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FORLÌ: Aeroporto, ancora solo voci | VIDEO


Tutto fermo, tutto congelato. La surreale situazione in cui da ormai troppo tempo versa l'aeroporto Luigi Ridolfi di Forlì non accenna a sbloccarsi. Robert Halcombe, l'imprenditore americano che ha in mano la concessione per operare sullo scalo forlivese è sempre più un fantasma. Ogni tanto viene segnalata la sua presenza in città, ma praticamente nessuno riesce a contattarlo. Nel frattempo i dipendenti di Air Romagna continuano ad accumulare stipendi non riscossi per una cifra complessiva che si appresta a raggiungere quota un milione di euro e anche le bollette delle utenze vengono saldate giusto in tempo per non provocare il taglio dei servizi. Dietro le quinte ci sarebbero due cordate d'imprenditori, romagnoli e non, interessati a subentrare ad Halcombe. Sull'andamento della trattativa ci sono solo voci, prive di alcun riscontro. Forse, e si sottolinea forse, i due gruppi potrebbero anche confluire in un unico progetto, così come lasciar perdere. Ci sarebbe, si dice, anche un terzo gruppo straniero, ma anche in questo caso non c'è alcuna prova a sostegno. L'unica cosa certa è che Halcombe ha il coltello dalla parte del manico: la società che detiene la concessione dell'aeroporto è sua e ne può, perciò, fare quello che vuole, anche tenere tutto fermo. Pare che agli emissari che lo avrebbero contattato, sempre con fatica, avrebbe chiesto un milione di euro per lasciare il campo. Nel frattempo l'Enac, che potrebbe togliere la concessione ad Air Romagna, temporeggia, conscia che se si dovesse ripartire da un altro bando europeo ci vorrebbero anni prima di arrivare ad un nuovo gestore.