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EMILIA-ROMAGNA: Gas, Confindustria spinge per il raddoppio dell’estrazione | VIDEO


Con i forti rincari delle bollette di questo inverno e la pressione su famiglie e imprese, già colpite dalla pandemia, il mondo dell’industria coglie la palla al balzo per chiedere la ripresa delle estrazioni di gas in mare. Grande la preoccupazione degli ambientalisti che ritiene tali posizioni fuori dal tempo in un pianeta che solo di recente ha visto riunire i propri leader per promuovere un futuro fatto di energie rinnovabili.

Secondo Confindustria Romagna, basterebbero “bassi investimenti privati per raddoppiare” in regione, e nell’Adriatico, la produzione di gas metano. Un rilancio atteso dal settore oil&gas, specie del Ravennate, che potrebbe raddoppiare l’attuale produzione regionale da 800 milioni a 1,6 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Per gli industriali vi sarebbero ricadute positive sul lavoro e sulle bollette, e il metano rappresenterebbe un “ponte” verso le energie rinnovabili, immediatamente utilizzabile.

Legambiente da settimane esprime sconcerto per le posizioni di apertura a nuove estrazioni di fonti fossili. Forse c’è chi, prosegue Legambiente, non ha ancora chiaro che siamo di fronte ad una crisi climatica. La Regione Emilia-Romagna intende raggiungere il 100% di rinnovabili entro il 2035. E allora, si domandano gli ambientalisti, perché insistere con il gas?