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MIRCO PAGANELLI


GRECIA: Quarantena per emiliano-romagnoli, Bonaccini “Perdono opportunità” | VIDEO Attualità

GRECIA: Quarantena per emiliano-romagnoli, Bonaccini “Perdono opportunità” | VIDEO

Ancora problemi con le chiusure di alcuni confini in Europa dopo il lockdown, con i governi dell’Unione che vanno in ordine sparso. La Grecia ha precisato che chi proviene da un aeroporto di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna dovrà sottoporsi a un test per la ricerca del coronavirus all’arrivo. Se risulta negativo verrà messo in quarantena per 7 giorni. Se risulta positivo, l’isolamento sarà di due settimane. “Facciano come credono”, ma così “perderanno una grande opportunità”, ha detto in tv il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, il quale ha precisato che i greci nella sua regione saranno invece “i benvenuti”. Rispetto a quanto trapelato nei giorni scorsi, Atene apre dunque all’Italia dal prossimo 15 giugno con delle forti restrizioni, però, per quelle zone che considera “a rischio” e che di fatto ne scoraggiano il turismo in uscita. Dal primo luglio nel Paese ellenico ci si limiterà invece a fare controlli a campione sugli arrivi internazionali. Sempre Bonaccini ha commentato pure la riapertura del 3 giugno in Italia. “Qualche quota di rischio va presa altrimenti non riapriremmo mai”, ha detto il presidente, precisando che in questi giorni si farà una valutazione sugli effetti della riapertura del 18 maggio. “Parlare di vacanze non è una banalità se guardiamo il contributo all'intero Pil del turismo”, ha aggiunto Bonaccini.


ROMAGNA: Prove d'estate nel weekend, spiagge accolgono i primi clienti | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Prove d'estate nel weekend, spiagge accolgono i primi clienti | VIDEO

Nessuna criticità fino ad ora riscontrata con la nuova organizzazione degli stabilimenti balneari in Romagna, nonostante l’inedita fretta con cui si è riaperto dopo il lungo lockdown. Il weekend che ha preceduto la Festa delle Repubblica ha visto il prevalere di clienti locali ed emiliani, data la chiusura dei confini. Ma dal 3 giugno tutto cambia. Secondo un’indagine di Coldiretti, questo mese saranno 7 milioni gli italiani in viaggio, il 90% dei quali resterà in Italia a causa del Covid. La Fase 2 diventa dunque un’occasione per la Romagna per rafforzare il mercato interno, specie quello di veneti e di lombardi dopo l’ufficialità degli spostamenti extra-regione validi anche per loro tra le polemiche di alcune regioni del Sud. “Milanesi, venite da noi”, ha così colto l’occasione la sindaca di Riccione, Renata Tosi, invitando il sindaco Beppe Sala e i suoi concittadini a scegliere la Romagna per la tintarella. Ma le prenotazioni per giugno languono, si spera nel last-minute. Ne cominciano ad arrivare per luglio e agosto, anche dall’estero. Per ora si guarda al 2 giugno. I controlli anti-assembramento sulle spiagge si fanno più serrati dato che l’epidemia non si è estinta. Al momento nulla di eccezionale da segnalare, a parte la passerella di uno stabilimento di Rimini tinta coi colori dell’arcobaleno Lgbt, le cui immagini hanno fatto il giro dei media nazionali e dei social, anche all’estero.


RIMINI: Case di riposo, 45 morti in provincia da inizio epidemia | VIDEO Attualità

RIMINI: Case di riposo, 45 morti in provincia da inizio epidemia | VIDEO

Il conto più salato in questa epidemia di coronavirus, si sa, lo hanno pagato gli anziani. In particolare quelli ospitati nelle strutture a loro dedicate, data la concomitanza tra l’età avanzata e la presenza di pluripatologie. Alla luce di un rapporto dell’Istituto superiore di sanità e dei dati forniti dalla Regione Emilia-Romagna, l’Ausl Romagna ha eseguito un’analisi sul contagio nelle Cra, le Case residenze per anziani della provincia di Rimini, la più colpita dal Covid nel territorio di sua competenza. Sono in tutto 45 gli anziani delle ex Rsa deceduti tra il 25 febbraio e il 18 maggio dopo essere risultati positivi al coronavirus. Dei 916 ospitati sono stati 140 i contagiati. Sono dunque morti un positivo ogni tre. L’età media dei decessi è stata di 87 anni. 62 sono stati i guariti. Colpiti dall’epidemia anche gli operatori sanitari delle Cra riminesi, 40 in totale di cui 30 guariti. L’Ausl assicura che si è intervenuti con la “massima tempestività” attraverso l’esecuzione di tamponi a tappeto, l’isolamento degli infettati in aree Covid con uno staff dedicato, il rafforzamento dell’organico e la formazione. Formazione che, sempre secondo quanto precisa l’azienda sanitaria, sin dal 2010 approfondisce il tema delle infezioni correlate all’assistenza di anziani. In base ai dati della Regione, in Emilia-Romagna è attribuibile al Covid quasi il 70 per cento dei morti in più a marzo tra gli uomini, e il 50 per cento tra le donne.


ROMAGNA: Confindustria, metà delle aziende ha subito “effetti severi” | VIDEO Economia

ROMAGNA: Confindustria, metà delle aziende ha subito “effetti severi” | VIDEO

Quanto il lockdown ha danneggiato le aziende romagnole? La metà di loro dichiara di avere subito “effetti severi” nel corso dell’emergenza sanitaria con una maggiore incidenze per quelle più piccole. A rivelarlo è il Centro studi di Confindustria Romagna che in collaborazione con il Dipartimento di Scienze aziendali dell’Università di Bologna - Campus di Rimini, ha eseguito un’indagine su 200 imprese del territorio. Lo smart-working, a cui in molti casi si è ricorsi in fretta e furia, non ha portato a una riduzione della produttività nel 68% dei casi, o se si è verificata, è stata comunque bassa. Nei primi quattro mesi dell’anno rispetto all’anno scorso si stima una perdita media del fatturato di 15 milioni di euro per le piccole imprese, di 21 milioni per quelle medie e di 186 milioni per le grandi. Solo il 18% di loro afferma di avere accresciuto i numeri. Ma nelle fase due ad incidere sui bilanci sono i nuovi costi. Quelli per l’adeguamento degli spazi e per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione. Per le grandi aziende l’investimento medio è di 252 mila euro, per le medie di 26 mila e per le piccole di 13 mila. Si tratta di una spesa mensile media che va da duemila a 33 mila euro a seconda della dimensione dell’azienda. Ciò che più preoccupa gli imprenditori romagnoli è la riduzione della liquidità per effetto della contrazione delle vendite e per i ritardati o i mancati pagamenti dei clienti. Alle imprese non piace l’idea di indebitarsi e preferiscono misure come la sospensione delle rate o la proroga dei prestiti.


RIMINI: Con l’auto ribalta tavoli ristorante, “Ci aspettavamo solidarietà” | VIDEO Attualità

RIMINI: Con l’auto ribalta tavoli ristorante, “Ci aspettavamo solidarietà” | VIDEO

Un ristorante in centro a Rimini, che ha da poco ampliato i coperti all’esterno, è stato preso di mira da un vicino che con la macchina ha tamponato i tavolini infastidito dalla loro presenza su strada.   Aveva da poco riaperto nel centro di Rimini questo ristorante, nel cuore del borgo di San Giuliano, aggiungendo tavoli all’esterno, così come consentito dal Comune in via eccezionale. Le misure anti-Covid e le maggiori distanze fra i tavoli hanno infatti costretto i ristoratori a ridurre i coperti all’interno. Quanti i coperti tagliati all’interno? “I due terzi. Allargando la parte esterna riusciamo a recuperare una parte, non tutti”, ha detto Ivan Nicoletti, titolare del ‘Retroborgo’. L’allargamento del dehor non è però piaciuto a un vicino che mercoledì sera, secondo quanto raccontato dal ristoratore, con la macchina avrebbe tamponato alcuni tavoli esterni, ribaltandoli. Tavoli che al momento non avevano clienti. “Purtroppo c’erano delle persone poco distanti che sicuramente si sono spaventate – ha detto Nicoletti -. Nel silenzio vedi una macchina che quasi ti viene incontro. C’è stato il rumore dei bicchieri spaccati, quindi i clienti sono rimasti sbalorditi”. “Non è un gesto tollerabile”. Non ve lo aspettavate? “No, assolutamente no”. “Un episodio spiacevole che però, con la volontà di entrambi, penso si possa risolvere”, ha detto il ristoratore. Dopo la lunga chiusura e la voglia di ripartire, la reazione del vicino ha colto di sorpresa il titolare del ristorante. “Ci aspettavamo più solidarietà da parte del vicinato visto il periodaccio e i tre mesi di chiusura forzata. Abbiamo la responsabilità anche di 7 dipendenti”, ha concluso il ristoratore.


RIMINI: Limiti alla movida, dopo le 21 stop ai drink da asporto | VIDEO Attualità

RIMINI: Limiti alla movida, dopo le 21 stop ai drink da asporto | VIDEO

I bar esultano per avere scongiurato la chiusura dei locali alle 21.30 paventata nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale di Rimini. Dopo il confronto avvenuto all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, si è optato per lasciare tutto aperto, però dopo le 21 nel centro storico non potranno più essere servite bevande d’asporto, né nei pub della Vecchia Pescheria, tipico ritrovo dei giovani riminesi, né in negozi, mini-market e supermercati. Questo perché gli assembramenti di venerdì e sabato scorsi erano dovuti più che altro a giovani che, dopo aver preso i drink nei locali, si fermavano a consumarli a pochi metri di distanza tra gli stretti vicoli, rendendo impossibile mantenere le distanze interpersonali di un metro. Molti poi rimanevano a chiacchierare senza mascherina dopo aver consumato la bevanda. Dopo cena, dunque, si potrà bere solo se si ha un posto al tavolo. Per incrementare i coperti, si potranno organizzare sedute anche sui banconi dove un tempo veniva venduto il pesce. Niente ingressi contingentati all’area, niente stop alle serate. Solo maggiore ordine. Erano stati gli stessi gestori dei locali della zona, nei giorni scorsi, ad avanzare la proposta dello stop all’asporto per scongiurare la chiusura totale. E si andrà avanti così fino al 30 giugno quando si presume che l’apertura dei locali da spiaggia permetta di diluire la folla. I controlli anti-assembramento saranno rafforzati sia in centro che al mare.


RIMINI: Scm dà forma a respiratore d'emergenza di Università di Ferrara e IIT | VIDEO Attualità

RIMINI: Scm dà forma a respiratore d'emergenza di Università di Ferrara e IIT | VIDEO

È totalmente made in Italy, come il suo nome, Diego. È già stato testato su dei pazienti ed è l’unico modello italiano ad essere stato notificato al ministero della Salute. Oltre all’utilità terapeutica, il vantaggio di questo ventilatore polmonare d’emergenza è che è molto economico, dato che si basa su tecnologie semplici. Può essere perciò impiegato in quelle aree, come l’America meridionale, l’Africa o la Siria, che hanno difficoltà a reperire strumentazioni mediche sofisticate. Questo dispositivo per pazienti con grave insufficienza respiratoria è stato concepito dalle menti dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova e dell’Università degli Studi di Ferrara. Il prezzo dei suoi componenti è paragonabile a quello di un cellulare di fascia media. Diego è già stato prodotto in pre-serie dall’azienda riminese di macchine e componenti industriali Scm.