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MIRCO PAGANELLI


RIMINI: Parcheggiatori abusivi ora rischiano l'arresto se recidivi | VIDEO Attualità

RIMINI: Parcheggiatori abusivi ora rischiano l'arresto se recidivi | VIDEO

Ora ad attenderli c’è la galera. In seguito all’introduzione a fine 2018 del Decreto Sicurezza, si sono inasprite le pene per i parcheggiatori abusivi e ora per i recidivi subentra il penale, che prevede anche misure detentive. Un fenomeno, quello dell’elemosinare soldi nelle aree di sosta in cambio di indicazioni su dove parcheggiare, molto diffuso a Rimini e che negli anni anche noi di TR24 e Teleromagna abbiamo documentato. Un’attività che dai piazzali più periferici, come quelli attorno all’ospedale Infermi e al centro studi della Colonnella, si è spostato verso il centro storico, con diversi uomini all’opera sotto i bastioni di Castel Sismondo o di fronte alla chiesa di Santa Rita, a due passi dal Duomo. Diversi i soggetti fermati negli ultimi anni dalle forze dell’ordine. L’ultimo in ordine cronologico sabato scorso, il quale, in base all’articolo 7 del Codice della Strada, si è visto recapitare una sanzione amministrativa di 771 euro. Ma le multe da sole hanno fatto ben poco in passato nell’osteggiare il dilagare di questa pratica illecita. Le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale hanno per lungo tempo richiesto misure più severe, che adesso sono arrivate. E così, d’ora in poi, chi verrà beccato due volte a commettere questo reato, potrà finire in carcere per un periodo che va da 6 mesi ad un anno, con un’ammenda che va da un minimo di duemila a un massimo di settemila euro, oltre alla confisca delle somme guadagnate durante lo svolgimento dell’attività. Il Comune di Rimini e la Polizia municipale hanno annunciato il proseguimento dei controlli nelle prossime settimane, e confidano in risultati più efficaci grazie all’inasprimento della pena.


SAN MARINO: In un anno 82 morti per tumori, aumentati i pazienti | VIDEO Attualità

SAN MARINO: In un anno 82 morti per tumori, aumentati i pazienti | VIDEO

Da male incurabile, come veniva definito in passato, a patologia che in molti casi può essere sconfitta o addirittura prevenuta grazie alla maggiore conoscenza che ne ha acquisito il mondo della scienza. Il tumore, nelle sue varie forme, è nella Repubblica di San Marino la principale causa di morte insieme alle malattie cardio-circolatorie. In occasione della Giornata mondiale contro il tumore, del 4 febbraio, L’Istituto per la Sicurezza Sociale del Titano ha presentato il suo report. Nel 2018 sono stati 82 a San Marino i decessi per neoplasie, in particolare relative all’apparato digerente, alla mammella e all’apparato respiratorio. Crescono i pazienti dell’unità di Oncologia, saliti a 220. 240 gli interventi eseguiti in un anno dal comparto chirurgico, oltre un terzo dei quali per tumori della pelle. Fondamentale la diagnostica. L’ospedale di San Marino ha di recente visto l’arrivo di un tomografo di ultima generazione nel reparto di Senologia. Quest’ultimo nel 2018 ha svolto oltre 6mila mammografie e più di 4mila ecografie mammarie. Attenzione alta anche sulle altre forme tumorali. Per quella del colon-retto vengono inviati ogni anno alla popolazione sammarinese 10mila inviti di screening, mentre la ricerca del papillomavirus ha raggiunto l’85 percento delle donne. Sono disponibili vaccini contro l’HPV per le ragazze tra gli 11 e i 14 anni, consigliati anche ai maschi. Ma le condotte a monte consigliate dagli esperti rimangono le stesse. Per prevenire i tumori è importante avere un corretto stile di vita che comprende una alimentazione sana ed equilibrata, un’attività fisica costante e il divieto di fumo.


RICCIONE: Ex dipendenti McDrive ancora senza lavoro, “Il Comune ci assista” | VIDEO Attualità

RICCIONE: Ex dipendenti McDrive ancora senza lavoro, “Il Comune ci assista” | VIDEO

Dal 2016 i dipendenti dell’ex McDrive di Riccione non hanno ancora avuto una risposta sul loro futuro lavorativo. Oggi hanno manifestato per chiedere che venga rispettato il diritto della continuità occupazionale. A rappresentarli i sindacati CGIL, CISL e UIL che affermano: “Siamo sconcertati perché chi poteva, e doveva, non ha pensato al futuro dei lavoratori e delle loro famiglie.” Il giorno prima, l'assessore riccionese e duputata Elena Raffaelli aveva inviato una nota alla stampa affermando che "Fin da subito mi sono attivata per collaborare e mediare tra le parti al fine di dare una nuova opportunità ai dipendenti e al contempo di restituire alla Comunità uno spazio moderno, riqualificato e sicuro”. I manifestanti replicano dicendo che non è stato fatto abbastanza e che il nuovo gestore della struttura non ha mai contattati gli ex dipendenti. "Nell'estate del 2018 – proseguono i sindacati – abbiamo saputo dell’ennesimo interessamento da parte di un’importante azienda. Anzi erano già stati presentati i progetti di ristrutturazione dell’immobile al Comune, il quale ha concesso i permessi senza chiedere impegni alla riassunzione degli ex dipendenti, la cosiddetta clausola sociale, come invece noi sindacati avevamo sollecitato". La vicenda risale al 2016 quando il gestore era Idrorama srl ed erano impiegate 21 persone. Nella primavera del 2017 il McDrive passò di mano e si stipulò un accordo sindacale, poi approvato dai lavoratori, grazie al quale la società acquirente Concetti Riccardo garantiva continuità occupazionale ed ammortizzatori sociali in attesa della ristrutturazione e della riapertura nell'autunno dello stesso anno. Poi la vicenda si è incartata in seguito ai risvolti giudiziari che hanno coinvolto Concetti. “Ora siamo a febbraio 2019 – osservano i rappresentanti dei lavoratori – e assistiamo all’inaugurazione a giorni di un locale che non ha cambiato la destinazione d'uso e  che mantiene l'attività di pubblico esercizio, ma nell’assoluto silenzio delle Istituzioni locali". “Quando ci sono possibilità di recuperare posti di lavoro per persone che lo hanno perso - ribadiscono all’unisono Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil – crediamo che anche le Istituzioni locali debbano fare la loro parte, se vogliono davvero occuparsi dei problemi dei cittadini che vivono in questo territorio ed in cui pagano le tasse. Lanciamo un appello al Sindaco di Riccione ed ai nuovi proprietari perché si è ancora in tempo per aprire un nuovo confronto con disponibilità concrete per trovare una soluzione".


RIMINI: Trovato accordo su SCM Fonderie, confermati 100 esuberi | VIDEO Economia

RIMINI: Trovato accordo su SCM Fonderie, confermati 100 esuberi | VIDEO

Sono confermati a 100 i lavoratori in esubero dell’azienda SCM Fonderie che nella seconda metà dello scorso anno ha fatto emergere il grave stato di crisi dei propri stabilimenti di Rimini e Villa Verucchio. Il primo verrà chiuso a favore di una riqualificazione del secondo, su cui l’impresa intende investire nel prossimo anno un milione di euro. Si dicono soddisfatti i sindacati, usciti mercoledì sera dal tavolo delle trattative presso l’Agenzia Regionale del Lavoro, i quali sin da subito si sono opposti alla possibilità di licenziamenti coatti e facendo ridurre il numero di esuberi di 21 unità. Lo scenario ora è diverso. Questi 21 saranno assorbiti dallo stabilimento che rimarrà aperto e per il quale è previsto un incremento dei volumi prodotti non inferiore alle 500 tonnellate annue. Per gli altri lavoratori interverrà la cassa integrazione che durerà un anno. Nel frattempo si cercheranno in tutta SCM, ovvero anche nelle altre aziende del gruppo, 100 volontari che accettino di uscire anticipatamente dietro il riconoscimento di un incentivo di 50mila euro. Presumibilmente si tratterà di persone vicine al pensionamento. Se questi volontari saranno meno 100, il gruppo si rende disponibile ad assumere i dipendenti in esubero in altre unità produttive presenti nella provincia di Rimini. “Sono state rispettate le condizioni che avevamo posto sin dall’inizio”, afferma il segretario generale della Fiom di Rimini, Daniele Baiesi. “Ora si apre una nuova fase che andrà tenuta d’occhio – precisa – ma stiamo andando nella giusta direzione”.


RIMINI: Edilizia in ripresa, il traino è la riqualificazione urbana | VIDEO Economia

RIMINI: Edilizia in ripresa, il traino è la riqualificazione urbana | VIDEO

Dei tassi di crescita così gli uffici del settore edilizia del Comune di Rimini non li vedevano dal 2008, quando nel mondo imperversò la crisi economica che aveva avuto origine proprio dal mercato dei beni immobiliari. Una crisi che aveva messo al tappeto anche le aziende legate al settore delle costruzioni nel territorio riminese. Ebbene i dati appena elaborati da Palazzo Garampi sul 2018 parlano di una netta inversione di tendenza. Nell’anno che si è da poche settimane chiuso sono stati rilasciati 172 permessi di costruire all’interno del territorio comunale: il 30 percento in più del 2017. Ma a trainare sono soprattutto le pratiche relative alle ristrutturazioni e alle riqualificazioni, ovvero le Scia, anch’esse in crescita di doppia cifra. Nel 2018 quelle ordinarie sono state 555, quelle in sanatoria 223. Ma il dato che conferma una crescita del settore di tipo strutturale, e non solo occasionale, è quello degli introiti da oneri di urbanizzazione, ovvero i contributi che un privato paga per costruire. Questi denari nel giro di quattro anni sono quasi triplicati, passando da 2,3 milioni di euro raccolti nel 2015 ai 7 milioni raccolti nel 2018. Certo il settore delle costruzioni è ancora ben lontano a Rimini, come nel resto della provincia, dall’azzerare le perdite recenti. Ma l’ultima tendenza conferma che riqualificare l’esistente, oltre che evitare di consumare suolo, permette di guadagnare.


RICCIONE: Vicino violento riempie di botte un minore, arrestato | VIDEO Cronaca

RICCIONE: Vicino violento riempie di botte un minore, arrestato | VIDEO

Era l’incubo di tutti i condomini. Una famiglia si era vista costretta a cambiare casa pur di non avere più a che fare con le sue vessazioni. Tutto era cominciato qualche anno fa quando l’uomo, un 49enne di Riccione descritto da chi gli viveva attorno come facile al litigio, se l’era presa con una donna e ne aveva danneggiato il portone di casa. Nel tempo il soggetto aveva preso di mira anche altri nuclei famigliari del palazzo riccionese di proprietà dell’Acer. Ogni pretesto era buono, hanno raccontato i vicini, per innescare una polemica che talvolta finiva con le botte. Il caso più grave quello che ha visto coinvolto un minore. Secondo quanto riportato dai carabinieri, il 49enne in una occasione aveva prima picchiato a sangue un uomo costringendo il figlio, un ragazzino, a guardare, per poi prendersela con quest’ultimo, facendolo finire in ospedale con fratture al polso e alla mano. Una situazione insostenibile, andata avanti per anni, fino al termine del 2018 quando alcuni vicini hanno deciso di denunciarlo. Da lì sono partite le indagini che hanno portato all’arresto per atti persecutori e lesioni aggravate. Persino il padre del riccionese era finito in carcere qualche anno fa per tentato omicidio, dato che aveva preso a martellate un condomino.


RIMINI: Tassa di soggiorno su Airbnb frutta in un anno 40mila euro | VIDEO Economia

RIMINI: Tassa di soggiorno su Airbnb frutta in un anno 40mila euro | VIDEO

Sono 7 i milioni di euro che il Comune di Rimini incassa mediamente ogni anno con la tassa di soggiorno applicata a tutte le strutture ricettive. E dal 2018, l’imposta arriva anche da Airbnb grazie ad un accordo entrato in vigore il 1 aprile di quell’anno. In tre trimestri nelle casse comunali sono arrivati 40mila euro dalla nota piattaforma online. Vero è che, rispetto a quanto frutta tale imposta sugli hotel, si parla di cifre piccole, e l’applicazione della tassa sugli affitti turistici era stata richiesta a gran voce dagli albergatori come segno di equità. Sono quasi mille gli annunci su Airbnb a Rimini, cresciuti del 20 percento in un anno. Secondo le stime degli uffici comunali, si tratta di circa 300 strutture, tra appartamenti e residence, per un volume di canone di locazione di circa 600mila euro. In media dunque un host, ovvero colui che ospita, ha guadagnato duemila euro in un anno. L’imposta di soggiorno su queste soluzioni era il 3 percento del canone corrisposto nel 2018 ed è salita al 4 percento nel 2019, con un limite massimo di 5 euro a persona per ogni notte di soggiorno. La quota viene trattenuta direttamente dalla piattaforma online al momento della prenotazione e successivamente viene versata al Comune con cadenza trimestrale. Non c’è giro di contanti e tutto è tracciabile. Per cui, rispetto a quanto avviene per gli hotel, l’evasione fiscale è impossibile.