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RIMINI: Bufera sulla Polizia municipale, “Agivano come sceriffi” | VIDEO


“Agivano come sceriffi”, quelli cattivi nei film che amministrano la giustizia a modo loro. È il quadro che emerge dalle indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Rimini che vede al centro otto agenti della Polizia municipale di Rimini. Gli indagati facevano tutti parte del Nucleo ambientale, un organismo composto da dodici vigili e fondato vent’anni fa per contrastare il degrado urbano. Tra le loro operazioni più note, quella denominata “Kebab connection” con la quale è stata sgominata una rete dello spaccio nel quartiere di Borgo Marina. La maggior parte degli agenti del Nucleo avrebbe concluso varie operazioni sottraendo denari agli spacciatori intascandoseli, senza dichiararli nei verbali, e distruggendo alcune prove. Dei pusher sarebbero anche stati spogliati su suolo pubblico e picchiati. Una storia fatta di disonestà e di senso di impunità che getta ingiustamente una cattiva luce sugli agenti che ogni giorno svolgono con fatica il proprio mestiere.

Tutto è partito da un paio di occhiali di marca sottratti dall’abitazione di uno spacciatore e da 1.400 euro scomparsi che sarebbero stati lo stipendio della sua fidanzata e non soldi illeciti. Dalle intercettazioni ambientali dell’appartamento si sente l’arrestato dire alla compagna “Sono più ladri dei ladri”, riferendosi agli agenti. Lei li denuncia e nel gennaio del 2016 parte l’indagine. La cosa si fa grossa. Gli inquirenti iniziano ad interrogare pusher fuori e dentro il carcere. Il Nucleo ambientale due mesi dopo viene sciolto e gli agenti indagati passano a dirigere il traffico. Fino a giovedì scorso quando il Gip Sonia Pasini emette l’ordinanza di custodia cautelare per quattro di loro. Uno dal Messico, dove si trova in vacanza, ha deciso di rientrare prima per costituirsi.