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RIMINI: Lotta alla prostituzione, dopo i clienti si punta agli sfruttatori | VIDEO

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È durata più di tre ore la commissione auditiva del Consiglio comunale di Rimini sul tema dello sfruttamento della prostituzione. L’amministrazione comunale è da tempo impegnata nella repressione del fenomeno, ma fino ad ora ha puntato il dito solo verso i clienti e le donne sui marciapiedi.

Da inizio anno, le multe a coppie cliente-prostituta, sorpresi a fare sesso all’aperto, ammontano a 150 mila euro. “L’effetto deterrente sta funzionando”, affermano le istituzioni. “Non puniamo le donne, ma chi le mette con la violenza sulla strada”, ad insistere è Adelina Sejdini, ex vittima del racket della prostituzione che, dopo la protesta di qualche settimana fa sotto al municipio, ha ottenuto l’incontro ad hoc tra le forze di maggioranza e opposizione.

Il risultato? Questura e Prefettura sigleranno un protocollo d’intesa per contrastare in maniera congiunta le origini del mercato dei corpi di donna; i “papponi”, così vengono chiamati i “proprietari” delle schiave del sesso, saranno l’obiettivo. L’aumento del fenomeno nei periodi fieristici pone poi il tema dell’educazione alla parità di genere, che sarà così inserita nel protocollo.

Il Comune si impegnerà, inoltre, a redigere un disegno di legge da presentare a Roma con gli stessi obiettivi. “La legge Merlin è datata – afferma il vicesindaco Gloria Lisi -, oggigiorno non esiste la prostituzione libera su strada. Anche perché qualora una donna decidesse di occupare un marciapiede, verrebbe subito allontanata con la forza dal clan mafioso che lo gestisce”. Qualcosa si sta muovendo, ma l’eliminazione di questa piaga è ancora lontana.