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MIRCO PAGANELLI



EMILIA-ROMAGNA: Vaccino anti-Covid, in arrivo le prime 260 mila dosi a gennaio Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Vaccino anti-Covid, in arrivo le prime 260 mila dosi a gennaio

La Regione Emilia-Romagna ha già predisposto un piano per la distribuzione del vaccino anti-Covid. Si partirà da gennaio con le prime dosi destinate ad anziani ed operatori sanitari.   Già prenotate 260 mila dosi del vaccino anti-Covid attese in Emilia-Romagna per gennaio 2021. Dietro la spinta di Roma, l’assessorato regionale alle Politiche per la Salute e le aziende sanitarie e ospedaliere hanno già individuato tra Rimini e Piacenza le strutture sanitarie per la somministrazione delle prime dosi, oltra ai centri di stoccaggio regionali. Il vaccino di questa prima tranche avrà la firma delle aziende gemellate Pfizer e Biontech, quello che richiede lo stoccaggio a bassissime temperature. Per questo sono stati individuati luoghi idonei alla conservazione con congelatori che raggiungono i -85 gradi centigradi. Luoghi che per ragioni di sicurezza, come richiesto dal ministero della Salute, non verranno resi noti. La ricognizione dei depositi e delle strutture per la somministrazione è avvenuta venerdì in un incontro in video conferenza organizzato da viale Aldo Moro. I criteri della scelta, fa sapere la Regione, sono stati il bacino d’utenza e il personale sanitario impiegato in grado di raggiungere il presidio in un lasso di tempo che va dai 30 ai 60 minuti. Le prime dosi del tanto atteso vaccino saranno destinate al personale sanitario e alle residenze per anziani. Le dosi saranno, come rivelato da Repubblica Bologna, 260 mila, ma i primi vaccinati saranno 130 mila dato che è richiesto il richiamo. Entro due settimane dall’arrivo delle dosi avverrà la prima somministrazione. La seconda, due settimane dopo.


RIMINI: Parco eolico, Gnassi ribadisce il 'no' dopo i riscontri del privato | VIDEO Attualità

RIMINI: Parco eolico, Gnassi ribadisce il 'no' dopo i riscontri del privato | VIDEO

“Ho già dato mandato agli uffici di ribadire per ogni via il nostro ‘no’ al progetto”. Non usa mezzi termini il sindaco di Rimini Andrea Gnassi nel trattare il dossier sul parco eolico. Tre giorni fa l’azienda Energia Wind 2020, quella che ha presentato il progetto, ha inviato al ministero delle Infrastrutture il riscontro alle osservazioni del Comune di Rimini. Gli enti locali possono dire la loro “ma non nel mare territoriale e in particolare per ciò che concerne la produzione di energia, in quanto tali attività ricadono nelle esclusive competenze dello Stato”. È ciò che estrapola dalla comunicazione tecnica il sindaco, che lo riassume così: “Potete opporvi ma non avete potere per farlo”. “Il paesaggio per la comunità riminese è un valore non negoziabile”, afferma tombale Gnassi. Il suo tono si fa guerrigliero: “Ci dite ‘dite la vostra’ e poi decidono gli altri? Non andrà così. Questo è certo”, afferma. Il documento tecnico fa luce anche sui benefici che ricadrebbero sul territorio riminese. La società privata si rende disponibile a valutare interventi di efficientamento energetico per gli edifici comunali e l’illuminazione pubblica. Ritiene poi che non esistano dati oggettivo sulle ripercussioni turistiche di impianti off-shore, e fa il caso della Danimarca. Ma il paragone tra la Romagna e il Mare del Nord per Gnassi non regge affatto. “Mettiamo allora le pale nelle Foreste Casentinesi?”, domanda provocatorio il primo cittadino dicendo ‘no’ a “scorciatoie” verso la transizione energetica “mostruose e ammazza turismo”, così le chiama.


RIMINI: Video appello dei consiglieri comunali, “Uniti contro il Covid” | VIDEO Politica

RIMINI: Video appello dei consiglieri comunali, “Uniti contro il Covid” | VIDEO

Alcuni consiglieri comunali di Rimini di schieramenti opposti hanno realizzato un video-appello in cui chiedono alla comunità di rispettare le norme anti-contagio e di restare uniti in questo periodo di emergenza.   Dal centro destra al centro sinistra passando per i civici, l’appello di alcuni consiglieri comunali del Riminese è unanime: “Uscire dall’emergenza dipende da noi”. L’autrice del video è Vania Arcangeli, il regista il consigliere comunale della Lega di Rimini, Carlo Grotti Trevisan, il quale dice: “Penso che la situazione sia molto complicata sia per chi governa, che per chi deve criticare” il governo. “Sicuramente non condivido molte scelte governative – precisa -, però abbraccio l’idea che dobbiamo essere tutti uniti in un periodo di emergenza”. “Anche se come me siete contrari politicamente a questo governo – afferma nel video il consigliere di Forza Italia, Carlo Rufo Spina – aiutiamo lo stesso tutto il nostro sistema e le istituzione a superare la crisi sanitaria e a limitare la crisi economica”. “È difficile governare in questo momento – aggiunge la consigliera comunale leghista di Misano Adriatico, Veronica Pontis -. È difficile per il governo, per gli amministratori. Quindi rispettiamoci. Tutti insieme al di là del colore politico”. Nel video sono presenti anche il consigliere del Partito Democratico, Simone Bertozzi, e della lista civica Vincere per Rimini, Filippo Zilli, i quali entrambi ricordano di indossare la mascherina, lavarsi le mani e rispettare le distanze.


SAN MARINO: La pandemia è già costata 3,5 milioni di euro | VIDEO Attualità

SAN MARINO: La pandemia è già costata 3,5 milioni di euro | VIDEO

L’Istituto per la Sicurezza sociale di San Marino ha reso note le spese per fare fronte all’epidemia di coronavirus. Si tratta ad oggi di 3,5 milioni di euro per macchinari sanitari, reagenti e mascherine, oltre a 7 milioni per i farmaci.   La pandemia ha presentato il suo conto alla Repubblica di San Marino anche sul piano finanziario. L’Istituto per la Sicurezza sociale ha fatto sapere che al 31 ottobre risultano impegni di spesa per oltre 2 milioni e 600 mila euro per fare fronte all’emergenza sanitaria. Questi comprendono materiali e dispositivi sanitari, reagenti di laboratorio per i tamponi, oneri previdenziali e sociali. In mezzo ci sono anche 345 mila euro per apparecchi come respiratori polmonari, pompe volumetriche e saturimetri. Ai 2,6 milioni di euro vanno poi aggiunti 830 mila già spesi nei primi quattro mesi dell’emergenza per mascherine e gel igienizzanti, ed è già stato previsto un ulteriore milione per l’acquisto di dpi. Nello stesso periodo si sono spesi quasi 7 milioni di euro in farmaci, in gran parte per fare fronte al Covid. Ulteriori 160 mila euro sono stati spesi per l’adeguamento degli ambienti e la realizzazione di ambulatori e reparti Covid. La buona notizia arriva dalle donazioni che ammontano a 2 milioni. “Una grande mobilitazione” e “un alto senso di solidarietà”, ha commentato l’autorità sanitaria sammarinese. Un aiuto arriva anche dall’Itala. Giovedì il ministero della Salute di Roma ha inviato 48 flaconi di Remdesivir, il farmaco impiegato nel contrasto all’infezione virale. La segreteria di Stato per la Sanità fa inoltre sapere di avere stipulato un accordo con l’Italia anche per la fornitura del vaccino contro il Covid. Sul fronte degli spostamenti sono stati stipulati poi accordi con le prefetture di Rimini e Pesaro che prevedono un aumento dei controlli alla frontiera. Si potrà andare sul Titano solo per motivi di lavoro o necessità, come fare visita a un parente non autosufficiente, o la spesa se si vive in una frazione vicina al confine. Niente aperitivi o shopping.


RIMINI: Cento euro per un tampone, Federconsumatori “Il mercato non speculi” | VIDEO Attualità

RIMINI: Cento euro per un tampone, Federconsumatori “Il mercato non speculi” | VIDEO

Molte persone si rivolgono a laboratori privati per l’esecuzione di tamponi e test sierologici. I prezzi non sempre sono alla portata di tutti e in alcuni casi superano i 100 euro. Questa la situazione in provincia di Rimini.   Un tampone molecolare può costare 100 euro in un laboratorio privato del centro di Rimini. In un altro comune della zona sud della provincia arriva persino a 105 euro. Questa la situazione fotografata da Federconsumatori. Eppure nello stesso capoluogo c’è chi il tampone lo esegue a partire da 75 euro. Una forbice che riguarda anche i tamponi rapidi. Qui i prezzi vanno dai 25 ai 70 euro di due laboratori riminesi passando per i 45 di un laboratorio della Valmarecchia. Altro capitolo, il test sierologico. In tutta la provincia i prezzi variano in maniera casuale. Quello rapido va dai 25 ai 37 euro e quello quantitativo da 35 a 50. Un laboratorio riccionese fa pagare 27 euro quello qualitativo e 50 euro quello quantitativo. Il ricorso ai centri privati potrebbe alleggerire il carico di lavoro dell’Ausl, ma per ora i costi degli esami non sono alla portata di tutti. “Già alcuni mesi fa avevamo chiesto a livello regionale, con un’interrogazione alla presidenza della Regione, di poter calmierare i prezzi come avvenuto per le mascherine in modo tale che il mercato non speculi su questa necessità. – ha commentato il presidente di Federconsumatori Rimini Graziano Urbinati -. Le mascherine, così come i tamponi, sono un presidio utile e necessario per contenere la pandemia e quindi devono poter essere possibilmente a disposizione di tutti. Calmierarne il prezzo potrebbe essere utile anche per decongestionare le file dei tamponi fatti dall’Ausl, la quale non riesce a soddisfare tutte le richieste, e soprattutto eliminare quel gap tra chi può farsi un tampone a settimana e chi invece lo deve fare solo quando risulta sintomatico o ammalato”.


ROMAGNA: Covid, in una settimana +17% di ricoveri | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Covid, in una settimana +17% di ricoveri | VIDEO

L’ultimo bollettino settimanale dell’Ausl Romagna sulla situazione epidemiologica mostra come dal 9 al 16 novembre si sia registrato un totale di 3.744 nuove positività al coronavirus nelle tre province romagnole. Un numero in continua crescita, anche perché continua ad aumentare il numero di tamponi processati. Però, come nelle scorse settimane, aumenta la quota dei tamponi che risultano positivi. Uno ogni dieci nell’ultima settimana. Un’incidenza più bassa di quella nazionale, ma che mostra come il virus continui a circolare. Un tasso, quello dei tamponi positivi, cresciuto soprattutto nel Riminese e nel Cesenate. Un fronte che desta preoccupazione è quello dei posti letto occupati da pazienti Covid, che sono diventati 482, un aumento del 17% rispetto alla settimana prima. Una crescita che risulta omogenea in tutte e tre le province romagnole. All’interno di questo dato si registra anche un aumento, seppure lieve, delle terapie intensive. In Romagna attualmente ci sono 42 ricoverati per Covid ogni 10 mila abitanti a fronte di una media regionale di 53 ricoveri. Nonostante ciò, “i valori assoluti dei contagi restano alti, e conseguentemente pure i numeri dei ricoveri”, rimarca il direttore sanitario dell'Ausl Romagna Mattia Altini. Un quadro che costringe gli ospedali a rimanere nel ‘livello rosso’ del piano dei posti letto. “Un’ulteriore crescita di ricoveri significherebbe limitare il resto dell'attività sanitaria, le prestazioni non urgenti. Ma questa è una situazione che vogliamo evitare a tutti i costi”, precisa Altini. Attualmente deve ancora essere completato il recupero delle prestazioni saltate durante la prima ondata. Infine il dato più nero, quello dei decessi. Da inizio epidemia in Romagna sono morte 631 persone che hanno contratto il Covid-19.