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RAVENNA: Caso Poggiali, la Corte di Cassazione “Indizi da rivalutare” | VIDEO


La Corte di Cassazione ha reso note le motivazioni che hanno portato alla sentenza che lo scorso 20 luglio ha annullato l'assoluzione per Daniela Poggiali, l'ex infermiera dell'Umberto I di Lugo accusata di aver ucciso con una dose letale di potassio la 78enne Rosa Calderoni. In pratica, secondo la Suprema Corte, non sarà necessaria una nuova perizia, ma si dovrà procedere con una nuova valutazione dell'intero compendio indiziario. In 53 pagine, firmate dalla presidente Antonella Patrizia Mazzei e dall’estensore Carlo Renoldi, si afferma che la ricostruzione dei fatti debba procedere dapprima dall’analisi delle singole unità, e poi attraverso una valutazione globale. La Cassazione si concentra in particolare sul deflussore della flebo utilizzato per somministrare la terapia alla donna ricoverata, dentro cui è stato trovato cloruro di potassio, nonostante la cura prescritta non prevedesse la presenza di potassio in soluzione. Il documento punta sul fatto che “lo stesso deflussore sarebbe inoltre rimasto nella disponibilità della Poggiali per un tempo significativo” e che, in base alle prove raccolte, era stato inserito in un ago-cannulla senza tracce di potassio, ma con tracce di sangue di un paziente di sesso maschile. Un procedimento che instilla dubbi e allunga l’elenco di argomentazioni che, secondo la Cassazione, sono da rivalutare proprio a causa di una “concreta possibilità di manipolazione del campione ematico dell’anziana da parte di Poggiali, rimasto nella sua disponibilità per un tempo ingiustificato”. Ora si attende la data per l’udienza in corte di Assise di Appello a Bologna per avviare una nuova fase del caso.