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EMILIA-ROMAGNA: Sanità, conti in ordine nelle Ausl ma è corsa al recupero delle prestazioni
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EMILIA-ROMAGNA: Sanità, conti in ordine nelle Ausl ma è corsa al recupero delle prestazioni


La fine dell'emergenza coronavirus sta comportando un grande cambiamento nell'approccio al sistema sanitario. E' corsa contro il tempo in queste settimane per recuperare le prestazioni non urgenti annullate. Facciamo il punto.

 

La prima notizia positiva per la sanità dell'Emilia-Romagna riguarda i bilanci delle ausl: sono tutti in ordine e in pareggio. Le cifre sono emerse durante una commissione consiliare nella sede della regione e ovviamente si parla del 2019. Il finanziamento totale per il servizio è stato assicurato da 8 miliardi e 290 milioni di euro del fondo nazionale a cui si sono sommati 100 milioni di somme degli anni passati, dalle entrate dirette delle aziende e dai 578 milioni per le prestazioni assicurate ai cittadini di altre regioni. L'assessore Donini ha evidenziato anche gli investimenti fatti negli ultimi anni: tra le voci di spesa principali ci sono ovviamente quelle per il personale, poco più di 3 miliardi, 485 milioni di euro per la spesa farmaceutica convenzionata e 956 milioni per i farmaci in acquisto diretto.

Ma il punto dolente ora è come recuperare le prestazioni sanitarie non urgenti rimandate a causa dell'emergenza sanitaria. La sola Ausl Romagna conta di spendere 375 mila euro più iva solo per richiamare tutti i pazienti assegnando una data per visite, screening o interventi. Per gestire questo enorme carico di lavoro sarà potenziata la collaborazione con una cooperativa di servizi. Si tratta di almeno 300mila appuntamenti saltati negli ultimi mesi che si conta di portare a termine entro fine anno. Altro fronte sarà poi quello di medici, infermieri e oss: tutti sono reduci da mesi di lavoro infernali e per forza di cose dovranno essere concessi giorni di ferie. Garantire 300 mila servizi in poco tempo sarà dura. Un altro piccolo sforzo da superare per la sanità regionale dopo la pandemia.