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RIMINI: Elezioni, Morrone, "sfida interessante e difficile, andate a votare"
Politica

RIMINI: Elezioni, Morrone, "sfida interessante e difficile, andate a votare"


Domenica si vota per le elezioni politiche. Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, corre per la Camera nel collegio uninominale di Rimini. Gli abbiamo rivolto alcune domande:

 

Il suo ingresso il Parlamento non è del tutto scontato. Il suo competitor Gnassi arriva da dieci anni da sindaco nella città in cui si candida all’uninominale e sempre lei ha il terzo posto sul listino. E’ preoccupato di non farcela in un contesto italiano in cui il centrodestra potrebbe vincere molto bene? Perché un forlivese si è candidato a Rimini?


C’è stata una ripartizione dei collegi a livello nazionale, alla Lega è toccato il collegio uninominale della Camera di Rimini. Una sfida interessante anche se difficile, un collegio contendibile purché gli elettori vadano a votare. Oltre ad avere un’esperienza quasi quinquennale prima al Governo, poi in Parlamento, sono segretario della Lega Romagna dal 2015. Ho girato in lungo e in largo il territorio, conosco alla perfezione la provincia di Rimini, insomma posso affermare che tutta la Romagna è casa mia.


La preoccupa il terzo polo? Potrebbe portare via consensi al centrodestra.


Terzo Polo, questo sconosciuto. Cosa e chi sia in grado di rappresentare e, soprattutto, come intenda risolvere nel concreto i problemi reali del Paese sono gli interrogativi che ancora aspettano una risposta. Non si comprende neppure quanto possa durare la convivenza di due galli nello stesso pollaio, Carlo Calenda e Matteo Renzi. Troppi voltafaccia, troppe ambiguità su dove il Terzo Polo vorrà posizionarsi. Questa incertezza, unita alla genericità del programma, non serve al Paese. Non credo che il Terzo Polo possa attirare elettori dal centrodestra, nonostante la propaganda pregiudiziale e strumentale usata dai due capipartito, potrebbe invece sottrarne al Pd.


L’Italia, come Rimini ha sempre fatto, dovrebbe puntare molto di più sul turismo. Un auspicio annoso. E’ ottimista? Cose da fare nel medio termine?


Non c’è dubbio che il turismo sia la miniera d’oro non solo di Rimini e della Romagna, ma dell’intero Paese e come tale deve essere tutelato senza sottostimarne i problemi. Il modello turistico romagnolo è unico e vincente, ma necessita di progetti di ampio respiro all’interno di una visione complessiva del settore. Intorno al turismo girano tutte le filiere produttive più importanti del Paese, che sono anche l’anima dell’economia della Romagna. Sul turismo dobbiamo investire perché il nostro Paese ha ancora enormi potenzialità inespresse in questo comparto. Sostengo, inoltre, la priorità di una legge che assegni alle località turistiche di mare lo status specifico di ‘città balneare’. L’obiettivo è riservare più risorse a questi comuni per risolvere problemi specifici, in primis quell’effetto ‘fisarmonica’ determinato dalla grande differenza tra i residenti abituali e le presenze turistiche in periodi specifici dell’anno.
 
Sarebbe pronto a essere nuovamente sottosegretario alla giustizia? Come vede la giustizia del futuro e quali riforme, se ritiene, vanno fatte?


Sono al servizio del Paese e della nostra comunità e, naturalmente, sarei pronto a ricoprire ancora il ruolo non facile di sottosegretario alla Giustizia. Il vero nodo dei problemi è superare i vari fronti di resistenza alle riforme strutturali. Molti, purtroppo, sorvolano sul fatto che senza giustizia non ci sono né sicurezza, né libertà. Cito solo alcuni dei temi di cui mi sono occupato nella scorsa legislatura e che rientrano nel programma della Lega: ‘Codice rosso’, tempi dei processi più brevi, terzietà del giudice, separazione delle carriere, superamento del correntismo, certezza della pena, no a provvedimenti svuotacarceri e all’impunità per reati che hanno acuito il diffuso senso di insicurezza nelle nostre città. Ci sono poi due riforme da portare a termine che mi stanno particolarmente a cuore: quella della magistratura onoraria e quella del Corpo di Polizia penitenziaria. Infine, siamo in dirittura d’arrivo con il Ddl, che porta anche il mio nome, sull’equo compenso per le prestazioni professionali.