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EMILIA-ROMAGNA: Allarme sindacati, in Regione +40,9% operazioni sospette di riciclaggio | VIDEO


L'Emilia-Romagna è così la quarta regione italiana per numero di operazioni sospette segnalate all'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, dietro a Lombardia, Lazio e Campania. Il report Uif riporta anche le segnalazioni sospette per provincia: sono 1.105 a Bologna (+34,1%), 307 a Ferrara (+32,9%), 423 a Forlì-Cesena (+53,8%), 647 a Modena (+24,9%), 502 a Parma (+36,8%), 232 a Piacenza (+28,2%), 437 a Ravenna (+64,3%), 723 a Reggio Emilia (+53,5%), 526 a Rimini (+51,1%). Per Franco Zavatti, responsabile legalità della CGIL, finora quest'anno "sono stati rilevati ben 27 casi di sospetto riciclaggio ogni giorno". In totale, nella prima metà del 2021 in Emilia-Romagna la Uif conta 4.902 segnalazioni di operazioni sospette: sono il 40,9% in più del primo semestre 2020, quando furono 3.481. La crescita è superiore a quella registrata lungo tutto lo Stivale, dove si contano 70.157 operazioni sospette (+32,5%).

Ma anche sul fronte delle operazioni sospette per money transfer, le cui segnalazioni sono triplicate rispetto al primo semestre 2020, la regione è tra i fanalini di coda con cinque province tra quelle posizionate peggio in Italia per importi inviati e ricevuti per 100mila abitanti: secondo la Cgil, questo mette l'Emilia-Romagna "tra le regioni con imprese, professionisti e 'prestanome' maggiormente coinvolti nei traffici finanziari illeciti coi Paesi stranieri cosiddetti 'paradisi fiscali'".