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RIMINI: Vaccino, Sassoli dal Meeting, "Incosciente chi ha usato Sputnik senza ok Ema" | VIDEO


Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, a margine del Meeting di Rimini, ha criticato la scelta di San Marino di utilizzare il vaccino russo Sputnik. “Alcune scelte dovevano anche essere ponderate meglio, tra cui adottare dei vaccini non certificati da Ema. È una considerazione che le autorità di San Marino è bene che facciano”. “Come possiamo certificare qualcosa che non è certificato dalla nostra agenzia europea?", ha domandato retoricamente Sassoli. "Sarebbe un'incoscienza questa”. “Noi – ha aggiunto - non possiamo consentire ai cittadini d’Europa di diffondere un vaccino non certificato dall’autorità europea”. “Quindi credo” serva “una riflessione delle autorità di San Marino e di altri Paesi dei Balcani che hanno creduto, forse con troppa leggerezza, che il vaccino Sputnik fosse all’altezza delle condizioni che l’Europa stava mettendo in campo”. 

“In attesa di capire meglio quali saranno i passi da compiere nei confronti delle nuove autorità afghane, pensiamo sia un valore etico irrinunciabile fare ogni sforzo per garantire sicurezza a tutti coloro che in questi 20 anni hanno collaborato con noi e hanno creduto in noi” e lavorato con le organizzazioni internazionali. Così il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, intervenendo al Meeting di Cl a Rimini, sulla crisi afghana. “Ma dobbiamo sapere – ha aggiunto - che la nostra capacità di risposta dipenderà dal grado di solidarietà che sapremo dimostrare al nostro interno nel costruire politiche europee comuni”. Per Sassoli “senza una politica sanitaria europea non sarà possibile affrontare in futuro le nuove emergenze che arriveranno; senza una politica della sicurezza comune saremo fragili ed esposti alle minacce dei regimi autoritari; senza una politica europea per l’immigrazione e l’asilo non saremmo in grado di affrontare sfide che nei prossimi anni, dal Sahel all’Asia, vedranno in movimento milioni e milioni di persone che guarderanno all’Europa come terra del loro rifugio”.

“E' chiaro - ha spiegato Sassoli - che la drammatica crisi afgana riguarda anche l'Europa. La sconfitta dell'Occidente mette in discussione la nostra identità nel contesto globale. Ma non possiamo diventare spettatori sconcertati e impotenti. L'indignazione diffusa tra noi, i timori legati alle scelte dei nuovi governanti, le coscienze ferite dei nostri popoli rischiano di disperdersi nell'aria senza una assunzione di responsabilità comune dell'Europa".