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RIMINI: Nightlife disperata chiede aiuti, Riccione pianifica l'estate


Il mondo della notte affoga. I locali da ballo sono stati i primi a chiudere più di un mese fa a causa dell’epidemia da Covid-19 e saranno probabilmente gli ultimi a riaprire. Da Rimini, il presidente del Silb afferma che il decreto legge ‘Cura Italia’ li ha tagliati fuori. “Per non raccogliere solo macerie quando la tempesta sarà passata”, ha detto Gianni Indino che rappresenta la categoria anche a livello emiliano-romagnolo, sono state avanzate precise richieste di aiuti al governo. Pace fiscale per tutto il 2020; sospensione dei mutui, delle utenze e dei distacchi per morosità; ripristino dei voucher per il lavoro occasionale; riduzione dell’Iva al 10 per cento, e altre misure ancora.

Intanto, sempre in Riviera, c’è chi non si ferma, almeno nella programmazione dell’estate, dato che Pasqua può dirsi già saltata. “Non ci illudiamo che tutto torni come prima, però non stiamo con le mani in mano”, ha detto l’assessore al Turismo di Riccione, Stefano Caldari. Allo studio c’è una campagna di promozione turistica che non prevede grandi eventi ma che serve comunque a rassicurare gli operatori del settore. In molti puntano ad estendere la stagione all’autunno. È così anche nella vicina Cattolica. Dopotutto sono molti gli eventi sportivi saltati che potrebbero trovare in quei mesi una nuova ricollocazione.

Tornando alla movida, Silb-Confcommercio ha lanciato l’iniziativa ‘Un biglietto per gli eroi’ chiedendo al popolo della notte di donare l’equivalente di un ingresso in discoteca alla Protezione Civile. A Rimini è partita un’altra raccolta fondi, quella della comunità senegalese a favore dell’Ausl. In un mondo alla rovescia sono loro, con i familiari che li chiamano dall’Africa preoccupati, ad aiutarci a casa nostra.