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EMILIA-ROMAGNA: Sicurezza stradale, al via campagna per over 65 | VIDEO


È partita da Casalecchio, alle porte di Bologna,  alla presenza dell'assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini, la campagna "Liberi di Guidare" che l'Osservatorio per la sicurezza stradale della Regione dedica agli 'over65', la fascia d'età che in Emilia-Romagna conta 680mila persone ed è la più coinvolta in incidenti stradali. Si tratta di una iniziativa dedicata alla formazione, con spazi per prove di guida in sicurezza, informazioni sulle regole della strada, anche in vista del rinnovo della patente, e consigli legati allo stile di vita, all'uso di farmaci e di alcol. "Gli anziani - sottolinea Donini - sono una tra le fasce più deboli quando si parla di sicurezza stradale. Sono anche le persone che spesso si prendono cura di nipoti e familiari, a volte impegnate nel sociale e per le quali la possibilità di guidare ha un importante significato di autonomia. Per questa ragione abbiamo ideato una campagna con l'Osservatorio regionale per offrire agli 'over65' occasioni di aggiornamento delle novità e delle regole del codice della strada". La campagna si snoderà poi con una serie di incontri: i primi sono a Bologna (Poliambulatorio via S. Isaia il 16 ottobre, Borgo Reno 10 novembre, via Beroaldo 5 dicembre), Casalecchio (Casa Salute 17 novembre), San Lazzaro (Poliambulatorio via Repubblica 20 ottobre e poliambulatorio S.Camillo 31 ottobre). Si concluderanno a fine dicembre coinvolgendo, in via sperimentale, anche 12 città della Bassa Romagna e dell'area Metropolitana di Bologna, per un totale di 18 appuntamenti. Il presidente dell'Osservatorio, Mauro Sorbi, spiega che gli anziani sono i più coinvolti "sia in qualità di autisti che come utenti deboli della strada, pedoni o ciclisti". Inoltre, presa la patente da giovani, spesso non hanno "aggiornamenti sull'evoluzione del codice della strada e della mobilità, privata e pubblica, e, fatta eccezione per i controlli medici obbligatori, non hanno possibilità di confronti, se non individuali, per adattare il proprio stile di mobilità con i cambiamenti di vita e le condizioni di salute. Per questo abbiamo messo in campo una collaborazione da un lato con le forze dell'ordine e le autoscuole e dell'altro con i distretti sanitari locali".