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RAVENNA: Il 16 maggio apre il nuovo Museo Dante
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RAVENNA: Il 16 maggio apre il nuovo Museo Dante


Il 16 maggio apre a Ravenna il nuovo ‘Museo Dante’. A due passi dalla tomba di via Alighieri, il pubblico potrà quindi visitare la struttura suddivisa in nove ambienti: la sala del tempo, quella del volto, la sala Montevideo, quella del culto, quella della fama e le tre sale della Divina Commedia. L’obiettivo, secondo l’amministrazione comunale bizantina nel 700esimo anniversario dalla morte del Sommo Poeta, è quello di consolidare la valorizzazione del culto di Dante con un allestimento contemporaneo e fruibile, che utilizza nuovi linguaggi per dare conto della Commedia e del lascito dantesco. Il ‘Museo Dante’ di Ravenna si inserisce in una nuova lettura della zona dantesca, che con il recente restauro della tomba, la futura Casa Dante e altri interventi si configura come parte centrale di un’operazione complessiva di valorizzazione e di innovazione nell’ambito delle celebrazioni del settimo centenario, progettato in accordo con la Regione, il Mibact, le altre città dantesche e le tante istituzioni culturali nazionali e internazionali che promuovono attività di studio, ricerca e divulgazione. “Preliminare al ripensamento dell’esistente Museo Dantesco – scrive l’ente locale - è stata la progettazione di un impianto gestionale che mettesse a sistema le diverse competenze e vocazioni connesse al luogo. L’edificio è infatti di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e al suo interno hanno sede la Biblioteca e il Centro Dantesco dei frati minori francescani. Con la convenzione che disciplina il riallestimento e la definizione del modello di gestione del nuovo museo è stata sancita la condivisione istituzionale tra la proprietà del prestigioso complesso monumentale, il Centro Dantesco e il Comune di Ravenna. Si è operato – viene spiegato - un superamento della storica gestione ripartita per competenza per un allestimento che, ispirato alle moderne tecniche museali, restituisca la pluralità e l’universalità dell’opera dantesca e nel contempo la profonda relazione tra la città e il suo poeta”.