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EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, le fake news viaggiano sui cellulari | VIDEO


In questo periodo di confusione sono tanti i messaggi che girano sui cellulari e che danno indicazioni spesso errate sul coronavirus. Ecco una lista delle bufale da sfatare.

Questi alcuni dei tanti messaggi che ognuno di noi ha ricevuto in questi giorni di allarma da coronavirus. Una sorta di rumore di sottofondo che, il più delle volte, non fa che alimentare paura e confusione. E che, il più delle volte, riguarda notizie clamorosamente false

Coronavirus arma batteriologica dell’esercito cinese, coronavirus creato da Bill Gates in accordo con le case farmaceutiche, turisti italiani finiti addirittura in carcere in qualsiasi paese del mondo e esercito istruito a sparare a vista. Ci sono poi le mille ricette fai da te dell’Amuchina. Qui il primo mito da sfatare, l’Amuchina non si ottiene semplicemente mischiando acqua e candeggina e la soluzione migliore risulta sempre quella di lavarsi bene le mani con acqua e sapone per almeno 60 secondi. Un’altra fake news che circola molto è quella che riguarda la chiusura delle scuole e coinvolge direttamente il presidente Conte, che avrebbe deciso la chiusura totale in tutta Italia fino al 5 di marzo. Tutto falso, le scuole sono chiuse solo in alcune regioni del nord, tra cui l’emilia-romagna, e solo fino al primo marzo. Ci sono poi i messaggi più prettamente locali, con allarmi coronavirus che scoppiano a tutte le ore un po’ in tutte le città, con cittadini pronti a giurare di aver visto chiudere i pronti soccorso un po’ ovunque. Infine ci sono i veri e proprio truffatori, che si presentano a casa delle persone offrendo test di controllo a domicilio o, addirittura, di dover disinfettare i contanti. “Stop alle fake news” è il titolo che campeggia in prima pagina sul sito del Governo. Che raccomanda, prima di tutto, di essere prudenti nella divulgazione di messaggi che, spesso, hanno come solo risultato quello di generare panico e confusione. La Polizia invita a non diffondere messaggi di allarme e di segnalare i casi tramite il sito commissariatodips.it