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EMILIA-ROMAGNA: Covid, 871 nuovi positivi e 16 decessi Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Covid, 871 nuovi positivi e 16 decessi

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 374.498 casi di positività, 871 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.543 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 2,9%. Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dai 65 anni in su, mentre da ieri sono aperte le prenotazioni anche per i 60-64enni, con le somministrazioni già iniziate. Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate. Tutte le informazioni sulla campagna vaccinale: https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/. Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.855.192 dosi; sul totale, 629.319 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 331 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 293 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 471 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 38,3 anni. Sui 331 asintomatici, 245 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 38 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 4 con gli screening sierologici, 9 tramite i test pre-ricovero. Per 35 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica. La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 197 nuovi casi e Modena (174); poi Parma (109) e Reggio Emilia (103), quindi Forlì (69), Ravenna (58), Rimini (49) e Ferrara (45). Seguono Cesena, con 36 nuovi casi, Piacenza (22) e infine il Circondario Imolese (9). Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.537 tamponi molecolari, per un totale di 4.503.688. A questi si aggiungono anche 14.006 tamponi rapidi. Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 729 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 321.870. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 39.636 (+126 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 38.025 (+185), il 95,9% del totale dei casi attivi. Purtroppo, si registrano 16 nuovi decessi: 2 a Piacenza (entrambe donne, di 83 e 92 anni), 1 a Parma (un uomo di 73 anni); 4 nella provincia di Reggio Emilia (2 donne, di 70 e 74 anni, e 2 uomini, di 62 e 64 anni); 1 a Modena (un uomo di 76 anni); 2 a Bologna (una donna di 59 anni e un uomo di 90); 1 a Ravenna (una donna di 87 anni); 4 in provincia di Forlì-Cesena (2 donne, di 91 e 94 anni, e 2 uomini, di 71 e 72 anni); 1 a Rimini (una donna di 91 anni). Nessun decesso nella provincia di Ferrara. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.992. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 195 (-9 rispetto a ieri), 1.416 quelli negli altri reparti Covid (-50). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 14 a Parma (-1), 23 a Reggio Emilia (-1), 29 a Modena (+1), 55 a Bologna (-5), 8 a Imola (numero invariato rispetto a ieri), 19 a Ferrara (-1), 13 a Ravenna (invariato), 5 a Forlì (-1), 5 a Cesena (invariato) e 14 a Rimini (-2). Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.183 a Piacenza (+22 rispetto a ieri, di cui 11 sintomatici), 26.756 a Parma (+109, di cui 52 sintomatici), 45.469 a Reggio Emilia (+103, di cui 69 sintomatici), 63.800 a Modena (+174, di cui 120 sintomatici), 80.006 a Bologna (+197, di cui 143 sintomatici), 12.390 casi a Imola (+9, di cui 2 sintomatici), 22.794 a Ferrara (+45, di cui 9 sintomatici), 29.639 a Ravenna (+58, di cui 31 sintomatici), 16.324 a Forlì (+69, di cui 47 sintomatici), 18.863 a Cesena (+36, di cui 31 sintomatici) e 35.274 a Rimini (+49, di cui 25 sintomatici).


RAVENNA: Figlio di Salvini su moto d'acqua, poliziotti archiviati Attualità

RAVENNA: Figlio di Salvini su moto d'acqua, poliziotti archiviati

Archiviazione perché i fatti non sussistono per i tre poliziotti, appartenenti alla scorta di Matteo Salvini, indagati perché cercarono di impedire al giornalista di 'Repubblica', Valerio Lo Muzio di riprendere il figlio dell'allora ministro dell'Interno su una moto d'acqua della polizia a Milano Marittima, nel Ravennate. Il fatto risale al 30 luglio 2019. La Procura aveva chiesto l'archiviazione per peculato d'uso della moto d'acqua e per violenza privata sul giornalista, in questo caso per tenuità del fatto, mentre il Gip di Ravenna Corrado Schiaretti ha optato per una formula piena. Da parte dei poliziotti della scorta di Matteo Salvini ci fu "una pressante, anche irrequieta e magari perfino irritante richiesta di 'collaborazione' (in realtà di comprensione per la loro scomoda posizione)". Ma la loro condotta non fu violenta e di conseguenza non integra un reato. E' la conclusione del Gip del tribunale di Ravenna Corrado Schiaretti che ha archiviato la posizione dei tre agenti, definendo la loro richiesta di non riprendere il figlio di Matteo Salvini, all'epoca ministro dell'Interno, su una moto d'acqua della Polizia di Stato, "non illegittima, legittimamente respinta dal reporter". "Ciò che hanno effettivamente fatto gli indagati, e che ha sospeso l'attività del videomaker, è stato legittimo - si legge nell'ordinanza di archiviazione - ovvero controllare i documenti di Lo Muzio (il giornalista di Repubblica, ndr) che tuttavia, subito dopo, ha potuto continuare a effettuare le sue riprese". "Cosi come il giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio "aveva il diritto di collocarsi sulla spiaggia nel punto più favorevole per effettuare le riprese, anche gli altri protagonisti della vicenda avevano il diritto di farlo, magari anche per l'opposto scopo di impedirgli di riprendere parte o tutto quanto stava accadendo". E' quanto osserva il Gip di Ravenna Corrado Schiaretti nell'ordinanza di archiviazione per i tre agenti della scorta di Matteo Salvini, indagati per violenza privata e peculato d'uso della moto d'acqua della Polizia su cui salì, nell'estate 2019, il figlio dell'allora ministro dell'Interno nel mare davanti al Papeete Beach di Milano Marittima. Per il giudice, peraltro, "dalla competizione" è "uscito vincente il giornalista". A giudicare dai risultati, infatti "Lo Muzio ha operato in modo eccellente, perché se voleva documentare che il figlio del Ministro dell'Interno era salito su una moto d'acqua della Polizia di Stato e aveva ottenuto da un poliziotto una esposizione sul suo funzionamento, effettuando anche qualche minuto di navigazione, ha raggiunto egregiamente il proprio obiettivo professionale. E le immagini acquisite ne sono evidente testimonianza". "Frapporsi alle riprese di un operatore, per impedirgli, con il proprio corpo o anche con l'azione delle mani davanti all'obiettivo, di raccogliere immagini, può essere considerato atto corretto o scorretto, opportuno o non opportuno, ma certamente non è un atto violento, posto che la violenza richiede l'esercizio di una forza fisica o di una anche minima coercizione morale, ma non interessa l'abilita motoria". E' il concetto sottolineato dal gip del tribunale di Ravenna nell'archiviazione per i tre agenti della scorta che cercarono di impedire a un giornalista di riprendere il figlio dell'allora ministro Matteo Salvini su una moto d'acqua della Polizia. Il contesto della scena, sottolinea il Gip, non fu minaccioso. I due agenti che si rivolsero al giornalista "non hanno tenuto condotte passibili di suscitare simpatie, erano certamente nervosi (non è dato comprendere se un po' indispettiti per le riprese o per gli atteggiamenti del tutelato), ma deve escludersi che le frasi 'scusa un attimo o l'abbassi o t'a levamo' (con tono non scherzoso o canzonatorio, ma certamente con espressione dialettale cantilenata e poco incisiva) e 'adesso sappiamo anche dove abiti"' (di cui non vi è traccia audio), in quanto provenienti da personale della Polizia di Stato impegnato in un non semplice servizio, possa configurare una minaccia di un male futuro e ingiusto".


ROMAGNA: Capitale del Libro, Cesena sconfitta in finale “Ci riproveremo” | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Capitale del Libro, Cesena sconfitta in finale “Ci riproveremo” | VIDEO

E’ stata proclamata questa mattina la città vincitrice del titolo di Capitale Italiana del Libro 2021. Cesena purtroppo non ce l’ha fatta. E’ il Ministro della Cultura Dario Franceschini ad annunciare personalmente la città vincitrice del titolo di Capitale Italiana del Libro 2021. Una brutta notizia per Cesena che, dopo essere arrivata in finale, si è vista sconfitta proprio nelle battute finali. Il riconoscimento sarebbe valso un premio da 500mila euro da spendere per la promozione della lettura in città. Un candidatura alla quale il Comune credeva molto, e che aveva presentato alla giuria, presieduta dal bolognese Romano Montroni con un video che ritraeva la punta di diamante di tutto il progetto: la Malatestiana, la prima biblioteca civica d’Europa. Da qui sindaco e assessore erano collegati per assistere alla proclamazione. Purtroppo è andata male.  


RAVENNA: Amministrative, l’albergatore Donati con Lega e Fratelli d’Italia | VIDEO Attualità

RAVENNA: Amministrative, l’albergatore Donati con Lega e Fratelli d’Italia | VIDEO

Risponde al nome di “Cantiere Ravenna” il progetto politico che vede l’albergatore ravennate Filippo Donati candidarsi alle prossime elezioni comunali con il sostegno di Lega e Fratelli d’Italia per la lista civica Viva Ravenna che verrà presentata tra sabato 8 e domenica 9 maggio. Restano, per il momento, fuori dal progetto Alberto Ancarani, di Forza Italia, e Alvaro Ancisi, di Lista per Ravenna. La candidatura di Donati potrebbe comprendere anche forze civiche.



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