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CESENA: Fascismo, ricordati i 12 professori anti-regime | VIDEO


Esattamente 90 anni fa, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 1931-32, 1.225 docenti universitari italiani furono invitati a firmare un modulo con il quale avrebbero giurato fedeltà al regime fascista. Tutti aderirono tranne 12 professori che così facendo persero la cattedra, il diritto alla liquidazione e alla pensione. Con l'iniziativa 'Ci fu chi disse no', questa mattina Anpi, Comune e Campus universitario di Cesena hanno voluto ricordarli in una cerimonia a cui hanno partecipato anche gli studenti. “Con questa celebrazione – ha commentato il sindaco di Cesena Enzo Lattuca – vogliamo ricordare la rettitudine e la forza di non piegarsi al regime fascista da parte di 12 valorosi docenti di diverse Università italiane. Possono sembrare pochi, ma non lo sono. Non tutti trovarono la forza di resistere e di non adattarsi anche per non incorrere in quella extrema ratio prevista: l’espulsione dall’ambito accademico. Sempre attuale resta la riflessione della libertà di espressione, di pensiero e di insegnamento per i docenti che svolgono la propria attività didattica".

"Questi fatti - spiega ancora il sindaco di Cesena - risalgono a 90 anni fa e sono certo che non torneranno anche grazie ai principi su cui si fonda la nostra Repubblica italiana. Tuttavia un po’ di preoccupazione c’è rispetto ad alcuni comportamenti violenti a cui stiamo assistendo, penso ai fatti che si sono verificati a Roma la settimana scorsa e che non ci lasciano insensibili. La guardia rispetto a un ritorno della violenza deve rimanere sempre alta anche nelle Università,- conclude - che sono i presidi della libertà di pensiero di una comunità”.
Tra i 12 docenti che si opposero al giuramento di fedeltà al fascismo c’era anche il chirurgo romagnolo Bartolo Nigrisoli, che divenne per il fascismo un avversario, oltre che scomodo, anche intoccabile, perché gli infiniti atti di generosità verso i bisognosi del suo aiuto e gli ammalati poveri gli avevano creato una larga base popolare a lui favorevole per stima e per riconoscenza. Inoltre godeva anche della massima considerazione in campo medico e scientifico. Nel dicembre del 1931, quando Mussolini pretese il giuramento di fedeltà al fascismo da parte dei docenti universitari, alcuni amici gli consigliarono di chiedere immediatamente il collocamento a riposo, ma rifiutò ribadendo che non avrebbe giurato e non si sarebbe allontanato spontaneamente, proprio per lasciare al fascismo la responsabilità di ogni decisione al riguardo. Nigrisoli continuò dunque a esercitare la chirurgia nella sua casa di cura, operando fino ai primi del 1941, mentre proseguì le sole visite ambulatoriali fino all’età di 85 anni, quando cessò completamente l’esercizio professionale. Dopo la Liberazione gli fu proposta la riassunzione in ruolo all’Università, che rifiutò.