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FORLÌ: Rocca delle Caminate, "no" al faro acceso | VIDEO


Riaccendere il faro al castello di Rocca delle Caminate, quello che veniva acceso durante il  Ventennio quando Mussolini era presente, infuoca ancora il dibattito tra chi è favorevole e chi è contrario.  Dopo alcuni pareri positivi, tra i quali anche quello inaspettato dell'Anpi, ora arrivano invece le voci del "no".  Tra queste la  Fondazione Alfred Lewin e quella dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età Contemporanea , che sottolineano che "un conto è il recupero della struttura architettonica finalizzata a un uso culturale e sociale, un conto è il ripristino della funzione di un oggetto che aveva un significato  simbolico: comunicare alla popolazione della Romagna che Mussolini era a casa". La Rocca inoltre è stata anche carcere e luogo in cui furono imprigionati e torturati partigiani e oppositori del fascismo, ricordano i rappresentanti delle suddette associazioni.  Per questo motivo suggeriscono che si debba richiamare l’attenzione dei turisti con altri strumenti  come la curiosità di sapere, attraverso la conoscenza della storia. E per raggiungere questo fine le associazioni e gli istituti culturali si adoperano con iniziative e incontri, nelle scuole e non solo.  La richiesta delle due associazione  alle istituzioni, quindi, è quella  di esprimersi in merito alla domanda di illuminazione del faro con un dissenso non tanto per motivi economici quanto per il suo valore simbolico.  Da Cesena arriva, intanto, una voce altrettanto dura dalla Rete dei Comunisti  rappresentata da Leonardo Casetti che dichiara che la riaccensione del faro potrebbe  avere delle ricadute propagandistiche e ideologiche.