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ROMAGNA: Piattaforme, Eni chiude i primi due impianti | VIDEO


Già dall’inizio dell’anno Eni aveva annunciato un programma di dismissione di alcune delle 60 piattaforme che si trovano tra Ravenna e Cervia, non tutte in produzione. Una decisione presa ancora prima del decreto blocca-trivelle confermato, nei fatti, dal premier Giuseppe Conte a settembre che ha ribadito la moratoria di 18 mesi introdotta dal Governo precedente.

Se Eni ha congelato l’investimento di 2 miliardi di euro previsti per i prossimi 4 anni in attività di sviluppo e mantenimento degli asset nell’offshore adriatico, ha avviato invece il decommissioning offshore relativo al Distretto di Ravenna che prevede un impegno economico di circa 150 milioni di euro in quattro anni con 33 pozzi da chiudere e 15 strutture da dismettere.

Ad essere state chiuse, come si legge sui quotidiani locali, sono state la piattaforma Armida, a 13 chilometri da Ravenna, e Regina 1, davanti a Rimini.

Appena sarà completato l’iter autorizzativo si procederà allo smantellamento di altre tre piattaforme: PC 73 al largo di Ravenna, Ada 3 (Chioggia) e Azalea A (Rimini).

Nel frattempo Eni ha aperto un bando per lo smantellamento delle piattaforme che chiuderà a settembre 2020.