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RIMINI: Lupo appeso alla pensilina, denunciati i presunti responsabili | VIDEO


Quaranta secondi per trascinare la carcassa di 35 chili di lupo selvatico, appenderla alla fermata del bus 913 della frazione di Ospedaletto e fuggire via. I carabinieri di Rimini, dopo sei mesi di indagini, sono arrivati ad identificare quelli che ritengono essere i responsabili dell’atto dimostrativo del 4 novembre scorso avvenuto nel comune di Coriano, nel riminese. È la prima volta in Italia che vengono individuati i presunti responsabili di un fatto simile.

Determinanti le immagini di videosorveglianza del circondario, in particolare quelle di una farmacia che hanno ritratto un furgone sostare attorno alle 4 di notte del 4 novembre di fronte alla fermata incriminata. Attraverso uno screening di tutti i furgoni delle aziende della zona, si è arrivati ad identificare un Volkswagen Transporter con un’ammaccatura compatibile a quella ripresa nei video. Al suo interno sono state rinvenute tracce di sangue il cui Dna è risultato essere lo stesso del lupo. La testa dell’animale è stata fracassata con un oggetto contundente e prima gli sarebbe stato somministrato un topicida per stordirlo.

La rapidità dell’azione e le modalità in cui la bestia è stata appesa hanno subito fatto pensare ad esperti della macellazione di animali. Pratiche che, in base a quando rivelato dagli inquirenti, sarebbero avvenute anche in maniera abusiva nell’azienda agricola di Mulazzano in cui è stato rinvenuto il furgone. In base all’analisi dei tabulati telefonici si è arrivati alla denuncia di due soggetti: un 82enne, padre del titolare dell’azienda, e un dipendente della stessa di 43 anni. Il movente sarebbe stata la voglia di farsi giustizia da sé per i continui attacchi che il loro allevamento avrebbe subito negli anni ad opera dei lupi. Il Corpo forestale ha però individuato carcasse di pecore abbandonate nel cortile dell’azienda che fungerebbero da esca per i lupi.