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EMILIA-ROMAGNA: Covid, 1525 nuovi positivi con 33 decessi Cronaca

EMILIA-ROMAGNA: Covid, 1525 nuovi positivi con 33 decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 349.822 casi di positività, 1.525 in più rispetto a ieri, su un totale di 28.829 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 5,3%. La situazione dei contagi nelle province vede in testa Bologna con 346 casi seguita da Modena con 279 nuovi casi, poi Parma (193), Reggio Emilia (162), Ferrara (133) e Ravenna (102). Seguono Rimini (96), Cesena (81), Forlì (72), e infine, Piacenza (35) e il Circondario imolese (26). Purtroppo, si registrano 33 nuovi decessi: 1 a Piacenza (un uomo di 81 anni); 3 in provincia di Parma (una donna di 80 anni e  2 uomini di 89 e 91 anni); 4  in provincia di Reggio Emilia (una donna di 84 anni e 3 uomini, rispettivamente di 53, 72 e 76 anni); 4 nel modenese (2 donne di 76 e 81 anni e 2 uomini di 77 e 82 anni); 8 nella provincia di Bologna (5 donne di 67, 73, 78, 84, 86 e    3 uomini di 74, 90 e 94 anni, quest’ultimo residente a Imola); 1 nel ferrarese (un uomo di 64 anni); 3 nella provincia di Ravenna (una donna di 94 anni e 2 uomini di 77 e 79 anni), 4 in quella di Forlì-Cesena (una donna di 74 anni e 3 uomini, rispettivamente di 59, 81 e 85 anni) e 5 in quella di Rimini (4 donne rispettivamente di 81,84, 92 e 93 anni e un uomo di 77 anni). In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.340. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 334 (-9 rispetto a ieri), 2.805 quelli negli altri reparti Covid (-111). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 31 a Parma (- 2), 33 a Reggio Emilia (-1), 63 a Modena (+1), 85 a Bologna (-2), 15 a Imola (-1), 40 a Ferrara (invariato), 18 a Ravenna (invariato), 8 a Forlì (-2), 4 a Cesena (- 1) e 27 a Rimini (-1).  


EMILIA-ROMAGNA: Il 22% del personale sociosanitario non è ancora stato vaccinato Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Il 22% del personale sociosanitario non è ancora stato vaccinato

Il 22% del personale sociosanitario emiliano-romagnolo non è vaccinato. E' questa la principale criticità che riguarda l'Emilia-Romagna che emerge dal report vaccinale del governo aggiornato a questa mattina. Sono infatti 41.177 gli appartenenti a questa categoria (21,98%) a non aver ricevuto nemmeno una dose. Solo Friuli, Liguria e Alto Adige hanno un dato peggiore, rispetto a una media nazionale dell'8,37%. Il 65,69% ha ricevuto entrambe le dosi, il 78,02 almeno una. La Regione è invece molto più avanti rispetto alla media per la vaccinazione degli over 80: il 47,78% ha completato il ciclo, il 79,75% sono quelli che hanno ricevuto almeno una dose, ben al di sopra della media nazionale che è rispettivamente del 38,79% e del 68,2%. La Regione conta di concludere l'immunizzazione degli over 80 entro la prima settimana di maggio. Significativamente più avanti del resto d'Italia anche le vaccinazione degli over 70: la prima dose ha raggiunto infatti il 27,86% contro il 19,89% del resto d'Italia ed è, peraltro, quasi esclusivamente limitata agli over 75, visto che nella fascia 70-74 anni le prenotazioni apriranno lunedì. Quasi completata anche la vaccinazione degli ospiti delle Rsa, con il 90,81% che ha ricevuto almeno una dose e il 78,21% entrambe. Per quanto riguarda il personale scolastico invece è pari al 68,89% la quota di chi è stato vaccinato con la prima dose, appena sotto la media nazionale.




RAVENNA: Dl Sostegni, sindacati in piazza per gli stagionali dell'agricoltura | FOTO Attualità

RAVENNA: Dl Sostegni, sindacati in piazza per gli stagionali dell'agricoltura | FOTO

Erano circa 60 i partecipanti questa mattina a Ravenna al presidio indetto da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil organizzato per chiedere maggiori sostegni economici a favore degli stagionali dell'agricoltura, dei lavoratori negli agriturismi e nel settore ortofrutticolo e della trasformazione, i quali, secondo i sindacati "sono stati nuovamente discriminati" dall'ultimo decreto Sostegni varato dal Governo. "La manifestazione è andata molto bene", dice a TR24 Laura Mazzesi di Flai Cgil. "Ci siamo mossi all'interno di prescrizioni anti-Covid rigide - sottolinea - ma c'è stata una bella e ampia partecipazione pur nella massima attenzione delle regole anti-contagio. Questi lavoratori - aggiunge - sono stati totalmente dimenticati". Nella sola provincia di Ravenna, in particolare per le grandi cooperative ortofrutticole, quelle di trasformazione e per gli stagionali agricoli negli agriturismi, "si è verificato nel 2020 un calo di giornate rispetto al 2019 di oltre il 33%, provocando non solo una perdita di reddito per quei lavoratori, per lo più donne, ma anche una perdita di diritti previdenziali". Secondo le associazioni sindacali è necessario "presentare anche la richiesta di riconoscere la ‘clausola sulla condizionalità sociale’ nella politica agricola comune (Pac) e nei Piani di sviluppo rurale (Psr), per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali. Rimarchiamo la nostra contrarietà al tentativo di semplificare, ancora di più, l’uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori". (foto Facebook Cgil Ravenna)


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