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MIRCO PAGANELLI


TV: La Ciociaria e il ritmo della storia  con 'Un reporter in valigia' Attualità

TV: La Ciociaria e il ritmo della storia con 'Un reporter in valigia'

Non è forse un caso che in Ciociaria si sono verificati eventi che hanno cambiato il corso della storia d’Italia e d’Europa. “Al centro della penisola, questa terra è da millenni puntellata di borghi e attraversata da flussi di genti”, spiega il giornalista Mirco Paganelli commentando l’uscita del nuovo episodio delle web-serie di viaggi da lui prodotta, ‘Un reporter in valigia’. Presto in onda anche su Teleromagna. Il video pubblicato oggi sul canale YouTube (https://youtu.be/tq9f1ykCQ8E) esplora gli abitati di Castro dei Volsci, Alatri, Fumone e Anagni, raccontando aneddoti storici e disvelandone l’urbanistica medievale. “Ad Anagni in particolare è ambientato uno degli episodi più celebri del Medioevo, lo Schiaffo di Anagni, che ha cambiato le sorti del Vecchio continente”, afferma il video-maker che nel video si sofferma sulla rilevanza di quei giorni. La Città dei Papi verrà però narrata più nel dettaglio nel prossimo episodio attraverso il racconto di artigiani che lavorano nel borgo.


RIMINI: Alpini, Sindaco su molestie, “Fatti gravi ma non generalizzare” | VIDEO Attualità

RIMINI: Alpini, Sindaco su molestie, “Fatti gravi ma non generalizzare” | VIDEO

Record di presenze all’adunata degli Alpini di Rimini: mezzo milione quelle stimate. Durante l’evento sono però moltiplicate le segnalazioni di molestie. Dopo il ministro della Difesa, è lo stesso sindaco a stigmatizzare quanto accaduto, chiedendo però di non generalizzare.     L’adunata degli Alpini ha superato tutte le aspettative. A certificarlo i dati dell’Osservatorio turistico regionale. Le presenze stimate sono state 520 mila considerando anche il movimento extra alberghiero: alloggi privati, camper e accampamenti improvvisati. Pieni non solo gli 800 hotel aperti a Rimini, ma anche i 350 tra Cesenatico e Cattolica. Il giro d’affare è stato di 168 milioni di euro. “Un bilancio positivo” anche per il sindaco Jamil Sadegholvaad. “Le attività economiche, i pubblici esercizi, gli hotel hanno avuto una boccata di ossigeno davvero importante”. “Il lavoro messo in campo dalla Prefettura, dal Comune, da tutte le forze dell'ordine, credo sia stato davvero efficiente”. “Al tempo stesso questa è stato un po’ la prova generale per l'estate che sta per arrivare”. “Rimini, la città dei tanti turismi, perché abbiamo il turismo balneare, quindi più tipicamente legato alla spiaggia, così come quello fieristico, congressuale. Eventi legati al mondo dello sport. Rimini è pronta per un'altra grande estate, con eventi variegati che andranno ad animare la nostra città”. La nota negativa sono state le segnalazioni di molestie verso donne che nei giorni dell’adunata si sono moltiplicate superando il centinaio. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha parlato di comportamenti “gravissimi” che “andranno accertati” e “che sarebbero all’opposto dei valori degli Alpini”, Ma ha chiesto di non generalizzare. “Non si può sottovalutare” ma “al tempo stesso non possiamo generalizzare per tutti gli alpini”, ha detto Sadegholvaad. Il giorno dopo che l’associazione ‘Non una di meno’ aveva fatto emergere il caso fu la vicesindaca Chiara Bellini ad esprimere la posizione del Comune stigmatizzando i fatti e chiedendo all’organizzazione di tenere a bada i propri uomini. Quattro giorni dopo le prime segnalazioni, è lo stesso primo cittadino ad intervenire: “Condivido ogni riga, ogni virgola di quello che è stato detto dal ministro Guerini”. “Non possiamo essere accondiscendenti in alcun modo con chi ha molestato una donna, anche solo verbalmente”, ha affermato il sindaco. Però “non si può generalizzare come se tutti gli alpini fossero dei molestatori”. “Ho visto decine di migliaia di persone perbene che con la loro allegria hanno invaso la nostra città”, ha riportato Sadegholvaad, che ha aggiunto: “Sappiamo che questo ha riguardato un numero limitatissimo di persone. Però questo non vuol dire che si debba minimizzare quanto è accaduto”. Dato il successo dell’edizione in termini di numeri, Rimini si candida ad ospitare altri eventi legati agli Alpini. “Esistono eventi di raggruppamento oppure legati alle fanfare”, ricorda il sindaco. “Noi possiamo candidarci ad ospitare perché credo che la ventata di allegria che ci hanno dato gli alpini meriti di essere vista ancora a Rimini”.


RIMINI: Struttura piramidale di vendita, sequestro di 7,3 milioni | VIDEO Cronaca

RIMINI: Struttura piramidale di vendita, sequestro di 7,3 milioni | VIDEO

La guardia di Finanza ha scoperto una struttura piramidale di vendita di integratori alimentari con base a Rimini. Ad essere indagate sono 13 persone, tra cui dei romagnoli e sammarinesi. Il gip ha disposto il sequestro di beni per oltre 7 milioni di euro.   Una struttura di vendita, detta piramidale, che traeva profitto non tanto dalla vendita di prodotti, quanto dal reclutamento di nuovi venditori che dovevano essere prima di tutto clienti. Un sistema illegale, secondo una legge del 2005, che ha avuto come epicentro il territorio riminese e che ha portato il Gip a disporre il sequestro preventivo di beni e attività finanziarie per oltre 7 milioni di euro nei confronti di 13 indagati. Dalle risultanze investigative, la società di integratori alimentari Vi Italia avrebbe messo in piedi una rete di vendita porta a porta operante su tutto il territorio nazionale. All’apice, 13 soggetti, tutti incensurati: due cittadini sammarinesi, uno romano, uno foggiano e gli altri residenti a Rimini, Cesena e Pesaro. Il primo nucleo di promoter, secondo quanto ricostruito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Rimini, si sarebbe insediato nel 2015. Sempre a Rimini i leader avrebbero avviato l’attività di reclutamento che avveniva tramite social ed eventi, fino a mettere in piedi una struttura piramidale composta da oltre 10 mila persone. Tra questi c’erano sia disoccupati, ma anche chi aveva lasciato il lavoro sperando in facili guadagni.


RIMINI: Scuola, 75 anni del Ceis, “Metodo didattico innovativo” | VIDEO Attualità

RIMINI: Scuola, 75 anni del Ceis, “Metodo didattico innovativo” | VIDEO

Nato 75 anni fa sulle macerie della seconda guerra mondiale per ospitare i bambini orfani, grazie a una donazione del Soccorso operaio svizzero, il Centro educativo italo-svizzero è il frutto della visione pedagogica di Margherita Zoebeli, giunta da Zurigo per coordinare i lavori. Il villaggio di capanne di legno, che dapprima ospitava gli sfollati, è diventato il laboratorio per un nuovo metodo didattico basato sulla pedagogia detta attiva. Niente file di banchi. I bambini lavorano in gruppi e sottogruppi seguiti da più insegnanti per classe. Fondamentale l’uso del corpo e il rapporto con la natura. “Non ci sono tracce educative del suo progetto educativo”, ricorda il presidente del Ceis Romano Filanti a margine di una conferenza stampa. A Zoebeli “piaceva non lasciare tracce, ma vivere questo progetto tutti i giorni con i bambini e le sue collaboratrici”. In pochi anni l’esperienza fuori del comune del Ceis è divenuta conosciuta a livello internazionale ed ha richiamato pedagogisti da tutta Europa. Il suo modello è stato raccontato in un documentario prodotto da Gruppo Icaro, Ceis e fondazione Margherita Zoebeli dal titolo ‘Lo spazio che vive’ che uscirà nelle sale riminesi il 13 e 14 giugno. Il regista Teo De Luigi ha conosciuto e collaborato con Zoebeli. “Rientrando in questo luogo dopo tanti anni – dichiara -, ho sentito un richiamo naturale, istintivo, per questo ‘spazio che vive’, si modifica e cambia continuamente e che definirei un tempio sociale”.


RIMINI: Alpini, sindaco, "mai vista città così piena di gente” | VIDEO Attualità

RIMINI: Alpini, sindaco, "mai vista città così piena di gente” | VIDEO

È partito puntuale alle 9 lo sfilamento degli Alpini sul lungomare di Rimini in occasione della 93ma adunata nazionale. Migliaia le persone che già di prima mattina attendevano il passaggio delle penne nere lungo il tracciato di due chilometri. In tribuna d’onore sono presenti, fra gli altri, il presidente di Regione Stefano Bonaccini, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, i ministri Colao e D’Incà. Mentre il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e i generali Francesco Figliuolo e Claudio Graziano hanno sfilato accompagnando il labaro dell’associazione nazionale Alpini assieme al presidente delle penne nere Sebastiano Favero prima di raggiungere anch’essi il loro posto in tribuna. È “Un sentimento di gioia e di orgoglio” quello che sta vivendo la città di Rimini nella giornata conclusiva dell’adunata degli Alpini, ha detto il sindaco Jamil Sadegholvaad a margine dello sfilamento. “Orgoglio perché l’adunata della ripartenza dopo il Covid è avvenuta proprio qui nella nostra città”. Per il sindaco “I valori degli alpini sono solidi” e “celebrare insieme queste giornate è stato molto bello”. Giornate in cui si sono riversate in città alcune centinaia di migliaia di alpini che anche sabato sera hanno fatto festa per le vie del centro fino a tarda notte con fanfare e veicoli trasformati in carri per ballare e diffondere musica. “Dei numeri del genere” dal punto di vista dei visitatori, “si sono visti raramente”, esulta il primo cittadino. “Si è vissuto un ferragosto anticipato a tutti gli effetti, forse anche di più di un ferragosto. Rimini così piena di gente era davvero tanto che non la vedevamo”. Presente in Tribuna d’onore anche il generale Francesco Figliuolo, per il quale l’evento ha rappresentato un'occasione di tornare a stringersi la mano, “di riprendere i rapporti sociali. Questa è una bella cosa”, ha detto facendo riferimento alla fine dell’emergenza Covid. “Speriamo che si continui così”, ha aggiunto. E non è voluto mancare all’appuntamento il decano degli Alpini, Giovanni Alutto, classe 1916, sopravvissuto alla campagna di Russia. “La desideravo, sono due anni che l’aspettavo. Ho 105 anni, potrebbe essere l’ultima per me. Per me è tanto”, ha detto a margine dell’evento prima di raggiungere il palco d’onore. Alutto è sopravvissuto alla campagna di Russia della seconda guerra mondiale. Ma non solo. Ha combattuto “Dal fronte occidentale all’Albania. E poi da ultimo in Russia”, ha ricordato. “Avevo una piccola responsabilità perché ero sotto ufficiale, era il mio lavoro da fare”. La sua è una lunga vita piena di ricordi. “Sono nato con la camicia, sono nato fortunato. Ho fatto tutto. Sono sempre stato bene”, ha detto. Oggi per partecipare all’adunata “ho avuto l’onore che i militari mi sono venuti a prendere”.


RIMINI: Ministro Guerini dagli Alpini, “Ripartano negoziati in Ucraina” Politica

RIMINI: Ministro Guerini dagli Alpini, “Ripartano negoziati in Ucraina”

“Le nostre menti e i nostri cuori sono rivolti all’Ucraina, alla sofferenza dell’Ucraina - ha detto il ministro Guerini a margine dell’adunata nazionale degli Alpini a Rimini -. Qui oggi vuole partire un grande messaggio di speranza”, “perché ritorni la pace, ritorni la possibilità di negoziati veri”. Lo sfilamento a cui ha partecipato le stesso ministro è una “splendida occasione per trovarci tutti assieme, per celebrare i valori del nostro Paese” e “per avere il cuore e la mente rivolti verso la pace”. “Una giornata di rinascita in cui ci incontriamo, in cui diciamo grazie agli Alpini, per il lavoro che fanno, per quello che hanno fatto in questi due anni di pandemia aiutando il Paese nelle vaccinazioni, nella costruzione di ospedali”, ha detto il ministro della Difesa. La sfilata è “un messaggio di speranza, di solidarietà e di comunità”, ha aggiunto. “Abbiamo letto il messaggio del presidente della Repubblica”, ha poi riferito Guerini a chi gli chiedeva se il governo recepirà la richiesta di Mattarella di uniformare le celebrazioni per le Forze Armate. “Un messaggio importante che credo che il parlamento e il governo debbano guardare con grande attenzione”, ha aggiunto il ministro. “Penso che ci siano le condizioni perché questa raccomandazione, questo invito si trasformi in realtà”.  


RIMINI: La festa degli Alpini invade il centro tra alcol e musica | VIDEO Attualità

RIMINI: La festa degli Alpini invade il centro tra alcol e musica | VIDEO

Oltre alle cerimonie ufficiali, la presenza degli alpini a Rimini ha significato anche quattro giorni di feste fino a tarda notte tra musica e fiumi di alcol. I locali pubblici hanno lavorato non stop per un giro d’affari stimato in circa 150 milioni di euro.   I boccali di birra sempre pieni. Jeep e camioncini d’epoca trasformati in pedane per orchestre rock e piste da ballo improvvisate. La festa degli Alpini, nei giorni dell’adunata nazionale che si è chiusa domenica, ha invaso le strade di Rimini come non si è mai visto né a Ferragosto né a Capodanno. Sul corso le fanfare si incrociavano in una girandola sinfonica andata avanti fino a tarda notte. Decine di migliaia le penne nere presenti in città che si sono mescolate con la movida riminese, già vivace in un normale weekend primaverile. A macchiare la festa, le segnalazioni di molestie verbali, e talvolta fisiche con palpeggiamenti, nei confronti di donne. Episodi che nei giorni si sarebbero moltiplicati tanto da indurre la vicesindaca Chiara Bellini a chiedere agli organizzatori di tenere a bada i propri uomini, condannando ogni atteggiamento sessista. Nessuna denuncia ufficiale in caserma, ma dall’associazione degli Alpini non è arrivata alcuna smentita, né conferma, dei fatti. A scorrere, oltre ai flussi di persone, erano i fiume di alcol. Un bar del centro ha raccontato che con gli alpini in città ha consumato 18 barili di birra da 30 litri al giorno, quando era solito esaurirne 4 in una settimana.