Guarda TR24 Canale 11, il network all news del territorio
attualità

RIMINI: Crac Aeradria, pm chiedono condanna per Vitali, Gnassi e Cagnoni | VIDEO


Un processo infinito si avvia alle battute finali. Per il crac della ex società di gestione dello scalo aeroportuale Fellini di Rimini, la procura ha chiesto le condanne per cinque imputati, tra cui tre nomi noti del panorama politico e industriale locale. Per l’ex presidente della Provincia Stefano Vitali sono stati chiesti 4 anni e 4 mesi, per l’ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi un anno e 4 mesi, per il presidente della fiera Lorenzo Cagnoni un anno. Oltre a loro, sono stati chiesti 3 anni e 8 mesi per il commercialista Santo Pansica e 3 anni per un ex dipendente della controllata Rdr, Fabio Rosolen. È stata invece chiesta l’assoluzione per l’ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli e per l’ex vicepresidente di Aeradria Mario Formica.

Secondo l’accusa, i big si sono adoperati nella gestione delle attività economiche della società forzando le regole per portare benefici economici al territorio. Gli imputati si sono da sempre professati innocenti e secondo i loro legali il loro operato non costituisce reato. L’anno scorso per molti dei reati contestati è scattata la prescrizione. Due le udienze nei prossimi mesi in cui prenderà la parola la difesa, mentre per il 14 dicembre è atteso il verdetto.

 

Aggiornamento ore 15:39

"Dieci anni trascorsi dal ‘fatto’: una lettera redatta dagli uffici e risalente al dicembre dell’anno 2011 che oggi, secondo la stessa Procura, non è più di 'patronage' ma derubricata con nuova interpretazione. Vicenda giudiziaria che ha già subito dibattito e processo, politico e mediatico per quasi nove anni, che ha impattato sulla vita delle persone (me compreso) in maniera dura e sofferta". A scrivere di suo pugno questa nota è l'oramai ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi che ha da poco ultimato il suo mandato. "Si confidava che anche su tale punto rimasto, dopo tutti i dieci proscioglimenti precedenti, alla luce delle plurime risultanze orali e documentali, si pervenisse anche da parte dell’accusa ad una diversa richiesta da quella formulata, per l’assoluta correttezza e trasparenza del mio operato - prosegue Gnassi -. L’attesa è fiduciosa, ma restano ferite comunque laceranti che non si leniscono anche considerandole connesse, come ormai, e purtroppo, tutti dicono, all’esposto e vulnerabile mestiere di sindaco".