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EGITTO: Coronavirus, in vacanza sul Mar Rosso con la paura di non tornare
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EGITTO: Coronavirus, in vacanza sul Mar Rosso con la paura di non tornare

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“Siamo gli ultimi”, “Non so se ridere o piangere” o ancora “Ci faranno tornare a casa?”. Sono queste le frasi ricorrenti tra alcune centinaia di italiani, tra cui diversi Emiliano-romagnoli, che stanno trascorrendo un periodo di vacanza in uno dei resort più noti, gestito da nostri connazionali, di Sharm el-Sheikh, sul Mar Rosso, in Egitto.  Nel villaggio, scelto per le ferie anche da chi vi racconta questa storia un paio di mesi fa, si respira un clima surreale. Dallo ‘stivale’ arrivano le notizie che tutti sappiamo in merito all’emergenza Covid-19 e dopo le limitazioni agli spostamenti decisi dal Governo si ha la consapevolezza, tra gli ospiti, che non ci saranno altri arrivi. Secondo quanto traspare la struttura pare destinata a chiudere poiché frequentata quasi esclusivamente da italiani. Sui sorrisi quasi forzati degli animatori, dei camerieri, dei cuochi e di tutto il personale sia europeo che egiziano è celata una grande preoccupazione: tutti sanno per certo che il loro posto di lavoro salterà e per molti, se non tutti, non ci sarà aiuto alcuno da parte di nessuno. Questa località ha già avuto periodi difficili dopo gli attentati di alcuni anni fa; uno scenario che sembra destinato a ripetersi a breve, catastrofico come il settore del turismo in Italia. Negli ultimi giorni i tour operator hanno dirottato in Egitto molti vacanzieri che avevano prenotato un soggiorno in un altro paese che ha poi chiuso gli ingressi agli italiani ma ora le ultime decisioni prese fermano tutto e tutti almeno fino ad aprile. Inutile è quindi stato proporre, solo poche ore fa, pacchetti scontati anche del 60-70%. Qui il Coronavirus sembra lontano: a parte gel igienizzante disponibile nella sala ristorante (di un resort di lusso) non c’è alcuna misura precauzionale e le guide turistiche continuano a proporre ogni tipo di escursione in luoghi anche molto affollati. All’andata però il personale del volo charter della compagnia aerea egiziana ha viaggiato con le mascherine sui volti e, lavorando sempre con le espressioni degli occhi abbastanza cupe, prima di atterrare ha spruzzato nella cabina delle sostanze disinfettanti. In aeroporto a tutti è stata misurata la temperatura ma, come pare, questo tipo di controllo potrebbe essere inutile considerato il tipo di propagazione del virus. Cosa farà il continente africano alle prese con questo problema? Ammesso che ci saranno mai dei dati realistici, appare scontato che a rischio ci sono milioni di persone che con tutta evidenza non avranno cure adeguate. Ma intanto nel resort di Sharm è tutto pronto per lo show di stasera... l’ultimo prima della partenza.