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EMILIA-ROMAGNA: Passeggiate, "c'è chi dice no"
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EMILIA-ROMAGNA: Passeggiate, "c'è chi dice no"

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Così come in guerra non si esce sotto le bombe, in questa lotta senza tregua al coronavirus, al momento, sono vietate le ‘deroghe’ per non rendere vani i sacrifici fatti finora e per tutelare gli stessi bambini: i sindaci delle due province ‘blindate’ in Emilia Romagna, ovvero Piacenza e Rimini, respingono al mittente la circolare del ministero dell’Interno che consente ad un solo genitore di passeggiare con i figli minori nei dintorni della propria abitazione. Il messaggio dei primi cittadini arriva chiaro: “No alle passeggiate con i minori sul nostro territorio”.

Non è un caso che il fronte ‘anti-camminate’ arrivi dai sindaci di due territori - Rimini e Piacenza, appunto - dove sono in vigore misure più stringenti rispetto ai decreti governativi come stabilito da due ordinanze regionali. Il Piacentino è una delle aree più colpite in Italia dal Covid-19 e qui (con un’ordinanza della Regione del 23 marzo) è in vigore la sospensione pressoché generalizzata delle attività economiche, ad esclusione di quelle essenziali. Sono chiusi al pubblico anche gli studi professionali, le sedi dei patronati e delle associazioni di categoria. Misure stringenti che ricalcano i provvedimenti assunti dal 20 marzo per il territorio riminese: chiuse strade, arenili e lungomare. Stravolta la viabilità provinciale con molte strade secondarie bloccate in modo da convogliare il traffico lungo le principali direttrici delle provincia. In questo contesto, dunque, si è innalzato il muro dei sindaci contro le passeggiate all’aperto di genitori e bimbi.

I sindaci e il presidente della provincia di Rimini hanno infatti respinto “il senso e la logica della circolare ministeriale del 31 marzo” scrivono in una dichiarazione congiunta spiegando che consentire le passeggiate dei minori accompagnati da un genitore è “una indicazione che non può trovare applicazione in un territorio come il nostro, oggetto a livello provinciale di rigorose prescrizioni in materia di tutela della salute pubblica contro la diffusione del coronavirus”.  Per i sindaci del Riminese “così come in caso di guerra non si esce sotto le bombe così in questa ‘guerra al virus’ ogni azione e atto che lo contrasti e lo eviti va sostenuta, anche per la tutela degli stessi bambini . D’altro canto si tratta di uno sforzo e un sacrificio che non possiamo abbandonare proprio adesso. I dati degli ultimi giorni - concludono - cominciano a darci qualche speranza ma non ci dicono assolutamente che bisogna smettere di lottare, con la stessa forza, con la medesima determinazione. Soprattutto in questi giorni in cui si sta decidendo ogni cosa”. Rimanere tra le mura di casa, è il mantra che arriva anche dagli amministratori locali del Piacentino. “Si tratta di un sacrificio che siamo ancora chiamati a fare perché, se è vero che i dati iniziano a dare speranza, non ci autorizzano a lasciarci andare. Non proprio adesso, dove si sta decidendo tutto”, hanno puntualizzato.