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RIMINI: Elezioni, Gnassi, "vogliamo Italia protagonista in Ue e non una Visegrad sul Mediterraneo"
Politica

RIMINI: Elezioni, Gnassi, "vogliamo Italia protagonista in Ue e non una Visegrad sul Mediterraneo"


Domenica si vota per le elezioni politiche. Andrea Gnassi, ex sindaco di Rimini e volto di punta del Pd, corre per la Camera nel collegio uninominale di Rimini oltre che come capolista nel proporzionale. Gli abbiamo rivolto alcune domande:

 

Il suo ingresso in Parlamento è pressoché certo. E’ preoccupato da una ipotetica vittoria a valanga della destra?

Qui non si tratta di una partita di calcio, vincere o perdere. Qui si tratta di cosa si vuole che sia il Paese e cosa si vuole che sia la politica. Vogliamo un'Italia protagonista in Europa, libera e democratica oppure un'Italia provincia di Visegrad sul Mediterraneo, parte di un assetto istituzionale che viene definito con un'espressione orribile 'democrazia illiberale'? L'Italia è e vive per la democrazia e per la libertà, che non sono- come ritiene la Lega e il centrodestra- concessioni a discrezione di un governo e dei suoi governanti. Altro aspetto che riguarda la politica. Fa anche ridere che chi ha attaccato Rimini a più non posso, usando negli ultimi anni anche i sodali di partito come l'onorevole Raffaelli che da buona 'riccionese morroniana, tosiana e leghista' ha prodotto solo interventi pieni di bile e rancore contro la nemica Rimini, ora si proponga come parlamentare del nostro territorio. Un territorio che naturalmente Morrone non conosce, che disprezza, che se eletto parlamentare farebbe di tutto per mettere in croce perchè, a suo parere 'nemico'. Non lo dico io ma il suo comportamento e le cose dette e fatte negli ultimi 5 anni, facilmente rinvenibili scrivendo 'morrone + rimini' su Google.

Fare il sindaco e il parlamentare sono due cose diverse. Quale esperienza amministrativa l’ha segnata di più e quali esempi riminesi vuole portare a Roma.

Dieci anni da sindaco sono oltre 3mila giorni e ognuno di questi meriterebbe di essere ricordato, nella buona e nella cattiva sorte, nelle cose che hanno funzionato e quelle invece che hanno funzionato meno. I momenti clou di un sindaco non sono tanto legati all'inaugurazione di una grande opera ma al giorno dopo l'altro. Mi resta ancor oggi impresso l'impasto di fatica e passione, il complimento di una persona quando uscivi di casa o anche la battuta salace quando entravi al bar per prendere il caffè. A Roma non voglio portare altro che questo: conoscenza del territorio, la passione che con i fatti cambia le città e può cambiare il Paese, l'esperienza sul campo che è vita vera e non ha nulla a che fare con i paracadutati di partito.

L’Italia, come Rimini ha sempre fatto, dovrebbe puntare molto di più sul turismo. Un auspicio annoso. E’ ottimista? Cose da fare nel medio termine?

Di fondi, investimenti ma soprattutto di poche regole chiare davanti alle quali gli operatori che vogliono fare, investire, riqualificare non debbano attendere anni. La mia impressione è che, nonostante i tanti appelli, negli ultimi 30 anni la burocrazia si sia ancora più ingarbugliata e fatta autoreferenziale, più disposta a mettere al primo piano le proprie procedure piuttosto che il buonsenso e il bene comune. Il turismo non sfugge a questa trappola. occorre liberare energie in un quadro di indicazioni stabilito e che tenga assieme l'interesse pubblico e l'imprenditorialità privata

Sul tema energetico c’è chi ha definito la sua posizione ora favorevole alle pale eoliche in mare al largo di Rimini un’inversione di rotta sulle posizioni di quando era sindaco. E’ davvero così? E’ realistico installare pale eoliche a largo di tutte le coste italiane?

Ci vuole un Piano per l'energia della Romagna. dentro il piano ci devono essere strumenti e misure per fare della Romagna la Silicon valley dell'energia nazionale: autosufficiente, organizzata, capace di produrre energia riinovabile per sè e per il Paese, avendone benefici economici e fiscali per le proprie imprese, le proprie famiglie, le proprie scuole. Nel piano ci sta una misura a breve/medio termine come il rigassificatore di Ravenna e la rete dei parchi eolici tra Ravenna e Rimini. Un sistema però moderno, tecnologicamente avanzato e compatibile con il contesto naturale e il paesaggio. Il primo progetto presentato per Rimini non aveva alcuna di queste caratteristiche: era una genga di ferro infilata vista mare. Il sacrosanto dibattito ha portato a ripensare al progetto, alla sua distanza dalla costa, al suo miglioramento tecnologico. E questo è positivo e da realizzare in tempi veloci.