Guarda TR24 Canale 11, il network all news del territorio

Cultura24


RIMINI: Museo Fellini, inaugurata nuova ala presso Palazzo Fulgor | VIDEO Attualità

RIMINI: Museo Fellini, inaugurata nuova ala presso Palazzo Fulgor | VIDEO

Palazzo Valloni, che ospita lo storico cinema Fulgor, tanto amato da un giovane Federico Fellini, ha aperto i battenti alla città come nuovo spazio del museo diffuso dedicato al maestro del cinema. Da qui ha inizio dunque il viaggio nell’immaginario del cineasta premio Oscar. Il pubblico del Fellini Museum non è solo spettatore ma protagonista. L’allestimento diventa laboratorio. Il visitatore può simulare l’attività dei montatori alle moviole. Il polo museale diffuso tra castello e piazza dei Sogni rappresenta un più ampio progetto di riqualificazione del centro storico. Il Palazzo del Fulgor, dagli spazi più raccolti rispetto a quelli di Castel Sismondo, è luogo deputato all’informazione, allo studio e alla ricerca, aperto a un pubblico che si immagina eterogeneo, fatto di cittadini, studenti, turisti, curiosi, appassionati e ricercatori.   L'immaginario di Fellini vive naturalmente nei suoi film, evocato dai manifesti e dalle locandine originali presenti nella sala al primo piano; ma vive anche nei documenti, testuali e visivi, che parlano delle relazioni, delle fantasie e dei progetti di cui il suo cinema si è nutrito. Al primo piano il visitatore ha la possibilità, attraverso un Archivio digitale, di muovere i primi passi nel grande repertorio di disegni, lettere e testimonianze che compongono il Fondo Federico Fellini del Comune di Rimini. Materiali digitalizzati che, esposti in parte anche in originale nelle sale dello stesso Palazzo o a Castel Sismondo, possono essere qui visionati e interrogati.   Al secondo piano, nella Stanza delle parole ascoltiamo la voce suadente, intima e autobiografica di Fellini, marca identitaria del suo mito. La sensibilità di Fellini per il fattore fonico e vocale ci accompagna poi nel plasma luminoso della Casa del mago, dove si incontra il regista che chiede aiuto all’esoterico e cerca contributi mistici in grado di ampliare il suo raggio d’azione poetica. Nel Cinemino possiamo rivedere l’intera sua opera, e comprenderne l’assoluta importanza a livello internazionale, mentre il Convivio è uno spazio, cinematografico sin nell’arredo, in cui attivare conoscenze felliniane. Spazio appunto conviviale, in cui gli Armadi archivio ci accompagnano nella vita, nelle opere, nelle amicizie di Fellini e le Moviole cittadine consentono attraversamenti e rimontaggi digitali di alcuni estratti dei film del regista riminese. La modalità di accesso ai contenuti rimanda alle classiche moviole cinematografiche e attiva una esperienza diretta e ludica dell’universo felliniano.   Altre visioni felliniane si succedono al terzo piano di Palazzo del Fulgor. Nata ben prima del cinema, la lanterna magica è una fonte d’immaginazione popolare, di alimentazione emotiva e culturale che Fellini ricrea, enorme, nel suo Casanova: nel ventre della balena femmina, dove Casanova incontra la gigantessa, è la lanterna magica a proiettare immagini e disegni di corpi femminili. Lo spettacolo della lanterna si colloca in una prospettiva storiografica che cerca di comprendere i debiti del cinematografo nei confronti di questa sua progenitrice: per Fellini la lanterna magica è uno show capace di inaugurare quella disposizione alla meraviglia e all’invasione interiore da parte di immagini archetipiche sviluppata poi dal cinematografo. Un nugolo di esperienze, sensazioni, racconti emerge quale traccia di una grande mitologia collettiva, sino a lambire gli orizzonti celesti che vediamo nel fascinoso Cielo felliniano, con le dodici costellazioni che richiamano, ancora una volta, la passione di Fellini per il divinatorio, il profetico e l’occulto. Nelle Altane si aprono infine davanti ai nostri occhi altre magie: proiettate sui sottostanti Cinemino e Casa del mago scrutiamo immagini incantatorie e alcune scene madri dei grandi film del maestro riminese. Il terzo piano è dotato anche di una serie di confortevoli sedute, di uno spazio bar, e di alcune teche espositive.   Ad accogliere i visitatori in piazza San Martino, all’ingresso del Palazzo del Fulgor vi è la grande scultura in jesmonite che effigia la rinocerontessa protagonista di alcune delle scene più potenti e suggestive dell'immaginifico film felliniano E la nave va, oggi simbolo dell’intero polo museale. Una versione più leggera della rinocerontessa si è resa ambasciatrice del Fellini Museum prendendo parte a un Grand Tour d’Italia: agli inizi di settembre la “Rina” - così è stata battezzata dai media che l’hanno seguita in tutti i suoi viaggi – è stata a Venezia, in occasione della Mostra del Cinema, dove ha preso parte al corteo della Regata Storica sul Canal Grande per poi approdare sul red carpet del Lido di Venezia. Successivamente, la rinocerontessa ha partecipato alla sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, dove sino a pochi giorni fa era posizionata presso i Giardini Pensili dell’Auditorium Parco della Musica, nell’area verde fra le sale Petrassi e Sinopoli. Ora è tornata a Rimini, nella splendida cornice del giardino del Grand Hotel.   Piazza Malatesta è l’outdoor di FM – Fellini Museum. È un set a cielo aperto in cui i sogni felliniani si proiettano all’esterno e invadono il centro storico con allestimenti e installazioni che mettono in connessione classicità e contemporaneità. Su questa Piazza dei sogni si disegnano tre aree principali: la panca circolare, il velo d’acqua e il Bosco dei nomi, che ricorda le scene rurali del film Amarcord. I colori (il rosa corallo del centro e il bianco della pietra d’Istria) e i materiali (una combinazione di porfido, marmo e granito) della pavimentazione della piazza s’intonano alle architetture circostanti, mentre un percorso sonoro unisce Castel Sismondo al Palazzo del Fulgor. Intorno a una panca circolare che misura 17 metri di diametro si irradia una serie di cerchi luminosi. I colori (il rosa corallo del centro e il bianco della pietra d’Istria) e i materiali della pavimentazione (una combinazione di porfido, marmo e granito) s’intonano alle architetture circostanti. La panca circonda una pista circense dorata e illuminata, che richiama il festoso girotondo finale del film 8 e 1⁄2, uno dei più alti inni alla vita, alla solidarietà, alla voglia di stare insieme e al sogno che il cinema abbia mai immaginato. Un percorso sonoro fatto di voci e di musiche tratte o ispirate ai film di Fellini attraversa il filare di alberi della piazza e arriva al Bosco dei nomi.   Il Bosco dei nomi, ideato dal poeta Tonino Guerra, è un insieme di fiori di pietra su cui sono incisi i nomi di grandi personaggi del cinema suoi amici: Federico Fellini, Giulietta Masina, Marcello Mastroianni, Michelangelo Antonioni, Andrej Tarkovskij, Theo Angelopoulos e Sergej Paradjanov. Questi fiori sono illuminati da 3 grandi lanterne in ferro battuto e vetro che Guerra ha dedicato allo scrittore russo Lev Tolstoj. Il bosco è inserito in un triangolo verde che ricorda le scene rurali del film Amarcord e segna il punto simbolico in cui la prima campagna tocca la città storica: la disposizione degli aceri, con al vertice il platano storico dei Malatesta, trasmette disciplina e chiarezza all’intero spazio, mentre la texture e i colori della vegetazione spontanea che invade i percorsi sterrati e i sentieri bianchi conferiscono all'insieme movimento e dinamismo.


RIMINI: L'Amarcort Film Festival torna in presenza nel segno di Fellini | VIDEO Attualità

RIMINI: L'Amarcort Film Festival torna in presenza nel segno di Fellini | VIDEO

L’Amarcort Film Festival di Rimini, dedicato ai cortometraggi, torna in presenza dal 23 novembre. La 14ma edizione sarà arricchita dall’omaggio a Giulietta Masina e a Carla Fracci. Spazio anche alle serie tv.   Dopo l’edizione online per via delle misure restrittive, torna dal 23 al 28 novembre a Rimini l’Amarcort Film Festival, l’unico festival di cortometraggi dedicato a Federico Fellini. Il concorso, con le sue masterclass e gli incontri con gli autori, sarà in presenza al 100%. Dieci le categorie, quasi 1.200 i filmati iscritti provenienti da 70 Paesi. Quest’anno gli omaggi saranno dedicati a Giulietta Masina, nel centenario della nascita, e a Carla Fracci, recentemente scomparsa. A ricevere il premio “Un felliniano nel mondo” anche Ferruccio Castronuovo che ha collaborato per 10 anni con Fellini girando il backstage di film come Casanova, E la nave va e Ginger e Fred.


BOLOGNA: Ddl Zan, Grillini, "Casellati non super-partes, battaglia prosegue" Attualità

BOLOGNA: Ddl Zan, Grillini, "Casellati non super-partes, battaglia prosegue"

"Siamo un paese, dal punto di vista dei diritti individuali, culturalmente arretrato, succube di una cultura clerico-fascista o catto-comunista". Lo afferma Franco Grillini, già parlamentare nonché fondatore e padre nobile del movimento Lgbt in Italia conversando con TR 24 dopo che in Senato è arrivato lo stop al ddl Zan contro l'omotransfobia. "La Casellati non è super-partes - incalza - è una presidente del Senato espressione della parte più conservatrice di Forza Italia che, come un 'sol uomo', ha votato per l'affossamento della legge pur dichiarando in alcune sue componenti di essere favorevole per una ragione molto banale: devono fare muro perché devono avere i voti per eleggere Berlusconi alla Presidenza della Repubblica. Questo non penso succederà - continua Grillini - però l'aria che tira è che a volte la politica è determinata da contingenze del momento come questa". Grillini è reduce dal grande successo di pubblico ieri sera a Bologna dove è stato proiettato in anteprima regionale 'Let's kiss', il film che lo vede protagonista dove sono stati ripercorsi circa 40 anni di battaglie a favore degli omosessuali. "Con ogni probabilità è uno stop che riguarda questa legislatura - spiega in merito a un possibile ritorno in campo della legge affossata oggi - perché, come tutti sanno, ormai volge al termine e poi ci sono una marea di provvedimenti che vanno gestiti e che rendono molto difficile l'iter di una legge che ritorni in commissione e, secondo il regolamento del Senato, non può poi tornare in aula prima di sei mesi. Possiamo immaginare che per questa legislatura la questione è conclusa". Ma Franco Grillini appare fiducioso: "Non è finita: la battaglia continua nel paese - dice - e continua da 28 anni. Provammo a inserire l'orientamento sessuale nelle fattispecie nella legge Mancino già nel 1993 quando l'allora ministro degli Interni propose la riforma della legge del '75 contro il razzismo.  Speriamo che con la nuova legislatura ci sia finalmente una maggioranza parlamentare. Quello che mi sento di dire è che lo stop alla legge sull'omotransfobia  riguarda in realtà lo stop a tutte le leggi che riguardano i diritti civili". Quanto al segretario del Pd, "il comportamento di Letta è stato coerente: i patti erano impossibili da fare, questo è il punto. E' una legge minimal - sostiene Grillini - da soli nove articoli più uno. Meno di quello io non riesco a capire cosa. Purtroppo in Parlamento c'è una maggioranza che risponde non a quello che è successo realmente nel paese, ai cambiamenti nel paese dove la maggioranza è ormai d'accordo con norme di garanzia dei diritti personali e di libertà. Il mio commento a questa bocciatura è stato 'da oggi l'Italia è meno libera'". E poi la Chiesa: "C'è il Vaticano - afferma il fondatore del movimento Lgbt - che si mette sempre di traverso, compresa questa occasione, e abbiamo una destra che ha firmato documenti valoriali con gli autocrati dell'Ungheria e della Polonia che sono fortemente e violentemente omofobi". Sono passati dunque quattro decenni dalle prime battaglie pubbliche a cui si è arrivati a quella che oggi viene definita una 'rivoluzione gentile'. Secondo Grillini il Ddl Zan "non è l'ultimo atto di tutto questo ma una tappa: ci sono ancora moltissime cose da fare prima che diventi del tutto irrilevante la differenza tra omosessuali ed eterosessuali, cosa a cui noi aspiriamo ma siamo consapevoli che ciò non avverrà nell'arco della nostra vita", conclude.


FORLI’: All’Ex cinema Odeon la mostra di Silvia Camporesi, “Semisommersi” | VIDEO Attualità

FORLI’: All’Ex cinema Odeon la mostra di Silvia Camporesi, “Semisommersi” | VIDEO

Il mistero dei luoghi che vivono tra l’acqua e la terra nell’immaginario dell’artista. Così è la mostra “Semisommersi. Dove finisce l’acqua”,  di Silvia Camporesi, che espone i suoi lavori in concomitanza con la grande mostra dei Musei San Domenico “Essere Umane” della quale fa parte. Un viaggio suggestivo alla scoperta di alcuni dei luoghi più misteriosi del nostro paese attraverso gigantografie allestite all’interno dell’Ex Cinema Odeon a Forlì. La mostra rimarrà aperta fino al 31 ottobre


RIMINI: Apre la prima Ambasciata delle Città del vino d'Europa | VIDEO Attualità

RIMINI: Apre la prima Ambasciata delle Città del vino d'Europa | VIDEO

Ha aperto a Rimini la prima Ambasciata delle Città del vino d’Europa. Il suo scopo è promuovere la cultura enologica del territorio e avvicinare i giovani al settore. In concomitanza è stata allestita una mostra al Museo della Città.   Da meno di un mese ha aperto a Rimini la prima Ambasciata delle Città del vino d’Europa, un progetto che racconta la tradizione vinicola dai Colli riminesi alla Valle del Rubicone e che ha l’ambizioso obiettivo di avvicinare i giovani al mondo dell’enologia attraverso progetti formativi. Il 4 settembre è venuta a Rimini una commissione europea composta da membri sia nazionali che esteri per verificare lo stato di fatto dell’ambasciata e l’ha riconosciuta ufficialmente. “Rimini ha un primato”, ha detto l’‘ambasciatore’ Alfredo Monterumisi: “A Rimini è nata la prima ambasciata delle Città del vino d’Europa che sarà un modello per altre realtà”. Monterumisi, referente del progetto, ha insegnato Gestione e sviluppo dei servizi Turistici al campus locale dell’Università di Bologna ed ha dato vita ad alcune associazioni di promozione turistica enogastronomica. Nelle sale dell’ambasciata, oggetti di antiquariato e strumenti antichi raccontano la tradizione vinicola locale. L’ufficio vuole promuovere il territorio attraverso iniziative come la mostra ‘Brindare con gli occhi’ allestita presso il Museo della Città in collaborazione con l’Accademia di Belle arti di Rimini e che sarà aperta ancora per poco, fino al 3 ottobre. “Ai Colli di Rimini terminava la prima parte dell’impero” romano, ricorda Monterumisi dalle sale della mostra. “I romani hanno bonificato tutto” e da lì “non è nata solo la Romagna, ma tutta la regione e anche la Val Padana che è una delle valli più importanti, sotto l’aspetto produttivo, d’Europa”.


Notizie recenti