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FORLÌ: Corruzione e reati contro la PA, 3 arresti e 5 avvisi di garanzia Cronaca

FORLÌ: Corruzione e reati contro la PA, 3 arresti e 5 avvisi di garanzia

Il gip del tribunale di Forlì ha emesso tre ordinanze di custodia cautelare (una in carcere e due agli arresti domiciliari) ed emesso cinque avvisi di garanzia nei confronti di varie persone per reati contro la pubblica amministrazione. Nel dettaglio le accuse rivolte riguardano estorsione continuata e aggravata, corruzione per l'esercizio della funzione, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento personale e false informazioni al pubblico ministero. Le indagini, condotte dal comando provinciale dei carabinieri di Forlì-Cesena, hanno interessato i territori di Roma, Salerno e della stessa Forlì e vedono coinvolti i vertici di un importante consorzio cooperativo romagnolo, di una municipalizzata di Salerno e un funzionario del ministero dello Sviluppo Economico. Maggiori dettagli saranno resi noti domattina alle ore 10:15 presso gli uffici del procuratore della repubblica di Forlì.


BOLOGNA: I giornalisti protestano dopo gli attacchi di Di Maio e Di Battista | VIDEO Attualità

BOLOGNA: I giornalisti protestano dopo gli attacchi di Di Maio e Di Battista | VIDEO

Questa mattina a Bologna flashmob dei giornalisti davanti alla prefettura per protestare contro i pesanti insulti di Di Maio e Di Battista e per difendere la libertà di stampa. Giù le mani dalla libertà di stampa. Anche a Bologna così come in tutti i capoluoghi di regione, i giornalisti hanno manifestato contro le pesanti e minacciose affermazioni di esponenti di spicco del Movimento 5 stelle, il vicepremier Luigi Di Maio ed il collega di partito Alessandro di Battista, a seguito dell'assoluzione del sindaco di Roma Virginia Raggi nel processo Marra. Per rispondere ad insulti senza precedenti, si sono tenuti flash-mob davanti alle prefetture per rivendicare il ruolo dei cronisti e per difendere la libertà di stampa sancita dall’articolo 21 della Costituzione italiana. Per Giovanni Rossi, che rappresenta i giornalisti in Emilia-Romagna, in discussione ed in pericolo c’è il diritto essenziale all’informazione.


RAVENNA: Bullizzato col clistere, deciso un anno di messa alla prova per due 18enni Cronaca

RAVENNA: Bullizzato col clistere, deciso un anno di messa alla prova per due 18enni

Processo sospeso per 2 giovani accusati di violenza di gruppo Un anno di messa alla prova, con giudizio sospeso fino alla verifica in udienza, prevista a novembre 2019. E' questo l'esito del giudizio davanti al tribunale per i minorenni di Bologna per i due ragazzi accusati dalla Procura minorile guidata dal procuratore Silvia Marzocchi di violenza sessuale di gruppo per aver legato e costretto a subire un clistere di lassativo un neodiciottenne, durante la sua festa di compleanno. L'episodio è di maggio 2017, a Faenza, nel Ravennate. Dopo aver subito il clistere il 18enne fu costretto a usare carta igienica cosparsa di peperoncino. Il giovane, che denunciò gli 'amici', ha avuto successivamente bisogno delle cure di un psicologo. L'istituto giuridico applicato ai due imputati prevede prevede che il minorenne venga messo alla prova sulla base di un progetto educativo predisposto dai servizi sociali minorili. La valutazione dell'esito verrà fatta in udienza, fra un anno.


RAVENNA: "Problemi di ordine pubblico", chiuso un bar di Castiglione di Cervia Cronaca

RAVENNA: "Problemi di ordine pubblico", chiuso un bar di Castiglione di Cervia

I carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima e gli agenti della Questura di Ravenna hanno apposto i sigilli al bar 'Caffetteria della Piazza' di Castiglione di Cervia, nel ravennate. Il Questore, recependo gli esiti delle verifiche dell'Arma, in ragione di numerose situazioni definite "di pericolo per la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica" ha emesso un decreto di chiusura dell'attività per 15 giorni, sulla base di quanto previsto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il Tulps. Tra le altre cose, il locale in questione era assiduamente frequentato da Rocco Desiante, il 43enne pizzaiolo di Gravina di Puglia (Bari) massacrato alle prime ore del 4 ottobre scorso in un appartamento a poche centinaia di metri dal bar, una casa che un amico gli aveva messo a disposizione. E anche dal 19enne di orine romena Madalin Constantin Palade della vicina Castiglione di Ravenna, tutt'ora in carcere a Ravenna con l'accusa di avere ucciso il pizzaiolo, oltre che di avergli spacciato cocaina in più occasioni. Per il ragazzo giovedì scorso era in calendario il Riesame davanti ai giudici di Bologna proposto dalla difesa (avvocato Fabrizio Briganti) contro l'ordinanza di carcerazione. Il legale ha però rinunciato all'ultimo, in attesa di tutti i risultati delle analisi del Ris. Per ora tra questi compare, come da allegato alle carte del Riesame, un accertamento sul Dna trovato su tracce ematiche isolate sullo stipite della porta di casa del 19enne e che secondo gli inquirenti appartiene alla vittima.


RIMINI: Gnassi litiga con le vigilesse,il caso arriva in Procura | VIDEO Attualità

RIMINI: Gnassi litiga con le vigilesse,il caso arriva in Procura | VIDEO

Potrebbe finire in tribunale una lite scoppiata poche settimane fa tra la polizia municipale e il sindaco di Rimini Andrea Gnassi che si trova ora indagato dalla procura per omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono a sabato 3 novembre. Gnassi stava facendo una passeggiata tra le bancarelle del mercato cittadino assieme al nipotino quando ha notato due vigilesse che stavano multando un artista di strada, impegnato a realizzare piccole delle piccole opere con la sabbia. A quel punto, come raccontato dal primo cittadino, un passante si sarebbe avvicinato apostrofando i due agenti e lamentandosi del fatto che preferivano infastidire gli artisti di strada senza preoccuparsi delle auto che sfrecciano ad alta velocità a pochi metri di distanza. Una polemica che è stata subito abbracciata da Gnassi che si è unito ai rimproveri. Una lavata di testa che non è andata giù alle due vigilesse che si sono recate al comando di polizia e hanno fatto rapporto su quella che hanno considerato una interferenza illecita nel loro lavoro. La relazione ha preso quindi la strada della procura che ora dovrà valutare se archiviare il caso (sembra l’ipotesi più probabile), o se procedere con le accuse. Dal canto suo, Gnassi si è già preoccupato di gettare acqua sul fuoco dichiarando di essersi semplicemente limitato ad invitare le due agenti ad occuparsi di altri problemi. Di diverso avviso il sindacato di polizia locale che avverte “La politica non deve interferire con il lavoro della polizia locale”.


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