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RAVENNA: 30 anni fa moriva Zaccagnini, Mattarella presenzia alla celebrazione | VIDEO

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Un lungo applauso ha accolto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo ingresso al Pala De Andrè di Ravenna per la giornata dedicata a Benigno Zaccagnini, nel 30esimo anniversario della scomparsa. "L'onesto Zac" sarà ricordato con un fitto calendario di iniziative di carattere scientifico, divulgativo e istituzionale, promosse sia dall'amministrazione comunale di Ravenna e sia dal Centro Studi Donati, nonché dal mondo cattolico e associazionistico di cui Zaccagnini fu fondatore e protagonista. La cerimonia di questa mattina sarà aperta dai saluti del sindaco di Ravenna, Michele de Pascale. Seguirà l'intervento del professor Guido Formigoni, docente di storia contemporanea dell’università Iulm, che traccerà un profilo storico-biografico del politico della Dc. Prevista, poi, la proiezione di una sintesi del documentario “Benigno Zaccagnini. La mitezza della politica” prodotto da Rai cultura e in onda questa sera su Rai Storia per il ciclo "Italiani".

In platea tra gli altri, sono presenti il ministro dei Beni e delle attività culturali, Dario Franceschini; l'ex premier Romano Prodi, il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio; Vasco Errani (Leu) ex presidente della Regione Emilia Romagna; Rosy Bindi, ex presidente del Pd; Pier Ferdinando Casini, Pierluigi Castagnetti e Antonio Patuelli, presidente dell'Abi. Sugli spalti anche 1200 studenti delle scuole superiori. Parlamentare per dieci legislature, dall’Assemblea costituente del 1946 alla morte nel 1989, Zaccagnini fu segretario della Dc dal 1975 al 1980, durante gli anni delle Brigate rosse e del rapimento dell’amico e maestro Aldo Moro, durante il quale sostenne con dolore la linea della fermezza. Nato a Faenza, nonostante gli impegni 'romani' non dimenticò mai la Romagna e l’attività di medico pediatra, sua professione prima di entrare nella Resistenza.

 

COSA HA DETTO IL CAPO DELLO STATO

"Ricordo quando nel congresso fu riconfermato segretario, alla proclamazione non c'era. Era partito velocemente per Ravenna perché era morto un suo amico. Questo rifletteva il senso di umanità profondo che lo muoveva, perché la politica non può essere disumana". E' un passaggio dell'intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella giornata dedicata all'ex segretario della Democrazia Cristiana Benigno Zaccagnini, nel 30esimo anniversario della scomparsa. Quando Mattarella ha preso la parola al Pala De Andrè di Ravenna c'è stata una standing ovation del pubblico presente, tra cui molti studenti.

La ricerca "del bene comune insieme a tutti gli altri, al di là dei confini, ideologie, opinioni e sedi, è quello che Benigno Zaccagnini ha fatto in tutta la sua vita. Per questo gli siamo davvero profondamente riconoscenti": così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato a Ravenna la figura dell'ex segretario della Democrazia Cristiana a 30 anni dalla scomparsa. Mattarella, parlando al Pala De André, ha citato un passaggio dell'ultimo discorso pubblico di Zaccagnini: "'Io rappresento tutte le opinioni, le ideologie, le correnti, le posizioni, le convinzioni del nostro Paese. Questo non mi impedisce di sottolineare per ciascuna di esse, il loro carattere'. Questo messaggio, così attuale, in questa ultima occasione in pubblico di Benigno Zaccagnini - ha sottolineato il presidente della Repubblica - è in fondo il messaggio storico-culturale del cattolicesimo democratico che ha visto" nell'ex segretario della Dc "una figura esemplare vivendo, come ha vissuto, la sua profonda fede cristiana in maniera semplice, autentica, laica". Un atteggiamento "che lo accomuna a Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Aldo Moro. Un atteggiamento - ha concluso Mattarella - che non è una rinuncia alle opinioni e neppure un'attenuazione della propria aspirazione. Al contrario. E' la ricerca con tutti gli altri del bene comune".

"Vorrei sottolineare come sia di grande valore che Ravenna ricordi Zaccagnini a 30 anni dalla sua scomparsa, per il legame che vi era così forte tra Zaccagnini e il suo territorio. C'era del fascino in questo legame, così stretto, con la sua città e il suo territorio e la sua apertura verso l'altrove, verso ogni altra realtà": lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia, al Pala De André di Ravenna, in ricordo dell'ex segretario della Democrazia Cristiana. Il Capo dello Stato ha ricordato la veglia, la notte prima dei funerali, nel duomo di Ravenna, "una veglia improvvisata - ha detto - e illuminata dalle parole del vescovo di allora, Ersilio Tonini. In quelle ore notturne vi erano tanti ravennati nel Duomo e anche tante persone arrivate da ogni parte d'Italia". Questo perché "i giovani e i meno giovani - ha osservato Mattarella - percepivano l'autenticità delle sue parole e dei suoi comportamenti". Zaccagnini "era credibile - ha sottolineato ancora - quando parlava del fondamento etico dell'impegno politico e della tensione morale in politica. Avendo avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo per diversi anni, io ricordo il suo sorriso - ha concluso il presidente della Repubblica - che esprimeva il suo animo, la sua apertura, la sua disponibilità, la sua attitudine al dialogo e al confronto". 

IN MATTINATA L'OMAGGIO ALLA TOMBA

Prima delle celebrazioni pubbliche al Pala De André, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio alla tomba di Benigno Zaccagnini nel cimitero di Ravenna in occasione del 30esimo anniversario della scomparsa dell'ex segretario della Dc. Il Capo dello Stato, accompagnato dai figli di 'Zac', ha poi deposto un mazzo di fiori bianchi sulla lapide. Poi l'arrivo al palazzetto tra gli applausi e la standing ovation del pubblico presente, tra cui 1200 studenti sugli spalti, quando Mattarella si è alzato dalla prima fila della platea per salire sul palco e ricordare la figura di Zaccagnini. Al termine della cerimonia, il presidente della Repubblica si è fermato per le foto insieme ad alcuni alunni delle elementari che, in precedenza, avevano intonato in coro l'Inno di Mameli.