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RAVENNA: Crollo della chiusa “San Bartolo”, scagionati i tre progettisti | VIDEO


A distanza di circa un anno dal crollo della chiusa “San Bartolo” sul fiume Ronco situata in via Ravegnana, tra Forlì e Ravenna, nella quale perse la vita Danilo Zavatta, tecnico della protezione civile, è arrivata l’assoluzione nel processo che riguardava presunte irregolarità nel cantiere per la costruzione della stessa chiusa. E’ quanto si legge sul corriere di Romagna. La sentenza è arrivata nel tardo pomeriggio di mercoledì, a fronte della richiesta di condanna a due mesi ai tre imputati fatta dal pubblico ministero, Scagionati quindi, Daniele Tumidei, legale rappresentante dell’azienda Gipco, Angelo Sampieri, ingegnere strutturista e progettista della centrale, e Elisa Casanova, responsabile della ditta di Bertinoro che eseguì l’intervento. Erano accusati di avere realizzato opere provvisionali nell’alveo del fiume senza la prestabilita autorizzazione del Servizio tecnico di bacino e di aver eseguito le opere in discordanza rispetto al progetto definitivo approvato. Linea comune della difesa dei tre imputati è stata quella  di sottolineare che quelle opere contestate fossero provvisionali e funzionali solo alla preparazione del cantiere per la futura centrale idroelettrica. Opere che erano già state autorizzate nel 2015, secondo la difesa, e che in quanto provvisorie non era necessario che fossero documentate con disegni e calcoli nel progetto esecutivo depositato prima di iniziare i lavori. Rimane ancora l’inchiesta coordinata dal procuratore capo di Ravenna, pertinente, invece, alla morte del  tecnico Zavatta.