le attività pratiche e laboratoriali dei percorsi di Istruzione e formazione professionale approvati dalla Regione e realizzati dagli enti di formazione professionali accreditati. "Come Regioni avevamo proposto di non prevedere quote minime, lasciando ai territori la possibilità di introdurla o meno, a seconda delle criticità presenti. La comunicazione di domenica del ministero dell'Istruzione ci costringe ad accelerare i tempi e già oggi recepiamo il Dpcm, introducendo quindi la soglia minima possibile, quella del 75%, cercando insieme alle autorità scolastiche di salvaguardare il più possibile le lezioni in presenza delle classi e delle prime in particolare e il diritto degli studenti con disabilità a seguire le lezioni". Lo ha detto Paola Salomoni, assessore alla scuola della Regione Emilia-Romagna. "Ci siamo confrontati con i sindacati e l'Ufficio scolastico regionale e continueremo a farlo nei prossimi giorni - chiude Salomoni - per garantire il diritto allo studio e la sicurezza, di ragazzi e ragazze e di chi nella scuola lavora. Per questa ragione, nella Giunta di oggi, abbiamo scelto di aprire ai test rapidi e gratuiti presso le farmacie anche al personale scolastico, oggetto di uno screening specifico lo scorso mese di settembre"


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