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RIMINI: Accoltellamento, Lamorgese, "La Svizzera dovrà farsi carico del somalo"
Cronaca

RIMINI: Accoltellamento, Lamorgese, "La Svizzera dovrà farsi carico del somalo"

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L'Italia si prepara a chiedere alla Svizzera di farsi carico di Somane Duula, il somalo responsabile degli accoltellamenti di Rimini. Lo ha detto la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, rispondendo al question time alla Camera. L'uomo, ha spiegato la titolare del Viminale, "era privo di precedenti di polizia secondo le annotazioni presenti nei sistemi informativi nazionali e internazionali. Quanto alla dispersione nel territorio italiano, vi è da dire che tale condizione non è rilevabile solo in rapporto al recente ingresso del giovane somalo nel nostro Paese, ma trova la sua prima radice nella precedente peregrinazione dello stesso soggetto in vari Paesi europei. Il somalo - ha ricostruito - ha fatto il suo primo ingresso in Germania nel 2015, spostandosi dopo poco in altri Paesi del continente e, precisamente, in Danimarca, Svezia, Olanda, Austria e, infine, è arrivato in Svizzera. In occasione dei vari passaggi nei Paesi europei, Duula ha sempre presentato istanza di protezione internazionale, come si apprestava peraltro a fare in Italia nel cui territorio risulta essere entrato il 9 agosto di quest'anno". "Proprio in considerazione della sua condizione di migrante, della presenza varia di domande di protezione internazionale - ha fatto sapere Lamorgese - l'apposita unità di Dublino presso il dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione ha in corso le necessarie verifiche, ai fini della ripresa in carico del somalo da parte della Svizzera, ultimo Paese che ne ha registrato la presenza".

Il giovane, "si era presentato spontaneamente il 9 agosto in questura per chiedere protezione internazionale. In presenza di simili circostanze si attiva immediatamente, in base alla Carta dei diritti fondamentali dell'Ue e della Convenzione di Ginevra, un'attività di presa in carico dello straniero, in omaggio al principio del 'non-refoulement'. Tale attività, in quanto concretante un preciso ed ineludibile obbligo internazionale, è una precondizione di qualunque politica di accoglienza e non è derogabile in alcun modo da parte dello Stato nazionale", ha detto ancora la ministra dell'Interno.