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MIRCO PAGANELLI


ROMAGNA: Covid, contagi in salita tra bambini non vaccinati | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Covid, contagi in salita tra bambini non vaccinati | VIDEO

Migliorano anche nell’ultima settimana i dati epidemiologici della Romagna. A dimostrazione dell’efficacia dei vaccini, sottolinea l’Ausl, il fatto che il contagio corra soprattutto tra i bambini che per età non posso ancora essere vaccinati.   Prosegue il calo dei contagi da coronavirus, seppure lieve, in Romagna, e nelle ultime settimane tende alla stabilizzazione. Secondo l’ultimo report settimanale dell’Ausl sono in leggera diminuzione pure i ricoveri nei reparti Covid, scesi a 52 di cui 10 in terapia intensiva. Un costante miglioramento del quadro epidemiologico reso possibile in particolare dalla campagna vaccinale, specifica l’azienda sanitaria. Tale affermazione trova riscontro nel numero dei contagi tra i giovani in età scolare. I nuovi casi si registrano infatti soprattutto tra i bambini sotto i 12 anni che ancora non possono essere vaccinati. Tra i 14 e i 18 anni è positivo un tampone su 100, mentre tra i 0 e i 10 anni sono positivi 5 tamponi su 100. Ancora più lampante il caso delle classi finite in quarantena nell’ultima settimana: 30 dagli asili alle scuole medie dove ci sono soprattutto bambini non vaccinati, e solo 2 classi, invece, nelle scuole superiori dove tutti gli studenti hanno la possibilità di vaccinarsi. Ad invitare ancora una volta alla vaccinazione – prosegue l’Ausl - devono essere anche i dati sulle ospedalizzazioni che, pure in Emilia-Romagna, testimoniano come i casi più gravi riguardino soprattutto i non vaccinati. Intanto, nemmeno l’obbligo del Green pass è riuscito a spingere la campagna vaccinale come si sperava, visto che non si è ancora raggiunto l’obiettivo dell’80% di vaccinati con doppia dose in Romagna. Le città più vicine, Forlì e Ravenna.


RIMINI: Gestivano hotel con la violenza, sgominato gruppo criminale | VIDEO Cronaca

RIMINI: Gestivano hotel con la violenza, sgominato gruppo criminale | VIDEO

Infiltrazioni della criminalità della Riviera romagnola. La guardia di Finanza di Rimini ha sgominato un sodalizio criminale, originario della Calabria, che gestiva hotel sulla costa con prestanome e ricorrendo anche all’uso della violenza per non pagare affitti e stipendi.   Imprenditori originari della Calabria e da alcuni anni stanziali nel Riminese che dal 2018 gestivano in forma occulta cinque hotel sulla Riviera romagnola, un chiringuito a Viserba e una società che organizzava eventi a Rimini. In base alle indagini della guardia di Finanza, si tratta di un sodalizio criminale che tendeva ad affermare il proprio ruolo sul territorio attraverso la repressione violenta dei contrasti sorti con i soci. In breve tempo si sono infiltrati nell’economia legale romagnola prendendo in gestione alcune pensioni tradizionali tra Cesenatico, San Mauro Mare, Rimini e Castrocaro Terme. Le lunghe indagini dei finanzieri hanno portato alla contestazione per alcuni del reato di estorsione con l’uso di armi. In particolare un dipendente che chiedeva lo stipendio sarebbe stato minacciato di morte con una pistola evocando l’appartenenza alla ‘ndrangheta, che però deve ancora essere dimostrata. È stato questo dipendente, oltre a un titolare di hotel a cui non veniva pagato l’affitto, a sporgere denuncia. Accanto al sodalizio criminale è emerso un secondo livello di prestanome di origine campana e pugliese, reclutati perché parenti o conoscenti. In totale sono nove gli indagati, otto le misure cautelari eseguite. Ed è stato eseguito anche il sequestro preventivo di quote societarie pari a un milione e mezzo di euro.


RIMINI: Crac Aeradria, pm chiedono condanna per Vitali, Gnassi e Cagnoni | VIDEO Cronaca

RIMINI: Crac Aeradria, pm chiedono condanna per Vitali, Gnassi e Cagnoni | VIDEO

Un processo infinito si avvia alle battute finali. Per il crac della ex società di gestione dello scalo aeroportuale Fellini di Rimini, la procura ha chiesto le condanne per cinque imputati, tra cui tre nomi noti del panorama politico e industriale locale. Per l’ex presidente della Provincia Stefano Vitali sono stati chiesti 4 anni e 4 mesi, per l’ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi un anno e 4 mesi, per il presidente della fiera Lorenzo Cagnoni un anno. Oltre a loro, sono stati chiesti 3 anni e 8 mesi per il commercialista Santo Pansica e 3 anni per un ex dipendente della controllata Rdr, Fabio Rosolen. È stata invece chiesta l’assoluzione per l’ex presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli e per l’ex vicepresidente di Aeradria Mario Formica. Secondo l’accusa, i big si sono adoperati nella gestione delle attività economiche della società forzando le regole per portare benefici economici al territorio. Gli imputati si sono da sempre professati innocenti e secondo i loro legali il loro operato non costituisce reato. L’anno scorso per molti dei reati contestati è scattata la prescrizione. Due le udienze nei prossimi mesi in cui prenderà la parola la difesa, mentre per il 14 dicembre è atteso il verdetto.   Aggiornamento ore 15:39 "Dieci anni trascorsi dal ‘fatto’: una lettera redatta dagli uffici e risalente al dicembre dell’anno 2011 che oggi, secondo la stessa Procura, non è più di 'patronage' ma derubricata con nuova interpretazione. Vicenda giudiziaria che ha già subito dibattito e processo, politico e mediatico per quasi nove anni, che ha impattato sulla vita delle persone (me compreso) in maniera dura e sofferta". A scrivere di suo pugno questa nota è l'oramai ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi che ha da poco ultimato il suo mandato. "Si confidava che anche su tale punto rimasto, dopo tutti i dieci proscioglimenti precedenti, alla luce delle plurime risultanze orali e documentali, si pervenisse anche da parte dell’accusa ad una diversa richiesta da quella formulata, per l’assoluta correttezza e trasparenza del mio operato - prosegue Gnassi -. L’attesa è fiduciosa, ma restano ferite comunque laceranti che non si leniscono anche considerandole connesse, come ormai, e purtroppo, tutti dicono, all’esposto e vulnerabile mestiere di sindaco".


ROMAGNA: Discoteche riaperte col 35% di capienza, Silb scontento | VIDEO Attualità

ROMAGNA: Discoteche riaperte col 35% di capienza, Silb scontento | VIDEO

Le discoteche possono riaprire. È arrivato l’ok del Comitato tecnico scientifico, anche se sono previste forti limitazioni per quanto riguarda la capienza. Scontento il sindaco dei locali da ballo.   Riaprire sì ma con un terzo della capienza. Il Comitato tecnico scientifico si è espresso in risposta all’Esecutivo dando l’ok alla riapertura delle discoteche, ma con una capienza all’interno del 35% e all’esterno del 50%. Si entra solo con Green pass e la mascherina va usata in tutti gli spazi tranne che sulla pista da ballo. Il pronunciamento degli esperti potrebbe ora essere recepito dalla cabina di regia del Governo in vista di un probabile Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. Ma i gestori dei locali non brindano affatto. "Il 35% di capienza al chiuso è una percentuale difficile da accogliere positivamente perché per i nostri locali, che hanno già le capienze più basse d'Europa, è una capienza antieconomica, che non permette di rimanere sul mercato. Continuiamo con forza a chiedere un tavolo di confronto". Così Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe Emilia-Romagna, i gestori delle sale da ballo, commenta il parere del Cts sulla riapertura delle discoteche. Domani, 7 ottobre, si riunirà a Roma il direttivo nazionale del Silb-Fipe, "che prenderà atto formalmente delle decisioni prese dal Cts e valuterà se ci siano le condizioni per continuare a dialogare attraverso un tavolo di confronto, oppure se sarà necessario passare alle proteste rumorose e diffuse", "ora la politica italiana può far sentire la sua voce: il periodo del bla bla bla mi auguro sia finito". Bene l'interessamento del comitato al settore, sottolinea Indino, meno per le indicazioni date. "Si pensi solamente a quanto personale serve per organizzare una serata, dai barman ai tecnici, dai dj al personale per la sicurezza - spiega - Riempiendo il locale solo al 35%, non si coprirebbero nemmeno i costi vivi. Vogliamo tornare a lavorare, ma non possiamo rimetterci. Non capiamo davvero perché, se tutti gli avventori devono essere muniti di Green Pass, non si possa avere una capienza ben più alta. A maggior ragione adesso che il governo ha deciso per l'ampliamento delle capienze per tutti i settori dello sport e dello spettacolo, all'aperto e al chiuso".


RIMINI: Sadegholvaad appena eletto, “Faremo bene come ha fatto Gnassi” | VIDEO Politica

RIMINI: Sadegholvaad appena eletto, “Faremo bene come ha fatto Gnassi” | VIDEO

Sarà una giunta con metà donne, ha annunciato il neo eletto sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad che assicura: “Faremo bene come ha fatto Gnassi”. Ecco cosa ha detto nella sua prima conferenza stampa da primo cittadino.   Ha un nome “strano” Jamil Sadegholvaad, 49 anni, neo sindaco di Rimini, come lo ha definito lui stesso a inizio anno quando ha lanciato la sua candidatura alle amministrative. Il padre infatti è iraniano e la sua famiglia ha un negozio di tappeti persiani nel centro storico, ma il nuovo primo cittadino è romagnolo doc, riminese dalla nascita. Il multiculturalismo è però nelle sue vene dato che ha spostato una donna brasiliana con cui ha avuto una bimba. Un nome “sì strano”, ha ribadito anche nel corso della prima conferenza stampa da sindaco, “però credo che i riminesi ormai mi conoscono”. E “anche se credo che l'integrazione sia un pezzo fondamentale dell'Italia del futuro, non voglio diventare il simbolo di nulla. Voglio essere giudicato per quello che saprò fare per Rimini o meno, e non tanto per il nome o il cognome più o meno strano”, ha detto. Sadegholvaad ha vinto al primo turno grazie soprattutto alle preferenze del Partito democratico (26,44%) e di una lista civica che prende il suo nome, la lista Jamil, appunto (16,93%). “La formula politica riminese – ha detto alla stampa - può essere d'esempio anche per le prossime sfide elettorali che avverranno nel prossimo anno dove c'è chiaramente un Partito democratico che è perno della coalizione, insieme alle forze della sinistra, ma dove il civismo deve essere necessariamente fortemente rappresentato, perché se no le elezioni non si vincono”. Il neo sindaco punta a chiudere la giunta in tempi rapidi e pensa a nove nomi di cui la metà donne e alcune riconferme della giunta precedente. A Rimini non è andata in porto l’alleanza con il Movimento 5 Stelle. “I rappresentanti del Movimento 5 stelle a Rimini – ha commentato -, non hanno saputo leggere la situazione riminese, hanno fatto un disastro elettorale”. La lista pentastellata si è fermata al 2,45%.


CATTOLICA: Foronchi (Pd) per un soffio al ballottaggio con Gennari (M5S) | VIDEO Politica

CATTOLICA: Foronchi (Pd) per un soffio al ballottaggio con Gennari (M5S) | VIDEO

Per un soffio non ce l’ha fatta il centrosinistra di Cattolica a tornare al potere al primo turno dopo l’inedita amministrazione targata Movimento 5 Stelle. La candidata sindaca Franca Foronchi si è infatti fermata a quasi il 49%. L’attuale sindaco Mariano Gennari ha incassato il 27% e dunque tra i due ci sarà il ballottaggio. Il candidato del centrodestra Massimiliano Gessaroli è fuori gara con il 21%. Resta ora da vedere a chi andranno i voti di quest’ultimo assembramento politico. Cattolica è stato l’unico comune in Romagna in cui i Cinquestelle sono riusciti a portare a termine un mandato, ma ora la situazione è diversa rispetto a cinque anni fa. “In questo momento diciamo che la crisi del movimento a livello nazionale ha sicuramente pesato”, ha ammesso Gennari il giorno dopo lo spoglio, il quale ha anche sottolineato però che a Cattolica “abbiamo fatto il migliore risultato in regione” come M5S ottenendo il 9%. A Rimini, Ravenna e Bologna i pentastellati viaggiano infatti attorno al 2 e 3 per cento. Paragonato al 2,45% della vicina Rimini il risultato cattolichino “fa impressione”, ha aggiunto il primo cittadino che ora al ballottaggio intende parlare sia agli indecisi che all’elettorato di centrodestra.


RIMINI: Comunali, Pd primo partito, no-vax in consiglio | VIDEO Politica

RIMINI: Comunali, Pd primo partito, no-vax in consiglio | VIDEO

A Rimini il Partito democratico si conferma primo partito doppiando Lega e Fratelli d’Italia. Male il Movimento 5 Stelle. Exploit del movimento no-vax che entra in consiglio comunale.   I festeggiamenti sono andati avanti a lungo in piazza Cavour quando verso le 22 era oramai chiara l’elezione di Jamil Sadegholvaad a sindaco di Rimini. Il suo “maestro”, Andrea Gnassi, come lo ha definito l’eletto, prima ha esultato da Palazzo Garampi e poi è sceso per un lungo abbraccio commosso. Sorrisi più ampi del previsto a Rimini tra il centrosinistra che è dunque passato al primo turno con il 51% dei voti. Il Partito democratico è risultato essere il primo partito in città con il doppio dei voti sia di Fratelli d’Italia che della Lega. Al secondo posto la lista Jamil sindaco che, nata in poco tempo, ha fatto incetta di voti. Segno che quel nome “strano”, come lo ha definito il diretto interessato, alla città non fa poi così strano. Sadegholvaad, riminese di nascita, ha padre iraniano ed ha spostato una brasiliana: il multiculturalismo è dunque nelle sue vene. Tornando all’analisi del voto, a destra il partito di Giorgia Meloni ha superato, seppur di poco, quello di Matteo Salvini. A destra, qui come altrove, c’è chi attende la resa dei conti. Ceccarelli si è fermato al 32%. Demolito il Movimento 5 Stelle fermo al due e mezzo percento, al di sotto persino del movimento no-vax 3V che manda in consiglio comunale il candidato Matteo Angelini. La candidata Gloria Lisi resta appena sotto il 9%.