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RIMINI: Piano nomadi, aree di destinazione si riducono a tre | VIDEO


Una querelle senza fine quella che segue l’intenzione dell’amministrazione comunale di Rimini di chiudere il campo nomadi abusivo di via Islanda. Tutti d’accordo nel portare via da quelle capanne malsane le famiglie di sinti, con tanto di bambini e malati a loro carico. Nessun accordo, invece, su dove riposizionarli. E oggi il conflitto, dalle proteste di strada, si è spostato in seno alla maggioranza di Palazzo Garampi.

Patto Civico ha detto no all’ultima revisione del progetto di divisione in 3 aree presentato dalla vicesindaca Gloria Lisi. Non più 6 0 7 zone per un sparpagliamento più capillare sul territorio comunale. L’ultima idea dell’amministrazione è quella di destinare gli attuali inquilini del campo di via Islanda a tre punti precisi: via Cupa a Corpolò, via Montepulciano a Gaiofana e via Feleto, dietro l’aeroporto. Tutte zone di campagna scarsamente abitate. Dopotutto in questi mesi la logica dei movimenti anti-nomadi è stata quella dell’“ovunque purché non vicino a casa mia”. Ed è così che i quartieri a densità abitativa più elevata dove era stato ipotizzato l’inserimento di una microarea - come Grotta Rossa, Villaggio Primo Maggio e Torre Pedrera - avevano fatto sentire la propria voce. Ad oggi avrebbero vinto la battaglia del non avere famiglie sinti dietro casa.

Ora il nuovo ostacolo per la giunta ha il volto dei compagni di banco in consiglio comunale. Una partita dai tempi supplementari incalcolabili.