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EMILIA-ROMAGNA: Lavoro in somministrazione, il 30% denuncia ricatti o molestie | VIDEO
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EMILIA-ROMAGNA: Lavoro in somministrazione, il 30% denuncia ricatti o molestie | VIDEO


La Cgil e le consigliere di Parità di Ravenna, Rimini e Reggio-Emilia hanno presentato i dati relativi a uno studio sul lavoro in somministrazione. Ne esce un quadro cupo fatto di precarietà e di grave svantaggio per le donne.

 

Con un questionario sottoposto a 400 lavoratori in somministrazione tra Ravenna, Rimini e Reggio-Emilia, l’Università di Urbino ha curato con Ires Emilia-Romagna un’indagine voluta dalle sigle Nidil Cgil e dalle consigliere di parità dei territori in questione per sondare le forme di discriminazione. Ciò che emerge è che questo tipo di rapporto di lavoro funziona sempre meno come porta d’accesso a una professione stabile, rincorrendo il mercato che chiede una flessibilità estrema.

“La somministrazione, nonostante il pensiero comune, non si traduce come una possibilità e un ingresso al lavoro, ovvero uno strumento di politica attiva del lavoro. Ma bensì, ed in particolare per le donne, uno strumento di precarietà”, tira le somme la segretaria generale di Nidil Cgil Alessandra Gori, la quale chiede all’imprenditoria locale di “uscire da un modello paternalistico di impresa”.

Gli svantaggi riguardano soprattutto le donne, talvolta costrette a lavori part-time per prendersi cura dei figli o di parenti. La loro retribuzione annua è del 27% più bassa di quella degli uomini. Inoltre circa una terzo degli intervistati denuncia violenze, molestie, discriminazioni o ricatti. “Le donne più facilmente”, spiega la consigliera di parità di Rimini, Adriana Ventura, sono soggette “a ricatti sessuali o molestie sessuali”. Inoltre “il 48% delle intervistate”, aggiunge “riferiscono che al momento di colloquio nelle agenzie di somministrazione vengono rivolte domande tipicamente illegittime che sono quelle sulla condizione familiare, sulla propria fertilità, sulla permanenza in famiglia di genitori disabili”.

Dal punto di vista legislativo qualcosa si è mosso. È da poco entrata in gazzetta ufficiale la legge n.162, quella “sulla parità salariale, che prevede da parte delle aziende alcuni obblighi molto puntuali, uno dei quali è il rapporto sulla retribuzione – ricorda Ventura -. Ci piacerà vedere come verrà declinata in termini pragmatici nel lavoro somministrato”.