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MIRCO PAGANELLI


EMILIA-ROMAGNA: Tracciato identikit giovani, il futuro lontano dall'Italia | VIDEO Attualità

EMILIA-ROMAGNA: Tracciato identikit giovani, il futuro lontano dall'Italia | VIDEO

Amano la famiglia e gli amici, ma vedono il loro futuro lontano dall’Italia. Questo l’identikit dei 381 mila giovani emiliano-romagnoli tracciato dalla Regione in una indagine presentata alla Giornata universale dei bambini e degli adolescenti. Il 13 percento di loro è straniero. La disillusione primeggia. Uno su tre è convinto di dover lasciare il paese per costruirsi il proprio futuro, mentre la metà si dice indeciso nel farlo. Un’immagine che risulta però positiva nel suo complesso; quasi tutti considerano l’amicizia una valore fondante per la propria vita, anche se ci si tiene prevalentemente in contatto tra amici attraverso chat e social. Il 10% dei giovani fa parte di associazioni di volontariato. Sul fronte salute sono in aumento coloro che presentano disturbi del comportamento alimentare, raddoppiati tra il 2012 e il 2014. Diffuso è anche l’uso di sostanze stupefacenti, in particolare cannabis, ma anche cocaina, allucinogeni, stimolanti e, seppure in minor parte, eroina. 4 giovani ogni 100 sono a rischio di dipendenza da ludopatia. Sul fronte economico vi è un aumento dei minori in condizioni di povertà. La Regione ha innalzato i fondi per le politiche giovanili portandoli a 600 mila euro all’anno, che salgono a 2 milioni nel biennio 2017-2018 grazie a un finanziamento straordinario della Fondazione Carisbo.


RIMINI: Ordinanza anti-prostituzione, carcere fino a 3 mesi e controlli fiscali | VIDEO Attualità

RIMINI: Ordinanza anti-prostituzione, carcere fino a 3 mesi e controlli fiscali | VIDEO

Rimini come Firenze. Lo Stato latita nel definire una linea dura contro lo sfruttamento delle donne su strada e le amministrazioni comunali si dotano di nuovi strumenti normativi. Dall’11 dicembre prossimo, sia prostitute che clienti rischieranno fino a tre mesi di carcere e una ammenda fino a 206 euro qualora sorpresi a “porre in essere – si legge nell’ordinanza riminese – comportamenti diretti, in modo non equivoco, a chiedere o accettare prestazioni sessuali a pagamento”. Il regolamento sarà in vigore fino al 30 aprile. Da Natale a Pasqua, dunque, saranno puniti tutti i trasgressori in aree specifiche della città, come i viali delle Regine, la stazione, Borgo Marina e via Tolemaide. Inoltre i segnalati dalla polizia subiranno accertamenti fiscali da parte di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. “Lo avevamo annunciato e lo abbiamo fatto”, commenta l’amministrazione comunale, che aggiunge, “è un’ordinanza di contrasto di nuova generazione”. Al sindaco Gnassi arriva il plauso dell’associazione Papa Giovanni XXIII, da anni impegnata nel sostegno alle schiave della strada. “Stiamo assistendo al cambiamento di un paradigma culturale – afferma il presidente Giovanni Paolo Ramonda –. Anche la capitale del divertimento riconosce la corresponsabilità del cliente che sfrutta la condizione di vulnerabilità della donna”. Dubbi sull’ordinanza provengono invece dall’avvocato Massimiliano Orrù che più volte ha difeso le donne. “Difficile pensare che una condotta penale possa venire applicata in una zona e non in altre”, e sostiene che in tal senso servirebbe una riforma costituzionale.


RIMINI: Grave schianto su Consolare San Marino, muore 51enne | VIDEO Cronaca

RIMINI: Grave schianto su Consolare San Marino, muore 51enne | VIDEO

Uno schianto fortissimo. Due auto volate nel fosso e i loro automobilisti incastrati nelle lamiere. Uno in condizioni particolarmente critiche, trasportato d’urgenza al Centro di Traumatologia di Cesena. Questo il bollettino della notte tra giovedì e venerdì sulla strada Consolare per San Marino, a Rimini. Erano le 23 quando una Audi targata San Marino viaggiava a forte velocità in direzione mare. Lungo il suo percorso si trovava una Fiat 600 con alla guida un 51enne riminese. Secondo una prima ricostruzione, l’Audi avrebbe tamponato quest’ultima vettura, all’altezza di via Rovereta, facendola sbandare sulla destra. L’auto si è così schiantata dapprima contro un muretto di cemento e poi contro un albero, girandosi su se stessa. La vettura sammarinese si è invece capovolta sull’asfalto ed è finita nel fossato di fianco alla carreggiata. Sul posto, oltre ai mezzi di soccorsi, sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco, perché entrambi i guidatori erano rimasti incastrati fra i rottami. Ai sanitari delle due ambulanze accorse, è apparso da subito più grave il guidatore della Fiat 600, il quale è stato stabilizzato e trasportato in elicottero al Bufalini. Il guidatore dell’Audi avrebbe invece riportato ferite di media gravità ed è perciò stato trasportato all’Infermi di Rimini. Gli agenti della polizia Stradale stanno lavorando per ricostruire la dinamica dei fatti. AGGIORNAMENTO Il 51enne riminese coinvolto nell'incidente, dopo un'agonia di quache ora, è spirato in ospedale.


RIMINI: Stupri, uno dei minori respinge accusa di molestia a coppia di Legnano | VIDEO Cronaca

RIMINI: Stupri, uno dei minori respinge accusa di molestia a coppia di Legnano | VIDEO

Oltre alle aggressioni e agli stupri di Miramare del 26 agosto scorso, sono accusati anche della rapina nei confronti di una coppia di Legnano e delle molestie sessuali di gruppo nei confronti della ragazza. Ma il maggiore dei due fratelli minorenni finiti in manette insieme a Guerlin Butungu e a un altro minore, respinge l’accusa di molestie. “Il mio assistito ha ammesso la rapina, ma afferma che da parte sua non c’è stata violenza sessuale”, ha specificato il legale del giovane, attualmente in carcere a Torino. La definizione di questo aspetto è fondamentale in vista del processo che per i tre minorenni avrà luogo presso il Tribunale dei minori di Bologna. Verosimilmente con giudizio immediato. Butungu per ora è stato condannato a 16 anni in primo grado. La notte del 12 agosto scorso, i quattro giovani sarebbero dovuti andare in discoteca ma, imbattendosi nella coppia lombarda in una strada buia di Miramare, avrebbero deciso di rapinarli. Secondo il racconto del giovane, Butungu, con una bottiglia, avrebbe intimato gli altri di immobilizzare il ragazzo mentre lui si sarebbe occupato della ragazza. In quel momento sarebbe avvenuto il palpeggiamento da parte del 20enne. La spartizione del bottino avrebbe fruttato 50 euro a testa. Dal carcere il minore afferma di essere pentito: “Vorrei chiedere scusa alle vittime”, ha detto.


RICCIONE: Ha visto morte fratello su Facebook, denunciato l'autore del video | VIDEO Cronaca

RICCIONE: Ha visto morte fratello su Facebook, denunciato l'autore del video | VIDEO

Immagini terribili. Un giovane strappato alla vita dopo un incidente in motorino, a pochi metri da casa. Gli istanti della sua agonia finiti in diretta su Facebook. Oggi Stefano, il fratello della vittima, Simone Ugolini, fa sapere di essere incappato in quel video. “Sono rimasto traumatizzato da quella assurda diretta, non c’è stato alcun rispetto per mio fratello”. E così ha presentato denuncia contro l’autore dei tre video, il riccionese Andrea Speziali, il quale si è scusato già dal giorno dopo la pubblicazione. Ma sul web è stato travolto da critiche e insulti. La procura aveva già aperto un’inchiesta, iscrivendo l’improvvisato video-maker nel registro degli indagati per pubblicazione di immagini raccapriccianti. Il difensore ribadisce che il suo assistito si dice “molto pentito” e che continua a chiedere scusa alla famiglia di Ugolini. Speziali si è chiuso nel silenzio. Ma l’indignazione del fratello minore di Simone non si placa. “La sua famiglia ha subìto una forte violenza”, afferma il suo legale. Stefano si è trovato a dover gestire da solo le ore dopo il decesso del fratello, perché i genitori erano in vacanza in Finlandia. Un trauma al quale si è aggiunta quella maledetta diretta, ora denunciata.


RIMINI: "Non mi hanno rapita, volevano la loro mamma", parla l'imprenditrice del Varesotto Cronaca

RIMINI: "Non mi hanno rapita, volevano la loro mamma", parla l'imprenditrice del Varesotto

“Volevamo solo rivedere nostra madre, non rapirla”. Si difende così il maggiore dei due fratelli finiti in manette per il sequestro di persona che avrebbe avuto luogo sabato scorso, sul lungomare di Rimini. Ad esser stata portata via dalla hall di un albergo, una imprenditrice varesotta di 45 anni. La madre, appunto. E a difendere i giovani vi è la donna stessa. Al Carlino ha detto, “Chiederò clemenza per loro al giudice, perché non volevano commettere un reato, ma solo stare con la propria mamma”. La donna mancava da casa da un anno e mezzo, periodo in cui ha cercato di ottenere la separazione giudiziale dal marito. Con l’attuale fidanzato, un kenyota di 34 anni, aveva deciso di venire in vacanza in Riviera, ma l’albergatore a cui la coppia non aveva saldato per intero il conto è riuscito a risalire al numero della ditta di famiglia. I due figli di 23 e 16 anni, venuti a conoscenza della posizione della madre, che non vedevano da mesi, si sono fiondati a Rimini accompagnati da un dipendente 49enne dell’azienda di famiglia. I due maggiorenni sono tornati in libertà con il divieto di avvicinarsi alla donna e l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Per il fratello minorenne si attende l’interrogatorio presso il Tribunale dei minori di Bologna. “Volevo riportare a casa mia madre, ero preoccupato per lei perché da tempo spendeva soldi in compagnia di extracomunitari”, così avrebbe detto il 23enne. La 45enne, che secondo l’Ansa pare soffrire di dipendenze da alcol e droga, insiste: “Non sono ragazzi cattivi, non hanno usato la testa”.


RIMINI: Chiusi in tre anni 600 negozi, “Basta centri commerciali” | VIDEO Economia

RIMINI: Chiusi in tre anni 600 negozi, “Basta centri commerciali” | VIDEO

“Sempre più centri commerciali, sempre meno piccoli negozi in città”. È questa in estrema sintesi l’analisi di Federmoda e Confcommercio Rimini riguardo ai drammatici dati presentati sul commercio della provincia. In tre anni 600 negozi hanno chiuso. 2.600 i posti di lavoro persi per le saracinesche abbassate. Chi ha passeggiato per il centro storico di Rimini negli ultimi anni ha notato un frequente turnover. Attività lampo che hanno aperto e chiuso nel giro di pochi mesi. Quell’affitto troppo caro da sostenere quando le buste della spesa che girano per il Corso sono sempre più magre. Tranne che nei grandi magazzini. “Nel triangolo tra Savignano, Pesaro e San Marino sono almeno dieci i centri commerciali fioccati”, sottolinea il presidente di Federmoda Gianmaria Zanzini, che aggiunge: “come risultato abbiamo ottenuto più cemento, più traffico e la desertificazione dei centri storici e dei piccoli paesi”. Secondo i dati riportati dalle associazioni di categoria, un posto di lavoro creato negli iper comporta la perdita di 4 o 5 posti di lavoro nei piccoli negozi. Ma il dito viene puntato anche alla merce contraffatta, una piaga tipicamente riminese, che ha origine nella criminalità organizzata. “Opinione pubblica e amministrazioni comunali devono interessarsi di più a questi temi”, sollecita Federmoda.