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FERRARA: 15 anni fa moriva Michelangelo Antonioni, la città lo celebra
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FERRARA: 15 anni fa moriva Michelangelo Antonioni, la città lo celebra


Ricorrono domani i 15 anni dalla scomparsa di Michelangelo Antonioni, uno dei registi italiani più apprezzati di sempre e considerato uno dei maggiori cineasti contemporanei. Morto a Roma nel 2007, era nato a Ferrara il 29 settembre 1912. “Quando faceva un film voleva annullarsi come uomo, non dare più ascolto ai problemi del quotidiano per dare invece spazio a una voce più profonda”, così lo ricorda la moglie, Enrica Fico, che lo aveva conosciuto nel 1970 durante le riprese americane del film Zabriskie Point nel deserto californiano. “Aveva perfino l’energia di un capo indiano, con quella pelle scura e quella secchezza nel viso, nelle mani. In quel deserto si è visto, ha visto anche la sua vera natura, e ha cambiato il suo modo di fare cinema”. Enrica Fico si ricollega anche al nuovo progetto, che coinvolge direttamente Ferrara: “Mi piacerebbe che lo Spazio Antonioni fosse proprio un deserto da riempire di incontri, progetti, iniziative, collaborazioni”. Un’iniziativa in cui sarà esposta anche una selezione dell'Archivio Michelangelo Antonioni: il fondo consta di oltre 47mila unità (tra libri, dischi, pellicole, lettere, fotografie, premi opere pittoriche e sceneggiature) che il Comune di Ferrara ha acquisito dal regista e dalla moglie. Un “luogo vivo della memoria di uno straordinario artista” dice Vittorio Sgarbi, presidente della Fondazione Ferrara Arte. Lo Spazio - realizzato nell’attuale Padiglione d’arte contemporanea - “sarà diviso in aree che assolveranno a funzioni differenti, rivolgendosi a un pubblico diversificato e a tipi di eventi eterogenei” afferma il curatore Dominique Paini, già direttore della Cinémathèque française e curatore della mostra Antonioni e le arti, ospitata a palazzo dei Diamanti nel 2013 e poi a Parigi, Bruxelles e Amsterdam. “Antonioni, con il suo cinema – dice l’assessore ferrarese alla cultura Marco Gulinelli - non ha mai abbandonato le immagini della sua terra: dalle città allineate lungo la Via Emilia fino a Ferrara e poi i Polesini fino al Delta. Ha saputo cogliere, come Giorgio Bassani, il canto di una provincia che circonda Ferrara, la pianura nel cui nulla invisibile della nebbia è diventato il moltissimo visibile, in cui si sogna vivendo quell’orizzonte. Ci manca – sottolinea - ma la speranza è che attraverso l’apertura dello Spazio Antonioni a lui dedicato al termine del 2023 si possa attraverso la sua matrice linguistica ritrovare quel tocco personale e inconfondibile, la sua visione personale del mondo che fatalmente diventa la nostra”.