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EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, parte collaborazione università-aziende su test Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, parte collaborazione università-aziende su test

Sono sette le università scese in campo a fianco delle imprese nella lotta al nuovo coronavirus, aderendo al bando 'Innova per l'Italia'. Hanno offerto alle aziende le loro competenze per le prove necessarie alla certificazione di mascherine e dispositivi di protezione, apparecchiature per terapia intensiva e sub intensiva, tamponi e test per la diagnosi. L'elenco delle università è stato comunicato dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e reso noto dal ministero per l'Università e la Ricerca. Le università finora scese in campo sono quelle di Bologna, Camerino, Firenze, Federico II di Napoli, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino.  L'elenco, rileva il ministero, è "in fase di ampliamento continuo" perché "il sistema universitario sta rispondendo complessivamente per dare copertura in breve tempo all'intero territorio nazionale".


CALCIO: Ghirelli adesso frena, "Controproducente chiedere l'annullamento della serie C" Sport

CALCIO: Ghirelli adesso frena, "Controproducente chiedere l'annullamento della serie C"

“Oggi una richiesta delle società di chiusura e di annullamento del campionato è controproducente”: ad affermarlo è il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli che in una nota ha anche sottolineato come “l‘unico organo deputato a decidere per la sospensione o annullamento del campionato è il Consiglio Federale” e che “una simile decisione comporterebbe danni irreversibili, soprattutto sotto il profilo economico e legale oltreché sociale”. In questo senso l'assemblea in programma nella giornata di domani potrebbe fare maggiore chiarezza, anche se il presidente ci tiene a precisare che la vera priorità resta "la tutela della salute dei calciatori, dei tifosi e di tutto il sistema. Aprire un confronto sul presente e il futuro del campionato di serie C è certamente positivo, così come la condivisione di idee, proposte e visioni”.


EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, nel nuovo bollettino calano i morti Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, nel nuovo bollettino calano i morti

14.787 casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, 713 in più rispetto a ieri; 58.457 i test effettuati, 3.925 in più. Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi, mercoledì 1^ aprile, sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Complessivamente, sono 6.443 le persone in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (374 in più rispetto a ieri); quelle ricoverate in terapia intensiva sono 359, 6 in più rispetto a ieri. I decessi sono purtroppo passati da 1.644 a 1.732: 88 in più, quindi, di cui 58 uomini e 30 donne. Continuano, nel frattempo, a salire le guarigioni, che raggiungono quota 1.566 (89 in più rispetto a ieri), 1.150 delle quali riguardano persone “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione; 416 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Per quanto riguarda i decessi, per la maggior parte sono in corso approfondimenti per verificare se fossero presenti patologie pregresse. I nuovi decessi riguardano 25 residenti nella provincia di Piacenza, 24 in quella di Parma, 9 in quella di Reggio Emilia, 10 in quella di Modena, 3 in quella di Bologna (di cui 1 nel territorio imolese), 1 in quella di Ferrara, 4 in quella di Ravenna, 4 nella provincia di Forlì-Cesena, di cui 2 a Forlì e 2 a Cesena, 5 in quella di Rimini.3decessi si riferiscono a residenti fuori regione. Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: Piacenza 2.716 (81 in più rispetto a ieri), Parma 2.005 (72 in più), Reggio Emilia 2.553 (246 in più, crescita che si deve anche un aumento dell’attività del laboratorio di analisi), Modena 2.297 (75 in più), Bologna 1.813 (133in più), Imola 271 (11 in più), Ferrara 326  (6 in più), Ravenna 605 (25 in più), Forlì-Cesena 756 (di cui 375 a Forlì, 9 in più rispetto a ieri, e 381 a Cesena, 17 in più), Rimini 1.445 (38 in più). Screening sul personale della sanità pubblica e privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali dell'Emilia-Romagna Da domani, giovedì 2 aprile, in Emilia-Romagna si parte con lo Screening su tutto il personale della sanità pubblica e privata convenzionata e dei servizi socioassistenziali della regione, da Piacenza a Rimini. Si inizierà con una prima batteria di 50mila test sierologici, per poi proseguire con ulteriori 100mila test (già ordinati), con l’obiettivo di arrivare a 200mila complessivi; saranno effettuati attraverso un piano e un calendario programmato dall’assessorato regionale alle Politiche per la salute.  Tamponi “drive through”: operativo da oggi il punto presso il Cmp (Centro di medicina e prevenzione dell’Ausl) di Ravenna Per accertare la guarigione delle persone già risultate positive, in modo rapido e senza che debbano scendere dall’auto, sono stati allestiti diversi “drive through” con materiali e mezzi dell’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e l’impiego del volontariato: a Reggio Emilia, Guastalla, Castelnuovo Monti (Re), Cesena e Forlì e, per i dipendenti positivi e poi guariti che devono essere sottoposti a tampone per poter tornare al lavoro, quello del Sant’Orsola di Bologna. E’ operativo da oggi, mercoledì 1^ aprile un punto drive through a Ravenna, presso il Cmp (Centro di medicina e prevenzione dell’Ausl), e in particolare nella parte posteriore della struttura. Anche a Rimini ci si sta organizzando per allestire una struttura analoga. Da Piacenza a Rimini, 5.044 i posti letto aggiuntivi già allestiti su tutto il territorio Da Piacenza a Rimini prosegue il lavoro all’interno della rete ospedaliera per attuare il piano di rafforzamento dei posti letto messo a punto dalla Regione. Da ieri a oggi, passano complessivamente da 5.039 a 5.044, tra ordinari (4.501) e di terapia intensiva (543). Nel dettaglio:728 posti letto a Piacenza (di cui 45 per terapia intensiva), 1.139 a Parma (68 terapia intensiva), 730 a Reggio (55 terapia intensiva), 536 a Modena (86 terapia intensiva), 931 nell’area metropolitana di Bologna e Imola (161 terapia intensiva, di cui 16 a Imola), 258 a Ferrara (32 terapia intensiva), 722 in Romagna (nel dettaglio: 258 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 113 Ravenna, di cui 12 per terapia intensiva a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione da Villa Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva; 93 Lugo, di cui 10 per terapia intensiva; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 120 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva). Per quanto riguarda l’apporto delle strutture private, a Piacenza la Casa di Cura Sant’Antonino e il San Giacomo e Casa di Cura Piacenza per 210 posti letto complessivi Parma conferma l’attivazione dell’ospedale Piccole Figlie (ad oggi 25 posti letto Covid) e della casa di cura Val Parma Hospital (attivati tutti i 40 posti messi a disposizione). Sempre in provincia di Parma sono stati attivati 20 posti letto da parte della casa di cura Città di Parma. A Reggio Emilia è attiva la struttura Villa Verde con 40 nuovi posti letto. A Bologna, nell’ambito del nuovo accordo con l’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) si sono aggiunte le case di cura Villalba e Villa Erbosa, entrambe dotate di posti letto per la terapia intensiva, e Villa Laura con 48 nuovi posti letto attivati. In Romagna sono stati attivati 8 posti di terapia intensiva a Villa Maria Cecilia. Relativamente ai Covid hospital sono attivi quello del Delta di Ferrara (106 posti letto aggiuntivi), che si affianca all’hub dell’ospedale Sant’Anna e - per la Romagna - l’ospedale di Lugo, con 93 posti letto Covid a cui si aggiungerà quello di Riccione che, al momento, ha attivato 41 posti letto per acuti; entrambi da affiancare agli hub di Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena. Sul resto del territorio regionale restano confermati, gli ospedali di Castel San Giovanni e Fiorenzuola; a Parma il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub), Fidenza e Borgo Taro; a Reggio Emilia, a supportare l’hub Arcispedale Santa Maria Nuova in città, oltre a Guastalla si è aggiunto Scandiano; a Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto sia per l’area intensiva che per i pazienti in fase acuta) e sono pronti Carpi (dove è già attiva per pazienti Covid anche la Terapia Intensiva con 15 posti letto), Mirandola e Sassuolo; a Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, è entrato in funzione il padiglione Covid, il 25, oltre al Bellaria, già Covid hospital che funzionerà come tale anche per l’imolese. Sempre in provincia di Bologna, sono attivi posti letto per pazienti Covid anche presso l’ospedale di San Giovanni in Persiceto (52 letti) e Bentivoglio (36 letti). Per i pazienti meno gravi o in via di guarigione sono già attivi come strutture Covid l’ospedale di Comunità di Bobbio, e nel modenese l’ospedale di Comunità di Fanano. Le attività dell’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile Nuovi strumenti e dispositivi di protezione individuale Quarantanove occhiali protettivi, 950 camici impermeabili, 137mila cuffie copricapo, 405.800 guanti in lattice, 13.640 mascherine chirurgiche, 319.500 altri tipi di mascherine tra cui le “Montrasio, 2 mila copriscarpe: questo è quanto il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha fatto pervenire in Emilia-Romagna tra ieri e oggi. Requisizioni Negli ultimi giorni sono stati recuperati dispositivi di protezione individuale e materiali anche attraverso requisizioni fatte in aeroporto e interporto dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli, in stretta collaborazione con la Guardia di Finanza. Proprio questa mattina, all'aeroporto Guglielmo Marconi sono state requisite 50mila mascherinechirurgiche importate dalla Cina e destinate a rivenditori privati; e, all’interporto di Bologna, oltre 13mila dispositivi medici monouso di produzione italiana, destinati alla Repubblica Sudafricana, già consegnati all’Agenzia di protezione civile dell’Emilia-Romagna. Dal 26 marzo ad oggi i dispositivi di protezione individuale e materiali medicali consegnati alla Protezione civile regionale come esito di operazioni di requisizione sono state: 92.900 ffp2, 234.745 mascherine chirurgiche, 1.199 aspiratori chirurgici, 13.910 dispositivi monouso per la ventilazione respiratoria. Volontari all’opera Sono stati 761 i volontari di protezione civile dell’Emilia-Romagna impegnati ieri, martedì 31 marzo; dall’inizio dell’emergenza, si contano 9.747 giornate di impegno effettuato. Le principali attività riguardano il supporto alle Ausl nel trasporto dei degenti con ambulanze (263, tra Cri e Anpas), il supporto ai Comuni per le varie attività di assistenza alla popolazione (459, con una significativa presenza – 60 – degli scout Agesci), la disinfezione e sanificazione dei mezzi di soccorso a Parma (13) e l’attività di segreteria e logistica a supporto dei Comuni nei Coc, i Centri operativi comunali (28). Su richiesta dell’Ausl Romagna, è stata montata ieri una tensostruttura per la sanificazione delle ambulanze alla sede riminese della Croce Verde di Novafeltria, con la collaborazione del Coordinamento provinciale del volontariato di Rimini. Punti triage Si confermano 32 i punti-triage attivi in Emilia-Romagna: 10 davanti alle carceri e 22 davanti agli ospedali.


EMILIA-ROMAGNA: Passeggiate, "c'è chi dice no" Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Passeggiate, "c'è chi dice no"

Così come in guerra non si esce sotto le bombe, in questa lotta senza tregua al coronavirus, al momento, sono vietate le ‘deroghe’ per non rendere vani i sacrifici fatti finora e per tutelare gli stessi bambini: i sindaci delle due province ‘blindate’ in Emilia Romagna, ovvero Piacenza e Rimini, respingono al mittente la circolare del ministero dell’Interno che consente ad un solo genitore di passeggiare con i figli minori nei dintorni della propria abitazione. Il messaggio dei primi cittadini arriva chiaro: “No alle passeggiate con i minori sul nostro territorio”. Non è un caso che il fronte ‘anti-camminate’ arrivi dai sindaci di due territori - Rimini e Piacenza, appunto - dove sono in vigore misure più stringenti rispetto ai decreti governativi come stabilito da due ordinanze regionali. Il Piacentino è una delle aree più colpite in Italia dal Covid-19 e qui (con un’ordinanza della Regione del 23 marzo) è in vigore la sospensione pressoché generalizzata delle attività economiche, ad esclusione di quelle essenziali. Sono chiusi al pubblico anche gli studi professionali, le sedi dei patronati e delle associazioni di categoria. Misure stringenti che ricalcano i provvedimenti assunti dal 20 marzo per il territorio riminese: chiuse strade, arenili e lungomare. Stravolta la viabilità provinciale con molte strade secondarie bloccate in modo da convogliare il traffico lungo le principali direttrici delle provincia. In questo contesto, dunque, si è innalzato il muro dei sindaci contro le passeggiate all’aperto di genitori e bimbi. I sindaci e il presidente della provincia di Rimini hanno infatti respinto “il senso e la logica della circolare ministeriale del 31 marzo” scrivono in una dichiarazione congiunta spiegando che consentire le passeggiate dei minori accompagnati da un genitore è “una indicazione che non può trovare applicazione in un territorio come il nostro, oggetto a livello provinciale di rigorose prescrizioni in materia di tutela della salute pubblica contro la diffusione del coronavirus”.  Per i sindaci del Riminese “così come in caso di guerra non si esce sotto le bombe così in questa ‘guerra al virus’ ogni azione e atto che lo contrasti e lo eviti va sostenuta, anche per la tutela degli stessi bambini . D’altro canto si tratta di uno sforzo e un sacrificio che non possiamo abbandonare proprio adesso. I dati degli ultimi giorni - concludono - cominciano a darci qualche speranza ma non ci dicono assolutamente che bisogna smettere di lottare, con la stessa forza, con la medesima determinazione. Soprattutto in questi giorni in cui si sta decidendo ogni cosa”. Rimanere tra le mura di casa, è il mantra che arriva anche dagli amministratori locali del Piacentino. “Si tratta di un sacrificio che siamo ancora chiamati a fare perché, se è vero che i dati iniziano a dare speranza, non ci autorizzano a lasciarci andare. Non proprio adesso, dove si sta decidendo tutto”, hanno puntualizzato.


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