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RIMINI: Criminalità negli hotel, indagati utilizzavano moneta complementare | VIDEO


Il sodalizio criminale operante nella gestione di hotel in Romagna portato alla luce dalla guardia di Finanza di Rimini dopo due anni di indagini, ricorreva a sofisticati metodi di pagamento per non fare apparire le proprie transazioni sul circuito bancario.

Le ultime risultanze investigative del Nucleo di polizia economico finanziaria di Rimini mostrano l’utilizzo, da parte di alcuni dei nove indagati dell’operazione ‘Popilia’, di monete complementari per gestire le strutture alberghiere prese in affitto tra Cesenatico, San Mauro Mare, Rimini e Castrocaro Terme.

In particolare, spiegano le fiamme gialle, questo metodo di pagamento serve a creare delle camere di compensazione di debiti e crediti dove non esiste tasso d’interesse e la valuta serve solo per acquistare o vendere bene e servizi. Una moneta che incentiva gli scambi, perché va utilizzata entro un lasso di tempo e non può essere convertita in euro, i cui iscritti sono perciò spinti a spendere facendo girare l’economia all’interno del circuito. Un’economia che però non appare ai radar dei circuiti bancari.

Nell’ultimo anno, da quanto è emerso, uno degli hotel gestiti dalle società riconducibili agli imprenditori calabresi indagati, ha registrato 28 mila euro di entrate e 32 mila euro di uscite in moneta complementare. Accertamenti che sono tutt’ora in corso anche sulle altre strutture.