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RICCIONE: Sfratto Fond. Cetacea, “Da Comune nessuna indicazione su nuova sede” | VIDEO


“È importante dare alle associazioni che si occupano della salvaguardia del mare e delle sue creature, una 'casa' adeguata e spazi efficienti che garantiscano lo svolgimento delle attività dei volontari in massima sicurezza”. Questo aveva detto qualche giorno fa l’amministrazione comunale di Riccione dopo avere di fatto sfrattato la Fondazione Ceatcea, che si occupa delle cure delle tartarughe marine, dall’ex colonia Bertazzoni. Una recente relazione dell’ufficio tecnico ha infatti dichiarato l’immobile inagibile per la sua precarietà strutturale. L’ex Colonia Bertazzoni, spiega il Comune, “presenta diverse problematiche inerenti alla sicurezza e all’incolumità delle persone”. Una relazione di tecnici comunali ha rilevato lo stato di deterioramento dei pilastri e degli architravi. In caso di terremoto - dice la relazione - non vi sarebbe una adeguata risposta dello stabile “con concrete possibilità di collasso”. Queste le motivazioni che hanno portato gli uffici tecnici a dichiarare la struttura inagibile e il Comune a promuovere un’ordinanza di sgombero. L’ordinanza è stata emessa, ma i volontari non hanno ancora una casa alternativa. La Fondazione ha ricevuto indicazioni dal Comune sulla nuova sede? “Assolutamente niente”, risponde il presidente di Fondazione Cetacea Sauro Pari. “So che la sindaca ha detto che sono mesi che mi cerca e che io non rispondo, ma probabilmente avrà il numero sbagliato”, ha detto.

Nel 2019 Cetacea e Club Nautico Rimini hanno proposto un progetto di riuso e gestione dell’ex Delfinario di Rimini. Riguardo a questa soluzione “tra oggi e sabato dovremmo firmare la concessione”, ha dichiarato Pari, “ma noi vorremmo comunque mantenere una presenza a Riccione”. Il Comune di Riccione ha assicurato che nel frattempo provvederà a una soluzione per Cetacea e altre associazioni. La Fondazione si aspetta una sede definitiva e consona a Riccione diversa dallo Ial, soluzione sostenuta invece dal Comune. “Trovateci una soluzione accettabile a Riccione che non sia quella di mandarci a casa di altri”, è l’appello del presidente che ha sottolineato che “non siamo lì a giocare a biglie, ma a curare animali che sono in via d’estinzione, protetti da leggi dello Stato, e lo facciamo seguendo le linee guida del ministero e a spese nostre”, in sostanza “stiamo supplendo a delle carenze sociali”.