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MIRCO PAGANELLI




SAN MARINO: Tremonti, “Il Titano ci prendeva in giro, sua reputazione danneggiata” | VIDEO Politica

SAN MARINO: Tremonti, “Il Titano ci prendeva in giro, sua reputazione danneggiata” | VIDEO

“Un sistema per troppo tempo poco trasparente, alimentato da troppe furbate e prese in giro. Per questo ora la sua reputazione è danneggiata”. Questi i commenti caustici dell’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti diretti ai passati governi della Repubblica di San Marino, con i quali si è rapportato durante i suoi vari mandati nei governi Berlusconi tra il 2001 e il 2011. “Il vecchio sistema non poteva andare avanti. Ho provato a dare consigli al Monte Titano per cambiare, ma non sono stato ascoltati”, è quanto ha denunciato l’attuale senatore di Grandi Autonomie e Libertà in una lunga intervista a un’emittente sammarinese. Ma a quali prese in giro si riferisce? Secondo l’ex ministro, quando i vecchi governanti introducevano nuovi criteri per dimostrare che il cambiamento era in atto, questi sarebbero stati puntualmente accompagnati da stratagemmi per raggirarli. Le ultime riforme del paese enclave vanno nella direzione della trasparenza, ma per Tremonti ci si è mossi troppo tardi e questo avrebbe oramai danneggiato la reputazione di San Marino. Un sistema che – sempre secondo il politico italiano – si è fatto riconoscere per la sua resistenza al cambiamento. Un atteggiamento conservatore che per Tremonti ha spianato la strada anche alle infiltrazioni malavitose.


RIMINI: Arrestato in Libia Giulio Lolli per le truffe di Rimini Yacht | VIDEO Cronaca

RIMINI: Arrestato in Libia Giulio Lolli per le truffe di Rimini Yacht | VIDEO

È accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed estorsione in Italia, ma dal suo paese era fuggito nel 2010 verso la Libia. E in quel paese, l’imprenditore nautico Giulio Lolli è stato arrestato, il 29 ottobre, per le truffe della Rimini Yacht. Due i mandati di cattura internazionali emessi dalla Procura di Rimini che hanno permesso al Ministero dell’Interno libico, attraverso le forze speciali, di raggiungere il ricercato. Bolognese di origine, latitante da 7 anni, Lolli era già finito nelle carceri di Gheddafi nel gennaio del 2011, da cui era stato liberato dalle milizie ribelli, alle quali si era unito dopo che gli era stata negata l’estradizione. Dopo aver partecipato alla rivolta libica, gli era stato assegnato il compito di fermare gli scafisti all’interno delle forze speciali di sicurezza marittima del porto di Tripoli. In Italia Lolli è accusato di una maxi truffa milionaria in cui avrebbe venduto gli stessi yacht di lusso ad acquirenti diversi, nascondendo al fisco oltre 40 milioni d’euro di ricavi. La società Rimini Yacht è fallita e l’inchiesta ha coinvolto esponenti della guardia di finanza e finanzieri legati alla P3, trovando persino punti di tangenza con indagini legate alla ‘ndrangheta. A Lolli sono state sequestrate una villa a Pennabilli, nel riminese, e una a Casalecchio di Reno.


RIMINI: "Ti sciolgo nell'acido come Gessica", minacce durate anni | VIDEO Cronaca

RIMINI: "Ti sciolgo nell'acido come Gessica", minacce durate anni | VIDEO

“Basta un euro per comprare l’acido”, le aveva scritto su Whatsapp. Un link inviato per messaggio che rimandava al volto sfigurato di Gessica Notaro, la riminese sfregiata con del liquido corrosivo nel gennaio scorso e per il cui gesto è stato condannato in primo grado l’ex fidanzato. In allegato il messaggio, “Ti scioglierò nell’acido”. La vittima è una 40enne di Rimini che ha scelto di denunciare la vicenda. Il sostituto procuratore Davide Ercolani ha deciso così di mettere sotto sorveglianza l’abitazione della donna. L’ex compagno, il 42enne Francesco Scalise, originario di Bari ma da tempo residente in zona, è così finito in manette e si trova ora presso il carcere dei Casetti. Secondo il racconto della 40enne, Scalise si sarebbe dimostrato violento già anni fa, ma i due avevano avuto una figlia. Più difficile dunque andarsene di casa. Le aggressioni sarebbero andate avanti a lungo, sotto lo stesso tetto. Lei l’avrebbe persino mantenuto dopo che l’uomo si era ritrovato disoccupato in seguito a vicende di droga. Da quando la donna ha trovato un nuovo compagno, la situazione sarebbe precipitata; la violenza aumentata. Fino all’epilogo, con il rapido intervento della legge una volta scattata la denuncia.


RIMINI: Degrado colonie marine, “Occasione per modello di turismo sostenibile” | VIDEO Attualità

RIMINI: Degrado colonie marine, “Occasione per modello di turismo sostenibile” | VIDEO

Carcasse urbane, così appaiono gli edifici delle colonie marine della riviera di Rimini adagiati sulla spiaggia e sui viali della passeggiata. Eppure al di là del degrado si possono ancora scorgere architetture affascinanti. Una occasione di riuso per il territorio che è ora di cogliere. Le grandi finestre che servivano a far circolare la brezza marina per la terapia allo iodio si alternano a setti murari crivellati dal tempo. Nei lunghi corridoi disadorni riecheggia la risacca del mare. Quell’Adriatico osservato in prima fila da ambienti distrutti dall’incuranza, che oggi danno rifugio a senzatetto e talvolta ad azioni criminali. Violenze sessuali si sono consumate qua dentro. Perché quando uno spazio diviene terra di nessuno, la sicurezza viene minata. I riminesi vogliono riappropriarsi di questi luoghi, come dimostrano le iniziative delle associazioni Spazi Indecisi e Palloncino Rosso, con una logica che li veda non racchiusi, ma aperti alla città. Da troppo tempo si parla di come sfruttare queste perle sul mare, ma ancora troppo poco è stato fatto su quella che è una delle piattaforme turistiche tra le più importanti d’Europa.