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ROMAGNA: Tassa di soggiorno, un tesoretto per le casse comunali | VIDEO

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La tassa di soggiorno, detta anche tassa turistica, è un’imposta che deve essere pagata dai turisti alle strutture alberghiere, in cui alloggiano, nelle città d’arte e nelle località turistiche. Questa tassa, prevista per le città italiane e straniere di maggior interesse artistico-culturale, ha dei costi variabili in base alla municipalità o al Paese e viene riscossa da hotel, bed and breakfast, ostelli e campeggi. Le tariffe variano nelle città e nelle strutture. Sulla Riviera Romagnola in media è di 50 centesimi giornalieri nelle pensioni a fronte di tre euro per le strutture stellate. Nel 2019 a Rimini la tassa di soggiorno ha portato circa 10 milioni di euro nelle casse comunali con una crescita rispetto al 2018 di circa 400mila euro. Alla base dell’incremento delle entrate ci sarebbe in primis la crescita del turismo ma anche un recupero dell’evasione e un leggero innalzamento delle tariffe rispetto ai periodi precedenti. Nel Riminese l’imposta è stata introdotta 8 anni fa e il denaro viene utilizzato per il mantenimento della qualità dei servizi, dalla riqualificazione della città al miglioramento dei trasporti. Aumentate le entrate anche a Riccione, a Cattolica e a Misano. Le tariffe in quest’ultima cittadina della Riviera sono sensibilmente inferiori e in media una struttura a quattro stelle applica una tassa di soggiorno di 1,50 euro al giorno. L’amministrazione comunale prevede di investire le entrate, anche in queste città, nella manutenzione stradale e nei servizi alla cittadinanza ma anche nella promozione turistica e negli eventi che si svolgono durante l’anno. Nota dolente arriva invece per gli hotel che non corrispondono al Comune la cifra incassata. Dopo un’iniziale diffida con scadenza a trenta giorni, i titolari insolventi rischiano la licenza e la conseguente chiusura della struttura.