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ELISABETTA ZANDOLI


EMILIA-ROMAGNA: 24 nuovi positivi al coronavirus, 8 decessi in tutta la regione Attualità

EMILIA-ROMAGNA: 24 nuovi positivi al coronavirus, 8 decessi in tutta la regione

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.611 casi di positività, 24 in più rispetto a ieri. 3.673 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 297.854. Le nuove guarigioni sono 229 (19.389 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 4.146 (-213). Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 3.573, -190 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 80 (-2). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 493 (-21). Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 19.389 (+229): 1.237 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 18.152 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Purtroppo, si registrano 8 nuovi decessi: 6 uomini e 2 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.076. I nuovi decessi riguardano 1 residente nella provincia di Modena, 5 in provincia di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1 in quella di Forlì-Cesena (nel Forlivese). Nessun decesso tra i residenti nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini e da fuori regione.  Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.465 a Piacenza (1 in più rispetto a ieri), 3.478 a Parma (nessuno in più), 4.933 a Reggio Emilia (4 casi in più), 3.899  a Modena (2 in più), 4.573 a Bologna (9 in più); 393 le positività registrate a Imola (1 caso in più), 986 a Ferrara (nessuno in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.884 (7 in più), di cui 1.023 a Ravenna (3 casi in più), 942 a Forlì (nessun caso in più), 777 a Cesena (nessun caso in più), 2.142 a Rimini (4 in più).


EMILIA-ROMAGNA: 29 nuovi positivi al Covid, nessuno a Ravenna e Forlì-Cesena Attualità

EMILIA-ROMAGNA: 29 nuovi positivi al Covid, nessuno a Ravenna e Forlì-Cesena

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.587 casi di positività, 29 in più rispetto a ieri. 2.305 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 294.181. Le nuove guarigioni sono 114 (19.160 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 4.359 (-98). Sono 13 i nuovi decessi.  Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione. Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 3.763, -92 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 82 (-1). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid, scesi a 514 (-5). Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 19.160 (+114): 1.321 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 17.839 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi. Purtroppo, si registrano 13 nuovi decessi: 4 uomini e 9 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.068. I nuovi decessi riguardano 1 residente nella provincia di Reggio Emilia, 1 in quella di Modena, 6 in provincia di Bologna (nessuno nell’imolese), 3 in quella di Ferrara, 1 in quella diRavenna, 1 in quella di Forlì-Cesena (nel Forlivese). Nessun decesso tra i residenti nelle province di Piacenza, Parma, Rimini e da fuori regione. Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.464 a Piacenza (5 in più rispetto a ieri), 3.478 a Parma (4 in più), 4.929 a Reggio Emilia (nessun caso in più), 3.897 a Modena (1 in più), 4.564 a Bologna (14 in più); 392 le positività registrate a Imola (nessun caso in più), 986 a Ferrara (1 in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.877 (4 in più), di cui 1.020 a Ravenna (nessun caso in più), 942 a Forlì (nessun caso in più), 777 a Cesena (nessun caso in più), 2.138 a Rimini (4 in più). 


EMILIA-ROMAGNA: Lunedì riaprono piscine e palestre, tra sanificazioni e mascherine Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Lunedì riaprono piscine e palestre, tra sanificazioni e mascherine

Via libera, da lunedì, alla riapertura di piscine e palestre in Emilia-Romagna. Come previsto dall'ordinanza emanata domenica scorsa del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, sono stati approvati i protocolli con regole e requisiti condivisi dal tavolo regionale recepiti da una nuova ordinanza del presidente firmata oggi e che formalizza anche la riapertura anticipata degli stabilimenti balneari da sabato. Fra le misure previste, per piscine e palestre spiccano il divieto di assembramento dei clienti all'ingresso, l' installazione di dispenser con gel igienizzanti, l'adozione di cartellonistica sulle regole di comportamento, il rispetto distanziamento di almeno un metro tra le persone sedute e delle regole di igiene e pulizia dei locali. Oltre all'obbligo di mascherine per clienti e personale nelle palestre. Proprio nelle palestre il protocollo, prevede l'accesso alle strutture se protetti da mascherine chirurgiche (o analoghe mascherine consentite) che dovranno essere indossate anche durante la permanenza nelle aree comuni, tranne durante lo svolgimento dell'attività sportiva o motoria. Potrà essere rilevata all'ingresso la temperatura corporea, tramite termometro digitale senza contatto. Oltre alla sanificazione degli attrezzi e degli ambienti è previsto che i frequentatori delle palestre non potranno condividere cibo, bottigliette dell'acqua e vestiario. Quanto ai servizi igienici e spogliatoi, gli spazi dovranno consentire il distanziamento di almeno un metro e di non sarà consentito l'uso promiscuo degli armadietti mettendo a disposizione dei sacchetti per riporre gli effetti personali. Infine, sarà necessario garantire una aerazione adeguata dei locali, naturale e con impianti di ventilazione. Nelle piscine sarà obbligatorio l'uso delle mascherine negli ambienti chiusi e negli ambienti all'aperto dove non è possibile mantenere il distanziamento di un metro e deve essere assicurata la pulizia e disinfezione quotidiana dei locali, ambienti, sezioni, postazioni di lavoro. Deve essere svolta, inoltre, una regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici, attrezzature che vanno disinfettate ad ogni cambio di persona o nucleo famigliare. Occorre anche garantire la disponibilità in vari punti di erogatori con soluzione disinfettante per l'igienizzazione delle mani. Per quanto riguarda gli ombrelloni nelle aree esterne, dovrà essere rispetto del limite minimo di distanza tra ombrelloni della stessa fila e tra file che garantisca una superficie minima ad ombrellone di 12 metri quadrati a paletto. Negli spogliatoi e docce, occorre assicurare le distanze di almeno un metro e non è consentito l'uso promiscuo degli armadietti. La pulizia è prevista più volte durante la giornata e la disinfezione a fine giornata dopo la chiusura. Le aree giochi per bambini vanno delimitate ed individuate. (immagine d'archivio)


ROMA: Intesa notturna governo-Regioni su Dpcm, Bonaccini “Omogeneità per tutta Italia” | VIDEO Attualità

ROMA: Intesa notturna governo-Regioni su Dpcm, Bonaccini “Omogeneità per tutta Italia” | VIDEO

"Alla fine il risultato è arrivato": così il presidente della Conferenza delle Regioni e dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, al termine dell'incontro notturno con il governo che ha chiuso un lungo sabato di confronto. "In un'ottica di collaborazione istituzionale si è ricercata e si è trovata una soluzione con l'accordo raggiunto venerdì tra Regioni e Governo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini”. I governatori erano insorti perché le regole territoriali non erano state specificate e incluse nell’ultimo decreto, creando ambiguità nelle norme. Il governo si è quindi impegnato a richiamare nel testo e negli allegati le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali per le riaperture a partire da lunedì. “Ciò assicurerà, peraltro - ha continuato Bonaccini - omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese". Il governatore è intervenuto anche sul Mes: "bisogna investire sempre di più sulla sanità pubblica e territoriale. E se arrivassero all'Italia 36 miliardi di euro per questo - che per l' Emilia-Romagna potrebbe voler dire circa 2 miliardi e mezzo - io li prenderei immediatamente per rafforzare strutture, tecnologie, servizi e operatori. Il resto è ideologia e propaganda, buona per un comizio elettorale. Ma i comizi non curano le persone". "Non basta stanziare risorse ingenti, i soldi devono arrivare in fretta a famiglie, imprese, cittadini - osserva - il governo ha fatto bene durante l'emergenza, ma adesso bisogna accelerare: nella ricostruzione bisogna fare di più e meglio. Tutti, noi compresi".


EMILIA-ROMAGNA: Lettera dei balneari a Conte, “Misure economiche insufficienti” Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Lettera dei balneari a Conte, “Misure economiche insufficienti”

Una lettera congiunta, firmata da tutti i consorzi e le cooperative degli esercenti balneari della riviera emiliano-romagnola, per ribadire al premier Conte e al governatore Bonaccini che "le misure messe in campo in questa crisi per il turismo sono insufficienti". Un documento per rimarcare l'indifferenza da parte delle istituzioni al mondo del balneare, il caos nella stesura dei protocolli e l'anomalia di alcune norme (come quella sul contagio equiparato ad infortunio sul lavoro) che rendono, secondo i balneari da Riccione a Comacchio, ancora più problematico affrontare questa stagione turistica. “Non si tiene nella giusta considerazione che l’intero comparto rappresenta il 15 % del PIL nazionale e una percentuale ancora più rilevante di quello della regione Emilia-Romagna”, scrivono gli imprenditori. “Se le nostre aziende non verranno aiutate attraverso immediati provvedimenti che prevedano riduzione dell’IVA, eliminazione del canone demaniale per i prossimi anni, affrancamento dal costo del servizio di salvataggio, riduzione dell’IMU e della TARI, allora saranno destinate all’oblio”. Di seguito il testo intergale della lettera. Egr. Presidente, le misure economiche finora adottate per il settore del turismo evidenziano, dopo una prima lettura delle anticipazioni sul decreto Rilancio, che questa importante voce del bilancio nazionale, regionale e locale, viene trattata con considerazione insufficiente in riferimento alla sua rilevanza economica e sociale.        Non si tiene nella giusta considerazione che l’intero comparto rappresenta invece il 15 % del PIL nazionale e una percentuale ancora più rilevante di quello della Regione Emilia Romagna.          Il settore del turismo corre il rischio di essere dimenticato e abbandonato. In particolare quello balneare sta subendo una battuta d’arresto dalla quale probabilmente non si potrà più riprendere. Soprattutto quelle micro imprese a conduzione famigliare che, tanto lustro hanno dato negli anni a questa vera e propria industria dell’accoglienza.       La crisi che ci attanaglia, se non adeguatamente affrontata, porterà con sé non solo le imprese, le famiglie che vi lavorano e i dipendenti impiegati nel settore, ma trascinerà nel baratro anche le nostre Amministrazioni Comunali che sono ormai al collasso. Ne consegue che tutta la comunità verrà a soffrire della mancanza di un sostanziale indotto che, fino a qualche mese fa, alimentava l’intero tessuto sociale       Nei vari provvedimenti, finora emanati a sostegno delle imprese, non si riscontra alcuna vera e concreta indicazione a favore del balneare.       Presidente… se le nostre aziende non verranno aiutate attraverso immediati provvedimenti che prevedano: la riduzione dell’IVA, la eliminazione del canone demaniale per i prossimi anni, l’affrancamento dal costo del servizio di salvataggio, la riduzione dell’IMU e della TARI, allora… saranno destinate all’oblio.       Altra problematica fondamentale per il comparto balneare, in questo momento di grande incertezza per le imprese, è la necessità che venga riconosciuta alla Regioni la possibilità per cui i protocolli dalle stesse emanati abbiano un valore cogente e costituiscano per le imprese balneari un punto di riferimento certo.             Inoltre, per ultimo, ma non per questo di minore rilevanza, il problema della responsabilità in caso si dovessero malauguratamente verificare situazioni di contagio da Covìd – 19 all’interno delle nostre aziende.        L’art. 42, comma 2, del decreto legge n. 8 del 17 marzo 2020 (cosiddetto decreto Cura Italia, convertito con modificazioni nella legge 24 aprile 2020 n. 27), ha sancito che il contagio da Coronavirus, quando verificatosi in occasione di lavoro, debba essere trattato dall’INAIL come un infortunio sul lavoro.        Ne deriva, inevitabilmente, una potenziale responsabilità del datore, di rilevanza anche penale, per l’ipotesi in cui i suoi dipendenti risultino effettivamente essere stati contagiati in ambito lavorativo, con oneri gravosi a Suo carico per provare di essere esente da responsabilità.        La stagione estiva, climaticamente ormai alle porte, solo se ben affrontata e gestita con l’impegno da parte di tutti, ci potrà consentire di sopravvivere e in seguito riprendere la faticosa strada della crescita per tornare ad occupare il ruolo trainante che avevamo prima dell’emergenza sanitaria. 


RAVENNA: Detenuto positivo al Covid19 in carcere, disposti tamponi a tappeto Cronaca

RAVENNA: Detenuto positivo al Covid19 in carcere, disposti tamponi a tappeto

Un detenuto di origine straniera è stato trovato positivo al Covid-19 all'interno del carcere di Ravenna. La scoperta, riporta la stampa locale, è stata fatta in ragione di un imminente trasferimento in un altro carcere: circostanza che, giovedì pomeriggio, ha portato a eseguire un tampone i cui risultati sono giunti il giorno dopo. A quel punto nella struttura sono scattati circa 200 tamponi tra detenuti (73) agenti della polizia penitenziaria (70), direttrice, personale medico e infermieristico, psicologi e psichiatri. Èstata anche stilata una lista delle persone, compresi compagni di cella e avvocati, con cui l'uomo è venuto a contatto. Al momento le analisi sembrerebbero escludere la presenza di un focolaio in carcere. Il detenuto, asintomatico e senza alcun sintomo influenzale nelle ultime settimane, da qualche mese era in cella a Ravenna: ora è in isolamento in attesa dei risultati di un ulteriore tampone eseguito ieri. La situazione ha portato a una sospensione temporanea dei colloqui interni con gli avvocati.


EMILIA-ROMAGNA: Spiagge, gli stabilimenti aprono il 25, “Soddisfatti delle regole regionali” | VIDEO Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Spiagge, gli stabilimenti aprono il 25, “Soddisfatti delle regole regionali” | VIDEO

Le regole sono pronte, i bagnini anche. Negli stabilimenti balneari dell’Emilia-Romagna c’è voglia di dare finalmente il via alla stagione turistica, dopo tanta attesa. Il protocollo della Regione per le spiagge è accolto con favore dagli imprenditori del settore. "Nel complesso il giudizio sulle norme decise dalla Regione è positivo - spiega ai nostri microfoni Simone Battistoni, presidente del Sindacato balneari Emilia-Romagna -, è chiaro che si tratta di una mediazione tra ciò che si faceva prima e le nuove esigenze sanitarie. Gli imprenditori balneari perderanno profitti, questo è chiaro, ma ci rifaremo i prossimi anni, l'importante è tornare a lavorare e accogliere i nostri clienti in sicurezza". Battistoni annuncia una novità: lunedì 18 maggio si potrà tornare a frequentare le spiagge, ma gli stabilimenti potranno riaprire dal 25.