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ELISABETTA ZANDOLI


EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 18 nuovi casi e zero decessi in 24 ore Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 18 nuovi casi e zero decessi in 24 ore

Sono 18 i nuovi casi di coronavirus in Emilia-Romagna rispetto a ieri, di cui 9 persone asintomatiche individuate nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Non si registrano decessi in tutto il territorio regionale. Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 23.548 (+37 rispetto a ieri): 217 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.331 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.567 a Piacenza (invariato), 3.729 a Parma (+1), 5.015 a Reggio Emilia (+1), 4.016 a Modena (+1), 5.098 a Bologna (+1); 405 a Imola (+1), 1.054 a Ferrara (+5); 1.093 a Ravenna (+5), 965 a Forlì (invariato), 820 a Cesena (invariato) e 2.227 a Rimini (+3).


EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 13 nuovi casi positivi e due decessi Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 13 nuovi casi positivi e due decessi

Sono 13 i casi di coronavirus in più rispetto a ieri, di cui 6 persone asintomatiche individuate nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. I 7 sintomatici sono nelle province di Parma (1), Modena (1), Bologna (2), Ferrara (1), Ravenna (1) e Rimini (1). Per la maggior parte riconducibili a focolai o a casi già noti. I tamponi effettuati da ieri sono 4.911, per un totale di 554.781, oltre a 1.628 test sierologici. I guariti salgono a 23.511 (+15): circa l’81% dei contagiati da inizio crisi. I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.189 (4 in meno di ieri). Si registrano due decessi. Si tratta di due donne della provincia di Modena e quella di Rimini. Il numero totale sale pertanto a 4.271. Questi i nuovi casi di positività sul territorio: 4.567 a Piacenza (invariato), 3.728 a Parma (+6, di cui 5 asintomatici), 5.014 a Reggio Emilia (invariato), 4.015 a Modena (+2), 5.097 a Bologna (+2); 404 a Imola (invariato), 1.049 a Ferrara (+1); 1.088 a Ravenna (+1), 965 a Forlì (invariato), 820 a Cesena (invariato) e 2.224 a Rimini (+1).


FORLÌ: Luxury Living diventa americana, la moglie del fondatore “Sono entusiasta” | VIDEO Attualità

FORLÌ: Luxury Living diventa americana, la moglie del fondatore “Sono entusiasta” | VIDEO

Svolta per lo storico marchio dell’arredo di lusso forlivese Luxury Living. Dopo l’annuncio oltre un mese fa, è arrivata la cessione dell’azienda a Lifestyle Design, divisione dell’americana Haworth, colosso da oltre 2 miliardi di fatturato. “Investiremo sul territorio e nei giovani”, ha subito specificato Dario Rinero di Lifestyle Design. Dunque il cuore imprenditoriale rimarrà in Romagna, là dove la visione di Alberto Vignatelli gli permise oltre 30 anni fa di fondare un gioiello dell’arredo di alta gamma che lavora per brand internazionali come Fendi, Trussardi o Bugatti. A dimostrazione che il gruppo forlivese manterrà il proprio business c’è la prospettiva di numerose prossime aperture di negozi all’estero, da Londra a Shanghai e San Francisco, già nel 2021. Attualmente l’azienda ha un giro d’affari di 90 milioni di euro e 250 impiegati e opera principalmente attraverso una rete di 80 rivenditori sparsi nel mondo. Olga Vignatelli, vedova del fondatore scomparso nel 2017, rimarrà ai vertici dell’azienda nella sua attuale veste di vicepresidente. “Sono emozionata ed entusiasta – ha commentato – considero un privilegio entrare a far parte di un gruppo industriale così solido e lungimirante. Ogni azienda da loro acquisita ha preservato e valorizzato la propria identità”.


EMILIA-ROMAGNA: Il Covid spinge le case vacanza, otto regole per evitare le truffe | VIDEO Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Il Covid spinge le case vacanza, otto regole per evitare le truffe | VIDEO

L’emergenza sanitaria ha spinto gli italiani a pianificare le vacanze in maniera diversa, preferendo spesso appartamenti e case vacanza per essere più indipendenti ed evitare il più possibile contatti con altre persone. Ma la polizia postale mette in guardia sul rischio di truffe quando si prenota online. In Emilia-Romagna nelle ultime settimane sono stati 14 i raggiri denunciati: le vittime hanno sborsato cifre ingenti, tra i mille e i 2mila euro, trovandosi però a bocca asciutta. La tecnica è sempre la stessa: si chiede una caparra, ma le strutture si rivelano essere inesistenti o molto diverse dagli annunci. La postale ha quindi stilato un vademecum di otto regole per evitare le truffe. Partendo dalle foto dell’annuncio: serve verificare che non siano di repertorio, a questo pro risulta utile la funzione ‘ricerca inversa immagini’ di Google, che permette di trovare quelle identiche presenti in rete. Per capire se la zona dell’immobile sia veritiera, il consiglio è di cercare la strada indicata sulle mappe disponibili nel web e visualizzare il luogo esatto tramite satellite. Occorre diffidare di chi pubblica offerte da poco tempo o ha solo un annuncio attivo. Mentre per capire se un prezzo è adeguato è opportuno fare una ricerca sulla zona attraverso la piattaforma in cui è presente l’inserzione. Per verificare che tutto sia regolare, fissare un appuntamento con il proprietario per una visita della casa. La richiesta di una caparra è legittima, purchè non superiore al 20% del totale. Mai inviare documenti personali, potrebbero essere usati per fini illeciti. Sul fronte dei pagamenti, la postale consiglia di effettuare versamenti solo su Iban o tramite metodi di pagamento tracciato: le carte di credito ricaricabili non offrono sufficienti garanzie di sicurezza.


ROMAGNA: Sanità, chiudono i reparti Covid ma l’attesa per gli esami è lunga | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Sanità, chiudono i reparti Covid ma l’attesa per gli esami è lunga | VIDEO

Oltre 200mila prestazioni ambulatoriali accumulate durante i mesi più intensi della pandemia, che ora vanno riprogrammate una per una. E’ il grande problema del sistema sanitario romagnolo post emergenza coronavirus. L’azienda sanitaria locale, guidata dal nuovo direttore Tiziano Carradori, sta valutando come risolvere il problema. Con tutta probabilità si farà maggiore ricorso alle cliniche private, ma non si esclude anche l’assunzione di nuovo personale medico per far fronte alla marea di visite arretrate. Dopo la fase più critica del coronavirus, che ha portato alla conversione di interi reparti alla cura dei pazienti Covid e fatto desistere molti a recarsi negli ospedali per paura del contagio, sono partite le telefonate per riprogrammare gli esami. Ma per alcune visite si parla di attese molto lunghe. “Anche durante uno tsunami come quello che abbiamo vissuto non sarebbe dovuto succedere che per rispondere all’emergenza si bloccasse tutto il resto”, ha affermato nei nostri studi Carradori. Anche perché sono state sospese visite importanti, come le specialistiche per decidere interventi chirurgici. Nel frattempo per fortuna si allunga anche la lista degli ospedali che chiudono i reparti dedicati al virus. Al Bufalini di Cesena è stato chiuso l’ultimo reparto Covid Post Acuti gestito dall’equipe dell’unità operativa di Geriatria e lungodegenza. Era stato aperto il 23 marzo scorso nel pieno dell’emergenza sanitaria. Senza più pazienti ricoverati per coronavirus, il nosocomio cesenate sta tornando alla normalità con il ripristino di tutti i reparti specialistici e le degenze.


EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 42 nuovi casi di cui 11 nell'azienda di logistica, zero morti Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Coronavirus, 42 nuovi casi di cui 11 nell'azienda di logistica, zero morti

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.435 casi di positività, 42 in più rispetto a ieri, di cui 34 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale. Dei 42 nuovi casi, 19 riguardano la provincia di Bologna e di questi 11 sono riferiti al focolaio già ampiamente noto a Bologna in una azienda della logistica. I nuovi tamponi effettuati da ieri in Emilia-Romagna sono 4.368, che raggiungono così complessivamente quota 483.309,  a cui si aggiungono altri  756 test sierologici, fatti sempre nelle ultime ventiquattro ore. Le nuove guarigioni sono 45 per un totale di 23.142, l'81% dei contagiati da inizio crisi. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.041 (-3 rispetto a ieri). Non si registra alcun decesso. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.252. Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.544 a Piacenza (+2), 3.645 a Parma (+2),  5.002 a Reggio Emilia (+1), 3.946 a Modena (+1), 4.888 a Bologna  (+19); 404 casi positivi a Imola (+1); 1.017 a Ferrara (+1). I casi di positività in Romagna sono 4.989 (+15), di cui 1.048 a Ravenna (+6), 959 a Forlì (+1), 791 a Cesena (+2) e 2.191 a Rimini (+6).


BOLOGNA: Focolaio di coronavirus alla Bartolini, Ausl "Uso saltuario delle mascherine" Attualità

BOLOGNA: Focolaio di coronavirus alla Bartolini, Ausl "Uso saltuario delle mascherine"

"Le regole, in magazzino, non venivano rispettate in modo sistematico. Abbiamo notato che, qualche volta, le persone non usavano la mascherina e non rispettavano la distanza di sicurezza di un metro. Non è che non venisse usata la mascherina in generale, ma veniva usata in modo saltuario, quindi non in modo corretto". Lo ha spiegato Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Bologna, che ha fatto il punto sul focolaio di coronavirus scoperto al magazzino della Bartolini. "Il primo campanello d'allarme", il primo caso di Covid-19, "è stato rilevato da un medico che poi ha accompagnato la persona al pronto soccorso, da lì si è attivato il tutto. Avremmo fatto ancora meglio se le persone che si sono sentite male avessero comunicato la cosa al medico curante, invece questo non è avvenuto. Purtroppo c'è gente che, passata la febbre, si è rimessa subito a lavorare. Doveva avere quell'attenzione e quella sensibilità di non andare a lavorare".