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FORLI': Apertura Ridolfi, mancano i Vigili del Fuoco, fumata nera col Governo | VIDEO


Si complica la vicenda legata alla riapertura dell’aeroporto Ridolfi di Forlì. Martedì i dirigenti si sono recati a Roma per chiedere che lo stato si faccia carico dei costi delle norme di sicurezza. Incontro che si è concluso con un nulla di fatto.

3 milioni e mezzo di euro all’anno. Tanto è il costo del presidio dei Vigili del Fuoco necessario alla riapertura dell’aeroporto di Forlì. Una norma di sicurezza assolutamente indispensabile ma di cui lo Stato, almeno per il momento, non intende farsi carico. Questo l’esito dell’incontro tenutosi a Roma tra l’amministratore delegato della Fa srl Gasparrini, che gestisce il Ridolfi, ed il governo. L’obiettivo della società, che ha rilevato lo scalo dopo che era fallito nel 2013 era quello di convincere il Ministero dell’Interno, ad inserire l’aeroporto all’interno del piano nazionale, in modo che fosse poi lo Stato, e non i gestori, ad occuparsi di tutti i costi relativi alla sicurezza. Tra questi anche i circa 50 vigili del fuoco, divisi in quattro turni e impegnati a presidiare la zona 24 ore su 24. Il primo intoppo era arrivato già in aprile, quando la procedura si era bloccata a causa della documentazione presentata dalla Fa srl, che sosteneva Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, non era completa. Ora il nuovo sto, che dilata in maniera preoccupante i tempi di apertura. Necessario per uscire dallo stallo un decreto del Ministero degli Interni che inserisca l’aeroporto tra quelli di serie A. La riapertura dello scalo, che aspetta di rinascere dopo la disastrosa gestione dello statunitense Robert Halcombe, era prevista per ottobre ma, a questo punto, le speranze che questo accada non sono più tanto certe.