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EMILIA-ROMAGNA: Mercato ittico resiste alla pandemia | VIDEO

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Tra i numerosi settori economici e di consumo colpiti pesantemente nel 2020 dalla pandemia covid, ce ne sono alcuni che hanno limitato i danni e tra questi il settore ittico e il mercato del pesce. Nel periodo gennaio-settembre 2020 le vendite di prodotti ittici nel Paese hanno accusato un calo del 13,4% in quantità e la flessione ha interessato praticamente tutte le principali specie commerciali dalle sardine ai calamari, dai polpi ai gamberi. I dati sono stati raccolti da Bmti, società istituita dal Ministero delle politiche agricole e forestali. La chiusura dei ristoranti ha pesantemente influito tant’è che la ripresa delle attività turistiche e di ristorazione durante i mesi estivi ha determinato una maggior richiesta per quasi tutti i prodotti ittici, dando luogo a diffusi aumenti per i prezzi rilevati dal mercato e supportati dal fermo pesca dell’Adriatico avvenuto tra agosto e settembre. Per quanto riguarda i prezzi al consumo, dopo la crescita osservata nel corso di aprile (+2,3%) e maggio (+2,1%), in piena emergenza Covid, la dinamica inflativa dei prodotti ittici ha mostrato un evidente rallentamento nel terzo trimestre dell’anno, attestandosi a settembre su un +1,9%. A livello di singole tipologie, il prodotto surgelato ha evidenziato un picco in corrispondenza di maggio, seguito da una crescita di prezzo più lieve nel corso del periodo estivo. I prezzi del pesce fresco hanno invece evidenziato aumenti in linea con quelli del secondo trimestre mentre i prezzi dei frutti di mare freschi, quasi fermi nel periodo di lockdown, hanno registrato una crescita tra i mesi di giugno e settembre. Le triglie hanno registrato una flessione verso il basso nelle vendite, mentre le canocchie hanno dimostrato di essere molto apprezzate dai consumatori.